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Insufflaggio cellulosa isolante | Guida completa all’isolamento

 

Riempire le intercapedini con isolanti sciolti è un intervento poco invasivo perché non richiede né impalcature né demolizioni, ma cambia il comfort della casa

L’insufflaggio: una pratica necessaria qualora siano presenti intercapedini vuote: ecco perché!

La coibentazione termica per conseguire il risparmio energetico in casa può avvenire scegliendo tra due strade principali; ricorrendo al cappotto termico (rivestimento termico esterno o interno), oppure con il riempimento delle intercapedini, metodo chiamato più comunemente dell’insufflaggio termico. Quale metodologia adottare?

Quando è utile l’insufflaggio

Se il cappotto termico è una tecnica di coibentazione necessaria per le case nuove, o comunque non provviste di intercapedine, l’insufflaggio è senza dubbio da consigliarsi nelle abitazioni provviste di intercapedini. In questo tipo di appartamenti, infatti, la presenza di vuoto tra l’interno e l’esterno del muro non solo costituisce un punto di dispersione termica e quindi di cessione di energia utile al benessere della casa, ma comporta anche la formazione di un movimento d’aria al suo interno, che contribuisce ad aumentare considerevolmente queste perdite.

insufflaggio

Se è presente l’intercapedine meglio evitare il cappotto termico

Il fatto nuovo rispetto a quanto finora conosciuto, è che mentre un muro non provvisto di intercapedine viene ottimamente isolato con il sistema a cappotto esterno per la casa, non si può dire la stessa cosa nel caso di un muro provvisto di intercapedine!

Diversi utenti che hanno realizzato un cappotto pur eseguito a regola d’arte (di 10-12 cm in zona climatica D) non risultano completamente soddisfatti del lavoro compiuto, nonostante abbiamo speso molti più soldi rispetto all’insufflaggio dell’intercapedine e messo a soqquadro la casa per un lungo periodo di tempo!

I sopralluoghi effettuati in questi edifici hanno evidenziato attraverso, delle forature del muro interno, la presenza di un’intercapedine vuota, che non ha subito alcun intervento di isolamento termico delle pareti interne. In questi spazi, nonostante il muro sia protetto esternamente da un buon cappotto per la casa, si formano dei moti convettivi, con l’aria che genera correnti che disperdono il calore prodotto in casa.

E’ ovvio che la dispersione, dopo l’esecuzione del cappotto, è inferiore rispetto a prima, ma è altrettanto oggettivo che la problematica non risulta completamente risolta! Il persistere di questa dispersione fa si che i clienti non siano pienamente soddisfatti del lavoro realizzato!

 

L’impatto sulla bolletta energetica

Gli edifici costruiti senza un’adeguata coibentazione sono responsabili di una buona fetta della bolletta energetica. Purtroppo le opere di adeguamento non sono sempre economiche per cui gli interventi più onerosi, come rivestimenti a cappotto o contropareti isolanti, sono spesso rimandati. Esistono però sistemi di insufflaggio cellulosa poco invasivi e decisamente economici, che permettono di raggiungere intercapedini e sottotetti con piccole perforazioni e alta resa. Si tratta di fibre di cellulosa ricavate da carta riciclata trattata con sali minerali (acido borico e solfato d’ammonio) e amido che la rendono non infiammabile, inattaccabile da muffe e roditori e di durata paragonabile a quella della casa. Tra i vantaggi dei sistemi di insufflaggio cellulosa c’è la velocità di esecuzione del lavoro: per una casa di medie dimensioni il riempimento delle intercapedini perimetrali dura circa una giornata; un’altra è necessaria per il sottotetto o per le falde, ove sia presente una costruzione a nido d’ape o la doppia tavolatura. Anche i sottotetti a canniccio intonacato, comuni negli edifici della metà del secolo scorso, possono utilizzare questo sistema dato che l’isolante sfuso è molto leggero e si adatta alle forme irregolari.

insufflaggio

  1. Prima degli interventi di insufflaggio cellulosa viene eseguita una videoispezione delle intercapedini per controllare se ci siano ostacoli al passaggio dell’isolante e garantire l’uniformità dell’applicazione.
  2. La cellulosa si inietta pneumaticamente attraverso un foro da 25 mm di diametro.
  3. Isolare con la fibra di cellulosa stabilizzata è semplice e veloce perché basta riempire le intercapedini o posarla direttamente sui solai non accessibili. I tempi di applicazione sono estremamente brevi, non più di un paio di giornate per una casa di medie dimensioni. 4
  4. La cellulosa viene distribuita in uno strato uniforme di circa 25 cm che copre anche le aree più tortuose o dalla superficie irregolare. Il macchinario, un serbatoio con ventilatore, resta a piano terra e la distribuzione viene eseguita con un tubo lungo fino a 30 m.

Insufflaggio cellulosa – Il risanamento

risanamento con insufflaggio

 

  1. Anche le pareti interne di case costruite senza intercapedine o prefabbricate possono essere isolate aggiungendo contropareti di cartongesso o legno da riempire con fibra di cellulosa stabilizzata. La conducibilità termica della cellulosa in fiocchi è estremamente bassa, solo 0,037 W/m°K, paragonabile a quello del polistirene espanso.
  2. I solai coibentati con isolanti sfusi possono essere resi calpestabili montando, prima dell’insufflazione, una pannellatura di OSB (pannelli a fibre orientate) appoggiata su serie di nervature di conglomerato di legno a forma di H. Il riempimento si esegue con un lungo tubo inserito tra le nervature.
  3. Nel caso si voglia migliorare il comfort di una mansarda già in uso si può utilizzare lo spazio sottotegola, ricavato tra il tavolato grezzo e la controsoffittatura. Con un foro in corrispondenza del colmo si evita di sporcare l’interno della casa.

Insufflaggio cellulosa – La perlite Espansa

perliete espansa
La perlite deriva da una particolare roccia vulcanica silicea analoga all’ossidiana. Macinata e ridotta in frammenti di piccole dimensioni viene cotta in forno a temperatura prossima a quella di rammollimento. L’acqua intrappolata nella tessitura del minerale si espande producendo un aumento di 20 volte il volume originale. Il risultato è un ottimo materiale isolante in forma granulare, esente da impurità, sterile e chimicamente inerte. Data la sua origine minerale è incombustibile e imputrescibile. 

Considerazioni conclusive sull’insufflaggio di cellulosa isolante

La conclusione alla quale siamo giunti, dopo aver visionato diverse di queste realtà, è che le intercapedini vuote vanno sempre isolate adeguatamente. Solo attraverso il loro riempimento è possibile abbattere e porre fine alla circolazione d’aria, che altrimenti agirebbe in modo indiscriminato.

Pertanto il cappotto termico è un ottimo sistema di isolamento termico, ma soprattutto per le nuove abitazioni e per quelle che non presentano intercapedini, in caso contrario si ritiene che l’insufflaggio di schiume isolanti sia la tecnica di isolamento termico migliore.

Se mettiamo in relazione il costo di un isolamento termico a cappotto (nonché l’impegno) con quello per realizzare un insufflaggio, pochi sono i dubbi che rimangono se si vuole ottenere un buon risparmio energetico in casa; praticare la coibentazione con questa tecnica è l’ideale, quando la casa ha uno spazio vuoto da poter riempire a dovere.

Sia chiaro che la valutazione di un esperto in materia è quanto mai consigliabile, soprattutto considerando il fatto che non tutte le intercapedini sono uguali!

Insufflaggio cellulosa isolante | Guida completa all’isolamento ultima modifica: 2017-02-18T15:21:21+00:00 da Redazione Bricoportale

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