Piegatrice lamiere fai da te da un carrello elevatore

 

Un eccellente lavoro di autocostruzione di una macchina da laboratorio, utile per chi lavora il ferro e per chi si occupa di meccanica. Il cuore della piegatrice lamiere fai da te è il martinetto recuperato da un carrello sollevatore da officina, da cui sono stati recuperati anche i fianchetti con ruote pivotanti e ruote fisse con relativi perni. Le molle sono quelle che reggevano il cestello di una lavatrice dismessa

Questa piegatrice lamiere fai da te è una macchina tutto sommato semplice, ma che deve avere precisi requisiti: deve essere molto solida e rigida; deve avere potenza e precisione, sia nei movimenti, sia nei parallelismi e simmetricità delle sue parti attive.

Inoltre deve essere versatile, nel senso che deve accettare fra le sue ganasce pezzi di misure molto variabili, quindi deve essere regolabile; ma la versatilità aumenta se si può aggiungere alla macchina un’altra lavorazione che ha molte affinità con la pressatura, ovvero la piegatura. Allo scopo, si realizzano due pezzi aggiuntivi, le lame (superiore e inferiore), conformate in modo da poter usare le ganasce della pressa per piegare a 90° piccoli pezzi.

Per realizzare la piegatrice lamiere fai da te è stato smontato un carrello sollevatore da officina, per utilizzare il suo martinetto a leva, sufficientemente potente, e i suoi fianchi con distanziali e ruote, sia le fisse sia le pivotanti.

Il “donatore” del martinetto e del sistema di movimentazione

Il carrello elevatore sacrificato per realizzare la pressa va smontato nelle sue parti vitali, prima di tutto la pompa idraulica con il pistone di espansione e il leveraggio di azionamento; questi pezzi restano uniti e integri. Seguono i due fianchi, che vanno separati, lasciando fissata soltanto la rotella pivotante.

Un sostegno che tiene insieme tutto

I due montanti di sostegno hanno sezione Ø 40×3 mm; a un’estremità vengono saldati alla traversa superiore, un pezzo di tubo a sezione quadra 40x40x3 mm, in questo caso lungo 333 mm.
Sotto la traversa superiore, viene saldato come rinforzo un pezzo di piatto spesso 8 mm, largo 40 mm, che occupa tutto lo spazio fra i due montanti. Questa saldatura viene fatta posizionando il pezzo con i montanti all’insù, per lavorare più comodamente. Lungo i due montati si pratica una serie di fori di Ø 12 mm che, a coppie, devono risultare a identica distanza dalla base d’appoggio; tutti devono avere un orientamento di 90° rispetto la traversa al top della struttura. All’estremità in basso, due coppie di fori in linea con la traversa superiore, 2 di Ø 8 mm e 2 di Ø 12 mm. Infine si colora il pezzo, perché non si deve fare altro se non assemblarlo con altri pezzi, ma soltanto con viti, dadi e rondelle.

 

L’elemento fisso della piegatrice lamiere fai da te è costituito da 2 pezzi di profilato angolare con sezione 50x50x6 mm, saldati con l’interposizione di due segmenti di tubo a sezione quadra da 40x40x3 mm.
È strettamente necessario che un lato, che poi sarà quello superiore, presenti tutti gli elementi uniti perfettamente in linea, così da risultare piatto. Le saldature vanno smerigliate spianandole a dovere.
Alle estremità, le ali dei profilati angolari vengono forate (Ø 12 mm) per potervi inserire di misura uno spezzone di tondino di ferro lungo 150 mm. I fori devono risultare alla medesima altezza, rispetto alla superficie superiore del pezzo. Un piccolo foro sull’angolo del profilato e uno a un’estremità del tondino, permettono di agganciare quest’ultimo alla macchina mediante una catenella.

Il reggimartinetto

Alle estremità di un pezzo di tubolare quadro 40x40x3 mm si saldano dei pezzi di piatto 40×3 mm.
Si saldano 4 robusti anelli lunghi 32 mm, sezione 5 mm, a due pezzi di piatto 40×8 mm.
Gli anelli devono essere messi in posizione corrispondente per l’aggancio di 2 molle da lavatrice.
Uno dei due pezzi di piatto si salda sopra al reggimartinetto, rendendolo molto robusto e rigido. L’altro (l’abbiamo già descritto nella pagina precedente) si salda sotto la traversa superiore. Si prova il funzionamento della pressa prima di verniciare il tutto.
Dopo aver saldato la base del martinetto al centro della piastra, si procede con la smaltatura dei pezzi.

Basamento semovente con tondini da armatura edile

I distanziali dei fianchi, recuperati dal carrello elevatore, vanno divisi a metà.
A coppie, tenendo insieme quelli uguali, si saldano all’estremità di due bacchette di tondino di diametro 14 mm.
Una bacchetta, così preparata, serve per montare le ruote con distanziale rondelle e dadi.
I due fianchi del carrello elevatore sono distanziati dalle bacchette di tondino e danno stabilità alla piegatrice lamiere fai da te.

Azionamento della pressa

Togliendo i perni che fissano la piastra inferiore, se ne cambia la posizione lungo i montanti; si regola così l’altezza di lavoro della pressa, facendo spazio all’inserimento di oggetti dagli ingombri molto differenti. Il martinetto si aziona con la leva che faceva parte del carrello sollevatore. La leva trova posto di lato al montante destro.
La leva di azionamento del martinetto è un tubo tondo di ferro e si presta al fissaggio rapido al montante usando una semplice molletta appendiscopa. La molletta è metallica e la si fissa con 2 rivetti.

Due aggiuntivi per piegare

Una barra di quadrello 16×16 mm saldata su un pezzo a T forma la lama superiore. Importante è mantenere la diagonale del quadrello in linea con l’asse del T.
Per la lama inferiore si usano 3 pezzi di profilato angolare 30x30x4 mm saldati insieme; 2 uguali, più corti, fanno da base al terzo che deve risultare rivolto all’insù.
Si colloca il pezzo da lavorare fra le lame portate leggermente in battuta sullo stesso, in modo da poterlo posizionare con precisione e ottenere la piega proprio dove si vuole. Fatto questo, si aziona il martinetto che spinge la lama superiore contro l’inferiore e avviene la piegatura a 90°.

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