Dalla redazione

Smartphone anche per farsi il bidet

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Tratto da “Far da sé n.477 – Ottobre 2017″

Autore: Nicla de Carolis

Basta guardarsi intorno quando si è al ristorante, al bar, in giro per strada a piedi o in macchina, a casa e in qualunque altro luogo per vedere che la maggior parte delle persone, pur essendo in compagnia, sono saldamente attaccate al proprio smartphone impegnate a scrivere o a leggere o a telefonare o a fotografare: lo smartphone è ormai diventato una protesi dell’umano.

Nomofobia è la nuova patologia generata dall’assenza di un dispositivo mobile (nomo sta per no-mobile-phone) che può generare una paura determinata dall’impossibilità di comunicare con le persone con cui si è collegati, con la perdita della connessione a Internet e alla Rete, con l’impossibilità di avere accesso all’informazione e con la percezione di perdere possibilità e opportunità.

La cosa fa riflettere e turba perché, purtroppo, interesserebbe, in forme più o meno gravi, più del 50/60% dei possessori di un dispositivo mobile (nei maschi il 58% e nelle donne il 48%) e comunque nessuno di noi è totalmente esente da questa dipendenza.

Il cellulare non è solo uno strumento per accedere all’informazione o tenersi in contatto, ma lo strumento con cui si può attivare, comandare, rintracciare tutto. Una vera magia da cui non si può che rimanere rapiti ed è per questo che in questo numero abbiamo dedicato un servizio alla domotica. è certo che la curiosità e la voglia di imparare tipica del far da sé non poteva rimanere indifferente al fascino di queste possibilità.

Così abbiamo testato le applicazioni più semplici, quelle che hanno bisogno solo di uno smartphone, delle APP dedicate e di oggetti predisposti a riceverne “i comandi”. Come vedrete sono attivazioni alla portata di tutti, anche di chi non è tecnologico, che ci consentono di accendere o spegnere la caldaia, le luci, il forno, la lavatrice, l’impianto di allarme, a distanza, senza bisogno di creare un vero e costoso impianto domotico.

Aiutini pratici che sono vere comodità, ma senza esagerare perché usare lo smartphone per farsi il bidet, comandare il getto d’acqua o di aria calda, funzioni incluse nei nuovi modelli di wc, fa un po’ ridere. Pensare che non ci si possa liberare dallo smartphone neanche in un momento così intimo sembra un’aberrazione. Come dicevano i nostri antenati est modus in rebus, esiste una misura nelle cose, quindi ben venga la tecnologia per soddisfare bisogni reali, ma non può renderci schiavi e rincitrulliti creando falsi bisogni.

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