Dalla redazione

Affrettarsi ma adagio!

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festina lente, far da se, far da sé
 

Editoriale tratto da “Far da Sé n.442 di Settembre 2014”

festina lente, far da se, far da sé

Il motto “festina lente” fu adottato anche da Aldo Manuzio, uomo di cultura oltre che tipografo, che cinquecento anni fa, assunta la tecnica inventata da Gutenberg, seppe svilupparla dando inizio all’editoria moderna. Oggi, in epoca di elettronica, Gutenberg ci fa sorridere, ma l’approccio che abbiamo a internet rispetta quel “lente”, oppure è un “festina, festina”?

Autore: Carlo De Benedetti . Sta finendo il periodo delle vacanze di massa anche se, in tempo di crisi, molti hanno preferito scegliere settimane meno affollate e quindi puntare su settembre, invece che su agosto. Si avvicina comunque il periodo del ritorno al lavoro a cui tutti guardano con ansia e preoccupazione: quando si vedrà la ripresa economica tanto attesa, quando si protranno percepire reali segnali che il vento sta cambiando? Abbiamo fretta di passare oltre quest’ultimo periodo davvero critico, immaginiamo semplicemente un ritorno ai periodi di vacche grasse in cui non non esistevano limitazioni o restrizioni a rendere grigie le nostre giornate, andiamo con lo sguardo avanti, magari troppo avanti, assumendo decisioni avventate e precipitose. è in questi momenti che alla velocità di reazione, alla flessibilità, alla fantasia, alla voglia di rischio bisogna coniugare una grande attenzione a tutti i segnali, una pazienza (virtù tutta da riscoprire) che ci fa non rinuciatari, ma prudenti, una sapiente riscoperta di quelle ragioni che vengono da lontano senza per questo essere obsolete. I Latini dicevano festina lente, affréttati adagio, e lo scrivevano addirittura sulle monete affiancando la frase all’immagine di un delfino (forte, agile, intelligente) che abbraccia un’ancora (pesante, che tiene fermi e stabili): può sembrare un paradosso, una frase misteriosa, ma dice l’esigenza di darci una mossa, di lanciarci con intraprendenza nel futuro, senza dimenticare da dove veniamo e quali sono le vere ragioni del successo di noi Italiani nella storia. Nel nostro piccolo, nel nostro mondo di far da sé, siamo abituati da sempre a “festinare lente”: il tempo non è per noi una condanna, ma una risorsa, ci mettiamo quello che ci vuole senza sentirci pressati da ragioni economiche o di altro genere, non rinunciamo a studiare, a imparare, a scoprire i segreti di chi sa fare, prima di metterci noi stessi all’opera. Ma poi, quando abbiamo deciso la strada, quando ci siamo “messi in moto”, maciniamo instancabili le ore necessarie per raggiungere il risultato che, ne siamo certi, arriderà alle nostre fatiche.

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