Dalla redazione

DA “COMODO” a bagno comodo di oggi

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Tratto da “Rifare Casa n.54 – Novembre/Dicembre 2017″

Autore: Nicla de Carolis

Sono quasi ultimati i lavori di restauro, pagati dall’azienda Geberit-Pozzi Ginori, del Comodo di Cosimo de’ Medici, ovvero il bagno del Granduca, collocato in uno spazio adiacente la Sala dei Dugento, all’interno di Palazzo Vecchio; un ambiente raffinatissimo, frutto di una scelta sofisticata che si voleva riallacciare, in una forma privata ed esclusiva, alla cultura termale dell’antica Roma.

Un ambiente interamente decorato da Marco da Faenza (artista vicino al Vasari) detto anche stufa o stanza-stufa, di gran moda nel Rinascimento e presente in ogni palazzo importante; un luogo legato al benessere privato una vera e propria sauna, dove oltre alla vasca da bagno fissa vi era un sistema idraulico in grado di scaldare l’acqua e creare vapore. Un luogo solitamente defilato e ritirato dove con ogni probabilità i signori svolgevano anche le loro funzioni corporali attraverso le seggette portatili. Ma queste, del comodo o della stufa, erano cose veramente per pochi e non ce n’erano nel castello, sia pur con tante stanze, uno per stanza. Ripercorrendo a ritroso la storia della vasca da bagno non si può non parlare di quando nel III secolo a.C. vennero introdotte a Roma le terme con l’uso del bagno per tutti, è proprio il caso dirlo.

Fu a Roma, infatti, che esso raggiunse l’apice della sua diffusione e raffinatezza, anche grazie all’utilizzo di profumi e balsami. ll bagno era un momento di condivisione sociale, di compartecipazione e non un avvenimento personale e privato come invece accade oggi. Ma dopo la decadenza dell’Impero romano con le invasioni barbariche che distrussero gli acquedotti, rendendo impossibile l’uso delle terme e l’uso del bagno pubblico, la maggior parte delle persone si lavava raramente utilizzando tinozze in legno o in ferro, riempite con brocche, senza acqua corrente. Solo nel XX secolo è iniziata la commercializzazione sempre più diffusa, soprattutto nelle città, delle vasche nelle case, quando la sala da bagno è entrata nelle abitazioni, superando così l’utilizzo del bagno esterno. Rifare il bagno è l’intervento di ristrutturazione più frequente nelle case degli Italiani; la motivazione principale è la sostituzione degli impianti idrosanitari che sono soggetti a degrado con conseguente rischio di infiltrazioni e perdite d’acqua.

Ma se questa può essere la molla che porta a rompere gli indugi, poi prevale la voglia di avere un bagno con tutti i comfort, vista l’offerta veramente irresistibile delle aziende del settore. E avere un bagno, magari con annessa sauna o bagno turco, ma soprattutto con una signora vasca in cui rilassarsi, è senz’altro un’aspirazione molto diffusa e oggi accessibile, spazio permettendo, quasi a tutti. Nel servizio da pagina 14 abbiamo preso in esame tanti tipi di vasche, una buona guida per quanti vogliano rinnovare questo ambiente della casa che tutti desideriamo più bello (anche se non affrescato da Raffaello come la “stufa” del Cardinal Bibbiena nel palazzo Apostolico del Vaticano) e dotato di tutto ciò che ci può coccolare.

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