Dalla redazionePensiero far da sé

Amanti del giardinaggio, ospiti corretti della terra

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Tratto da “In Giardino n.64 – Luglio-Agosto 2018″

Autore: Nicla de Carolis

Nella pineta dove ha sede la nostra redazione, anni fa, avevamo fatto tagliare alcune piante perché erano diventate troppo alte e troppo fitte (in origine erano stati piantati 1000 pini in un ettaro circa) e dopo l’intervento la zona era diventata più luminosa; a distanza di sette anni ci siamo accorti che tutti “i buchi” creati dal disboscamento erano stati riempiti da altre piante spontanee, castagni e querce, che si sono piazzate tra i pini e sono diventate imponenti.
Cosa analoga e stupefacente quella dell’incredibile forza di una siepe potata quasi a zero, perché sembrava ormai finita, dai cui rami legnosi, con il primo caldo, nel giro di qualche giorno, sono spuntati numerosi polloni trasformatisi in breve in una folta chioma.

La forza e la velocità con cui le piante riprendono possesso della terra è davvero incredibile: in particolare si nota, cosa peraltro confermata da studi fatti in materia, come, per fortuna, gli alberi in città crescano più rapidamente rispetto a quelli della campagna per via del cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature. Certo, sarebbe bello se la vegetazione si riappropriasse di tutti gli spazi occupati da brutture e mostri in cemento armato che senza nessuna sensibilità abbiamo costruito in spregio alla bellezza dei paesaggi naturali, come succede per gli edifici abbandonati che vengono “assediati” dalla potenza di erba, rami e foglie che spaccano l’asfalto, i tetti e le pareti per riprendersi la terra “abusivamente” occupata.

Spesso ci dimentichiamo che le piante rappresentano il 99% della biomassa, ossia di tutto quello che è vivo sulla terra e verrebbe da dire che noi siamo gli intrusi o meglio gli ospiti e come tali dovremmo comportarci, ritagliandoci, è proprio il caso di dirlo, uno spazio adeguato e rispettoso sul nostro pianeta.
Fare giardinaggio è l’attività che più si avvicina a questo comportamento corretto perché presuppone amore per le piante, desiderio di goderne la bellezza e i frutti, piacere
di prendersene cura.


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