Dalla redazione

Un augurio tricolore

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Editoriale tratto da “In Giardino n.45 Dicembre 2013 – Gennaio 2014”

Autore: Nicla de Carolis

“O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;

e ti dà gioia e ti dà forza al volo
verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;

i bianchi fiori metti quando rosse
hai già le bacche, e ricominci eterno,
quasi per gli altri ma per te non fosse
l’ozio del verno; …”

Così scriveva Giovanni Pascoli nell’“ODE AL CORBEZZOLO” che gli dedicò per cantarne le sue speciali caratteristiche dopo che già il Risorgimento lo aveva elogiato per i suoi colori che, in autunno, rimandavano alla bandiera italiana, verde (foglie), bianca (fiori) e rossa (frutti), considerandolo l’albero rappresentante dell’unità nazionale.
E’ una pianta molto bella non da tutti conosciuta soprattutto nel nord Italia perché non adatta ai climi freddi. Fiorisce in autunno avanzato producendo i fiori dai quali nascono i frutti l’anno successivo. Ma la cosa soprendente è che i frutti maturi rossi e quelli immaturi convivono con i fiori, dal colore biancastro, a forma di campanella riuniti in mazzetti e con le foglie di un verde vivo molto lucido. I frutti raggiungono dimensioni simili a quelle di una ciliegia, esternamente rivestiti da aculei, hanno una particolare polpa bianca, giallognola o rosa soda e un sapore non molto dolce, ma assai gradevole.
Un sempreverde speciale dall’aspetto gioioso grazie ai suoi colori, dalle proprietà curative e anche inebrianti, infatti
mangiandone tanti si raggiunge l’ubriachezza… I Romani pensavano che i suoi frutti avessero poteri magici, tutt’ora si dice sia una pianta portafortuna. Vi lasciamo alla sua scoperta con l’articolo a pagina 58 con gli auguri più belli per il nuovo anno!

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