
Il sottile stelo di un
abat-jour può essere arricchito con un
rivestimento di legno che lo renda più adatto ad un
arredo rustico.
Ci serve un ciocco di legno da caminetto, meglio se irregolare, con un diametro esterno di circa 70-80 mm.
Con la
sega circolare, o anche con un
seghetto a mano, tagliamo alcune “fette” dello spessore di 40-50 mm.
Con una
sega a tazza da 60 mm montata su un
trapano a colonna foriamo i dischi.
Un secondo foro da 14 mm, eccentrico e ortogonale al primo, permette l’inserimento del tondo nell’asta della lampada.
La rifinitura è limitata all’asportazione di tutte le parti scabre come la
corteccia e piccoli
rami, senza arrivare ad una finitura troppo accurata delle superfici per non perdere l’effetto rustico.
OCCORRONOIl materiale per il rinnovamento della lampada si trova facilmente in qualsiasi legnaia: un pezzo di legno ben asciutto e non macchiato dal tempo. Ideali potrebbero essere l’
acero, il
nocciolo, il
pioppo, il
faggio che asciugano senza
venature. Da evitare il
castagno e il
carpino che sono fibrosi e tendono facilmente a fessurarsi.
FORATURA E FINITURA
1. I dischi, ricavati da un tronchetto, vanno forati con una sega a tazza Ø 50-60 mm. I dischi sono bloccati con uno strettoio in modo che non possano ruotare durante la foratura.2. Con una punta da 14 mm si pratica un foro in posizione ortogonale rispetto al grande foro centrale. Il foro non va eseguito lungo l’asse centrale in modo da preparare elementi “eccentrici”.3. Le operazioni di finitura consistono nel togliere la corteccia: utilizziamo un coltello robusto appoggiando i tondi su una tavoletta.4. Tutti i pezzi vengono trattati con più mani di vernice a spruzzo trasparente, anche all’interno del foro grande. 5. I tondi vengono infilati sullo stelo della lampada dopo averlo smontato dalla base, togliendo temporaneamente il cavo elettrico. I tre pezzi vengono uniti tra di loro con una goccia di colla vinilica in modo che non ruotino separatamente, ma possano farlo tutti insieme mantenendo l’originale disposizione.