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Restaurare una sedia

Restaurare una sedia vecchia ridando solidità allo schienale o a una giunzione lasca sostituendo con un paio di spine e incollando di nuovo il tutto…vediamo i passaggi

Nei casi più semplici, la struttura è ancora perfettamente valida, solo che la colla ha perso il suo potere di presa.
Allora basta separare i pezzi, ripulire accuratamente le superfici di contatto con carta vetrata, spalmarle di colla, ricongiungere i pezzi e mettere il tutto in morsa per qualche ora.

A volte, però, può capitare che i maschi dell’incastro non siano più solidi. In tal caso occorre sostituirli, sfilandoli se vengono via, oppure segandoli a filo. Le spine destinate a sostituirli non possono, ovviamente, avere un diametro inferiore, altrimenti l’incastro risulta lasco.
Che il maschio originale facesse tutt’uno con il telaio della sedia o fosse, come le spine, un elemento separato, aggiunto, non cambia praticamente nulla: nel primo caso si apre un foro nel legno sano della struttura, in corrispondenza con il pezzo da unire, nel secondo si consuma il moncone rimasto nel telaio, lavorando di trapano allo stesso identico modo che nel legno compatto.

Una difficoltà maggiore può esserci solo nel caso in cui la giunzione fosse ottenuta con un tenone vero e proprio o con un cilindretto di grande diametro: allora per sostituirlo non basta una spina, che non riempirebbe per intero la mortasa, ma occorre un pezzo preparato appositamente (per lo più con attrezzi manuali sempre presenti nel laboratorio fai da te) che ricalchi perfettamente la sagoma di quello danneggiato.

Una volta colmati eventuali buchi si può procedere con la spinatura del legno, aprendo i fori necessari nelle due sedi appena ripristinate.
Per ottenere una spinatura cieca in cui i pezzi combacino alla perfezione e l’incastro non offra particolari resistenze, è veniente lavorare o con una guida di foratura (che, però, può non essere adatta su pezzi dal profilo curvilineo) oppure, meglio, con i marcatori (tutti accessori reperibili nei centri bricolage).

Ripristinato l’incastro, nell’attesa che la colla faccia presa, occorre mettere il tutto in morsa con l’ausilio di una cinghia di tensione oppure di semplice spago, teso con una strozzatura o con una forzatura del percorso.
Per tendere lo spago gli si fa deviare il percorso o lo si attorciglia, bloccandolo con listelli contro i montanti.

SMONTARE CON MOLTA CURA L´INCASTRO

  1. Anche se l’incastro è lasco, non è detto che i due pezzi possano essere staccati con le sole mani nude. Per fare leva senza rovinare le superfici, l’ideale è la lama acuminata e a cuneo di uno scalpello. Per non danneggiare incastri ancora validi, bisogna intervenire alternativamente sull’uno e sull’altro.
  2. Dopo aver ripulito le superfici di contatto ed aver eliminato spine o tenoni non più validi, si preparano le sedi per le nuove spine di giunzione, curando che i fori combacino e risultino in linea.

RICOSTRUIRE LA GIUNZIONE CON SPINE E COLLA

  1. E’ più facile spremere la colla vinilica necessaria nei fori che spalmarla sulle spine.
  2. Se il foro ha diametro adeguato, la nuova spina deve entrarci a forza, sotto i colpi (di moderata intensità) del martello.
  3. Non appena rimontato il pezzo dello schienale, la colla in eccesso che fuoriesce dalla sede delle spine va tolta, prima che secchi, con uno straccetto leggermente inumidito.
UTENSILI
Guida di foratura, trapano, marcatori, segaccio, carta vetrata, scalpello, martello
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