La rivoluzione del bello e del bene

 

Editoriale tratto da “Rifare Casa n.36 Novembre-Dicembre 2014”

Autore: Nicla de Carolis

“Obiettivo: rendere il mondo un posto migliore”. Non è un concetto pronunciato in un dibattito tra associazioni benefiche o umanitarie, ma la sintesi della nuova linea e dei temi strategici di cui dovrà occuparsi il marketing del futuro, indicati durante l’autorevole forum mondiale del marketing tenutosi a Tokyo. “La vera rivoluzione sarà l’evoluzione delle coscienze”, così riportano le cronache dell’evento. La cosa è stupefacente soprattutto se si pensa che il marketing è la divisione che nelle aziende si occupa di promuovere i prodotti e di farceli consumare a qualunque costo, condizionandoci con ogni tipo di messaggio. Mettersi in discussione e prendere coscienza che il raggiungimento del denaro non può essere il motore e il fine di tutto è un cambiamento epocale. Le nuove regole dicono quindi che “le aziende devono contribuire attivamente alla definizione di un sistema sociale più equilibrato”.

Sembrerebbe un obiettivo difficile da metabolizzare e raggiungere, soprattutto nella situazione economica e sociale dei nostri giorni dominati da paura e incertezza. Ma parlando di edilizia, un esempio perfetto, già in atto, è quello del recupero di borghi e cascine disabitati e di aree verdi incolte a poca distanza dai centri metropolitani. Perfetto perché in controtendenza rispetto alla corsa alle nuove costruzioni cittadine che hanno prezzi esorbitanti e rimangono spesso invendute e perché risponde a una esigenza precisa. Infatti i dati del Censis, dal 1991 al 2011 ci dicono che i residenti in città sono calati del 3,3 per cento e continua a crescere il fenomeno dell’esodo dalle città verso la provincia o la campagna.

La Toscana è una delle regioni dove la tradizione del recupero di vecchi casali e borghi è partita già tanti anni fa e ha fruttato in termini economici e di bellezza del territorio; ora anche nei dintorni di Milano, dove non mancano strutture di questo genere abbandonate, sono tanti i lavori in corso e quelli già ultimati che hanno fatto rivivere e splendere costruzioni storiche con vere e proprie operazioni di rispettosa “pulitura architettonica”.
Un esempio è Borgo Vione, nel comune di Basiglio, 20 km a sud di Milano, un borgo medievale in parte già riqualificato e abitato da 40 famiglie, circondato da un parco di 330 ettari vincolati e inedificabili.
Recupero di edifici bellissimi che hanno resistito nei secoli e sono parte importante della nostra storia, rispetto del territorio perché non si consuma altro suolo, realizzazione di abitazioni confortevoli in contesti e in spazi che soddisfano il nostro naturale bisogno di aria pura e natura: operazioni come queste dimostrano come le linee guida dei nuovi guru del marketing possano essere messe in pratica riuscendo a coniugare il raggiungimento del profitto con il fare qualcosa di buono per la società.

La rivoluzione del bello e del bene

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