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Restaurare una radio a valvole | Tutti i passaggi

restaurare una radio a valvole

Una vecchia Phonola a valvole del 1958, ridotta in condizioni disperate dai tarli e dal tempo, riprende vita grazie ad restauro mirato

Restaurare una radio a valvole è un’esperienza affascinante: ce lo racconta il nostro lettore Salvatore D’Aloiso, che ha deciso di restaurare una radio a valvole, nello specifico una gloriosa Phonola del 1958 che era già stata sottoposta alle cure di un tecnico del paese, ma senza risultato.

Un inizio “complicato”
Le premesse per una buona riuscita non sono incoraggianti: il mobile in legno distrutto dai tarli del legno, la scala delle frequenze sverniciata in più punti, due manopole mancanti, l’altoparlante logorato dalle tarme, senza parlare della circuiteria, dalla quale mancano due valvole e alcune connessioni.

Dopo una preliminare pulizia e l’asportazione della parte elettrica, comincia il vero e proprio intervento sull’estetica che prevede la sverniciatura del mobiletto e un drastico trattamento antitarlo. Si passa quindi alla ricostruzione delle parti mancanti con stucco colorato e alla levigatura del legno con tele abrasive fini.

Al termine una passata di turapori e vernice trasparente riportano il mobile in condizioni dignitose. La scala delle frequenze è in pessime condizioni per cui si ricorre a un programma di grafica con il quale ricostruire pazientemente l’immagine: fatta stampare da una tipografia, si ritaglia l’immagine e le finestre attraverso le quali si vede l’asta della sintonia.

Le manopole mancanti nascono da uno stampo di silicone colato attorno a una di quelle supersiti. A questo punto la radio è, come da accordi, perfetta, bella come una modella. Ma muta.

…e ora SOUND!
Salvatore, insoddisfatto, non si ferma e mette mano anche al circuito. Dopo approfondite ricerche sugli schemi e le valvole, sostituisce i componenti difettosi, ricollega i cavi staccati, trova una valvola d’epoca e rimpiazza quella introvabile con un componente moderno. Per ultimo ricostruisce il cono dell’altoparlante. Al termine del lungo lavoro la radio riprende miracolosamente vita.

Per restaurare una radio a valvole si parte dal trattamento del legno

  1. L’involucro, liberato della parte elettrica, mostra quanto siano estesi i danni inflitti dai tarli e dall’umidità: parte dell’impiallacciatura si è staccata e le tracce degli xilofagi sono ovunque. Come trattamento antiparassitario tutte le parti in legno, comprese quelle da usare per la ricostruzione dei pezzi mancanti, vengono chiuse in un sacco di plastica per una settimana, dopo essere state abbondantemente irrorate con liquido antitarlo.
  2. Dopo il trattamento, alcune parti mancanti, quelle probabilmente più apprezzate dagli insetti, sono ricostruite con legno nuovo mentre altre sono livellate con una stuccatura colorata.
  3. Con un liquido sverniciatore si rimuove tutta la vernice fino ad arrivare al legno, poi si levigano le parti con carta abrasiva fino a ottenere una superficie sana, priva di difetti e di residui della vecchia finitura.
  4. L’intero mobile è trattato con una mano di turapori per uniformare l’assorbimento, quindi si procede con successive passate di vernice, inizialmente tinta noce, poi trasparente, fino ad ottenere una superfice lucida.
  5. Il frontalino merita un’attenzione particolare per il pregevole doppio filetto dorato che lo circonda. Purtroppo è anche una delle parti più attaccata dai tarli, specie nella parte interna, e quindi resa più fragile. Antiparassitario e impregnante bloccano l’azione degli insetti a un livello nel quale il legno è da considerarsi ancora recuperabile.
  6. La parte anteriore è abbastanza integra per cui è sufficiente una levigatura non eccessivamente profonda, dopo la sverniciatura, per riportare il legno in condizioni di essere rifinito. Come in precedenza, servono turapori e poi vari strati di vernice colorata. Quando il frontalino è pronto si ricongiunge al resto del mobile tramite quattro viti.

Restauro della mascherina della radio

  1. Il frontalino di plastica aveva soltanto perso parte della sua lucentezza, ma era ancora integro. Dopo aver provveduto a carteggiare con carta abrasiva fine tutti gli anfratti, si applicano alcuni strati di primer per materie plastiche e si rifinisce con una vernice oro antico, la più simile al colore originale.
  2. Il frontale manca ancora di un pezzo: la scala parlante su cui erano riportate le frequenze e i nomi delle stazioni. Le indicazioni erano ormai scrostate e illeggibili. Con un programma di grafica e molta abilità, si riesce a ricostruire la scala su vetro e rimontarla nella mascherina.

Ricostruire le manopole mancanti della radio

  1. Alla radio mancano due delle manopole che, ovviamente, sono introvabili. Per ricrearle identiche è necessario fare un calco incollando la manopola campione sul fondo di un bicchiere di plastica e ricoprendola con silicone da stampi.
  2. Il giorno dopo si estrae la vecchia manopola, si inserisce un tubetto, proveniente da una vecchia antenna stilo, al centro dello stampo per l’inserimento nella sede e poi si cola la vetroresina liquida fino al bordo.
  3. Per uniformare l’aspetto delle manopole si colorano tutte con vernice spray color avorio.

Interventi sull’altoparlante della radio

  1. Anche l’altoparlante è devastato dai tarli che hanno divorato la membrana e parte del supporto di legno che la univa al metallo. Si procede al restauro della parte in legno riportando la sagoma del supporto su un pezzo di MDF.
  2. Con un compasso si aggiunge il cerchio che rappresenta il diametro interno del supporto metallico e quindi si ritaglia il pezzo con un seghetto alternativo e molta delicatezza. Lo scopo di questo spessoramento è di lasciare al cono lo spazio sufficiente per vibrare senza avvicinarlo troppo alla grata anteriore.
  3. Si stacca la vecchia membrana con molta cautela e si rimuovono il collante e la ruggine ancorati al metallo con un cacciavite. Infine si termina la pulizia del supporto con uno straccio i
    mbevuto di acetone.
  4. Dopo aver segnato una circonferenza per separare la parte buona da quella attaccata dai tarli, si taglia il cartoncino con la massima precisione facendo attenzione a non sfilare il cono dal magnete.
  5. Per ricostruire la parte elastica del cono, si ritagliano numerose strisce di carta ripiegate a fisarmonica con lato della piega alto circa 5 mm. Si stende uno strato di adesivo speciale sul metallo e uno di colla vinilica sul vecchio cartoncino e si uniscono con la carta applicando le quattro strisce a croce. Si riempiono gli spazi con altre strisce più strette incollandole in modo da rispettare le pieghe create nella striscia adiacente.
  6. A carta asciutta si vernicia il nuovo cono di nero e, con viti autofilettanti, si unisce la struttura metallica dell’altoparlante alla base di MDF. Grazie a quest’ultima si riesce a inglobare l’altoparlante nel frontale di legno, bloccandola in alto e in basso con l’aiuto di due viti, giusto dietro la mascherina.

Restauro dei componenti elettronici della radio

  1. Per restaurare una radio a valvole occorre dedicarsi anche all’elettronica. I componenti elettronici della Phonola erano ancora relativamente ben conservati, ma mancavano due valvole, una delle quali, la EZ40, era fondamentale per alimentare il circuito e difficile da trovare. Dallo studio degli schemi si rileva che la valvola può essere sostituita con due diodi moderni che raddrizzano la tensione di 300 V alternata del trasformatore.
  2. La “bonifica” del circuito ha comportato la ripassatura di tutte le saldature fredde, la sostituzione di due condensatori a carta con altri in poliestere dello stesso valore e il controllo e la sostituzione di tutte le resistenze che mostravano valori alterati.
  3. Dopo il collegamento di alcuni fili staccati e la sostituzione delle lampadine che illuminavano la scala, con un atto di coraggio, si prova ad alimentare la radio, seppure con una tensione ridotta, e il miracolo avviene: dopo cinquant’anni di silenzio la radio emette dall’altoparlante provvisorio i primi suoni.
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