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Fai da te il taglio elettrico

taglio elettrico fai da te

Ampia scelta di elettroutensili e macchine motorizzate nel bricolage per il taglio elettrico del legno in modo preciso, sicuro e senza fatica

Tra queste le più diffuse sono: il seghetto alternativo, la sega circolare (portatile o da banco) e la troncatrice.

SEGHETTO ALTERNATIVO

La caratteristica fondamentale del seghetto alternativo è quella di possedere una lama corta e stretta che sporge dalla parte inferiore della suola e che è animata da un continuo movimento di va e vieni detto, appunto, alternativo; i denti, però, asportano il materiale solo nella fase di ritorno, quando la parte attiva rientra verso il corpo della macchina: in questo modo, per quanto stretta ed esile, la lama non può flettersi o rompersi perché lavora sempre in trazione e mai a spinta. È il primo elettroutensile da taglio che entra a far parte della dotazione di un fai da te.

Le ridotte dimensioni della lama, quindi, sono esattamente quanto serve per eseguire facilmente tagli sagomati, ma, come rovescio della medaglia, non offrono una guida sufficientemente precisa per i tagli diritti né permettono di troncare tavole particolarmente spesse. Solo i modelli più potenti, infatti, possono tagliare fino a 80 mm di spessore.
Non bisogna dimenticare infine, che questo tipo di utensile viene di solito usato a mano libera e che la precisione, in pratica, dipende parecchio dall’abilità dell’operatore.

ALTERNATIVO PARALLELO PER IL TAGLIO ELETTRICO

La guida parallela
Per seguire con sufficiente precisione la “retta via”, comunque, basta utilizzare la guida parallela in dotazione all’utensile o, se siamo troppo lontani dal bordo, un listello ben diritto fissato al pezzo in lavorazione con una coppia di morsetti.
ll continuo andirivieni della lama è comandato da un meccanismo molto robusto, formato da un biellismo e da un riduttore mossi da un motore a spazzole, con potenza variabile da 300 a 600 watt circa; molte versioni, poi, offrono anche un movimento pendolare regolabile su tre posizioni diverse: in questo caso la lama viene spinta verso l’avanti da un rullo di guida nella fase attiva, mentre viene lasciata libera di riportarsi sulla verticale nella fase di ritorno, limitando in questo modo l’attrito; i vantaggi di questa soluzione sono immediatamente apprezzabili provando a tagliare una tavola di legno prima col movimento pendolare disinserito e poi in azione: nel primo caso serve un certo sforzo per procedere nel lavoro, mentre nel secondo la lama sembra avanzare in modo del tutto automatico, lasciando all’operatore il solo compito di seguire la linea stabilita. Un seghetto alternativo può pesare da 1,5 a 2,5 kg, per cui non esistono problemi sul piano della maneggevolezza, anche grazie all’accurata distribuzione dei pesi che contraddistingue i modelli migliori. Il numero di corse della lama, che di solito si aggira su 3000-3300 al minuto, può nei modelli dotati di variatore elettronico essere regolato a piacere, partendo da un minimo di circa 300-400 corse al minuto.
Tutte le versioni reperibili nei centri fai da te, comunque, presentano degli accorgimenti costruttivi atti ad agevolare l’uso del seghetto: in alcuni casi esiste la possibilità di collegare all’utensile una bocchetta per l’aspirazione dei trucioli; in altri esiste una canalizzazione che spinge parte dell’aria di raffreddamento del motore nella zona di taglio, per tenerla pulita e lasciare in vista la linea tracciata.
ALTERNATIVO VERSATILE
  1. Per praticare un taglio elettrico al centro di un pannello si può inserire la lama in un foro d’avvio o, inclinando la suola, scavare un solco via via più profondo.
  2. La suola del seghetto alternativo è inclinabile per poter realizzare tagli angolati molto precisi. Durante questo tipo di taglio bisogna avanzare lentamente e con attenzione perché è molto facile deviare dalla linea di taglio. Suola inclinabile

La suola dell’utensile, quella parte cioè che va appoggiata sul materiale da fendere, è quasi sempre inclinabile su entrambi i lati: in altre parole, allentando una o due viti di fermo, è possibile ruotare la base per l’esecuzione di tagli inclinati; a volte, inoltre, la suola stessa può essere smontata e posizionata all’indietro, in modo da non costituire ostacolo per i tagli in prossimità dei bordi.
Per ottenere le migliori prestazioni da un seghetto alternativo, comunque, è determinante la scelta della lama giusta, lunga circa 100 mm e con denti più evidenti per il legno. Purtroppo, però, l’attacco non è uguale per tutte le marche, ed esistono almeno 4 tipi diversi di aggancio: i modelli più recenti utilizzano un comodissimo sistema di inserimento rapido, che non richiede l’uso di nessun tipo di chiave (mentre nelle versioni più tradizionali basta un semplice cacciavite).

CIRCOLARE PORTATILE PER IL TAGLIO ELETTRICO

  1. Con la sega circolare portatile si effettuano tagli diritti e paralleli al bordo della tavola con rapidità e precisione.
  2. Quando il legno viene tagliato nel senso trasversale rispetto a quello delle sue fibre il lavoro viene detto “troncatura” che può anche essere diagonale, da 90° a 180°.
  3. Oggi questa sega è ancora più duttile grazie alla libertà che le dà una potente batteria ricaricabile inserita nel corpo macchina, svincolandola dal cavo elettrico e rendendo possibile il suo utilizzo anche nei lavori di bricolage lontano da prese elettriche.

Tra gli elettroutensili per lavorare il legno il più grosso successo appartiene alla sega circolare nella versione integrale. Per i lavori di sgrossatura è l’ideale, essendo un attrezzo robusto e versatile. Può essere portatile e da banco. Per scegliere una buona sega circolare, si devono considerare alcuni fattori. Ad esempio il diametro delle lame in rapporto alla potenza del motore: oggi abbiamo l’opportunità di scegliere dalla lama di 335 mm, che consente di tagliare spessori fino a 128 mm con una sega dotata di motore da 1750 watt, fino alla versione più leggera, che con lama Ø 125 mm taglia 35 mm di spessore, montando un motore da 450 watt per 3000 giri al minuto.

LE PORTATILI
Hanno in comune tutta una serie di caratteristiche di base: la suola di appoggio, ad esempio, può essere regolata per impostare la profondità di taglio ed è inclinabile su un solo lato (quello opposto al motore) per eseguire tagli angolati; sempre presenti la cuffia scorrevole (che scatta automaticamente a coprire la lama quando la suola non appoggia sulla superficie da fendere), l’interruttore di sicurezza (che impedisce ogni azionamento involontario) e la bocchetta per l’espulsione dei trucioli. Prima di iniziare il taglio, si deve fissare la guida (che ci assicura un taglio diritto) ed accertarsi che lo spessore della tavola da segare non sia superiore alla profondità di taglio della lama.
In linea di massima le lame a denti fini servono per lavori di precisione e danno superfici ben rifinite, mentre quelle a denti grossi servono principalmente per grandi lavori magari un po’ grossolani, in cui occorre procedere speditamente. La stradatura è la larghezza del solco tagliato dalla lama ed è in funzione del divaricamento dei denti. L’elevata potenza della sega circolare porta a tagli molto rapidi, ma rischia anche di abbreviare la durata dell’affilatura dei denti, specie con l’uso di pannelli di truciolare nobilitato, sulle cui superfici esterne è applicato un foglio di resina melamminica, la cui durezza può essere paragonata al vetro o alla ceramica. Per questo motivo le lame a denti riportati, in carburo di tungsteno (denominato commercialmente Widia) non sono più prerogativa del professionista ma, ad onta del loro costo superiore, vengono usate anche dai fai da te, dato che il maggior costo di queste lame è largamente compensato dalla loro lunghissima durata.
La sgrossatura è il primo taglio di una tavola seguendo il senso della fibra del legno; il taglio più semplice è quello detto “al volo”, senza l’ausilio di alcuna guida fissa, seguendo una linea tracciata preventivamente.
Il taglio con l’aiuto di una guida parallela è nettamente preferibile perché il legno viene lavorato con larghezza e direzione costanti, consentendo anche di effettuare lunghi tagli in serie.

LA TRONCATRICE

Quando una tavola di legno viene tagliata nel senso contrario a quello delle sue fibre, il lavoro alla sega circolare viene detto troncatura, perché non agisce mai nel senso della lunghezza del materiale, ma lo accorcia.
Quando si esegue un taglio, non importa di quale genere, è necessario tracciare preventivamente con un truschino o con una matita (un fai da te accorto non usa mai una penna a sfera perché lascia tracce indelebili) la linea del taglio.
La lama della sega non deve mai andare sopra la linea, ma lavorare di fianco ad essa, sulla parte che costituirà lo scarto. È utile conoscere, per ciascuna lama, la larghezza del solco da essa tracciato.
Si va di solito da un minimo di 1,5 mm fino ad un massimo di 4 ed anche 5 mm quando si usano lame al Widia.

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