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Come realizzare un ripostiglio in cartongesso con ante a scomparsa

ripostiglio in cartongesso

ripostiglio in cartongesso

Per costruire un ripostiglio in cartongesso è fondamentale realizzare una precisa e solida struttura in tubolare di alluminio

Un ripostiglio in cartongesso (essenzialmente un mobiletto ripostiglio) rappresenta un’ottima soluzione per occultare tubazioni e contatori, nonché per realizzare una dispensa, magari nel sottoscala o comunque un locale utile al rimessaggio di oggetti o vivande come ad esempio un armadio a muro in cartongesso.

Il cartongesso è un materiale che risolve questo genere di problemi in maniera pulita e più semplice della muratura, ma che è poco amato da chi fa da sé. Eppure questo materiale, leggero e facile da tagliare con precisione è veramente in grado, con una spesa relativa e poche ore di lavoro di precisione, di isolare dall’umidità, dai rumori, dal caldo e dal freddo, di costruire un ripostiglio fai da te con robuste pareti divisorie, e di realizzare, come nel servizio fotografico, ripostigli in cartongesso (qua è addirittura una specie di cabina armadio in cartongesso a muro con antine di legno) eleganti e, se occorre, anche a prova di fuoco. Una vera e propria dispensa a muro!

Come creare ripostiglio in cartongesso

Conoscere il cartongesso

Esistono diverse tipologie di lastra in cartongesso:

La scelta dipende, superfluo dirlo, dall’uso cui sono destinate e dal risultato, funzionale o estetico, che si vuole raggiungere.

Tanto per dare un’idea dell’assortimento disponibile, segnaliamo quello della ditta Knauf, fra le maggiori del campo.

Ripostiglio in cartogesso fai da te come si fa

Tracciatura a pavimento e biadesivo

Per realizzare il ripostiglio in cartongesso il lavoro comincia con un accurato disegno, in pianta ed in alzato della zona da attrezzare, comprensivo della sporgenza dei vari apparati tecnici. In base al disegno si studia l’orditura metallica e se ne tracciano i contorni sul pavimento e sul soffitto curandone la coincidenza in verticale.
Tenendosi esattamente alle tracce precedentemente segnate si tagliano a misura i vari tratti di guida curando la squadratura dei tagli. Se il pavimento è perfettamente regolare, in bolla ed in piano, si applica sotto i pezzi di guida un tratto di nastro di spugna biadesiva che facilita il lavoro successivo.
I tratti di guida si fissano con tasselli ad espansione e viti a testa svasata con interasse non inferiore a 500 mm. Se le superfici di attacco non fossero regolari usiamo, al posto del biadesivo, un adesivo strutturale applicato a punti.

Mettere in bolla i montanti

Sicuramente montate le guide di base (quelle a soffitto si fissano dopo il montaggio di parte dei montanti), vi si incastra il capo inferiore dei montanti, cominciando da quelli da fissare alle pareti. E’ necessaria la massima cura della verticalità per realizzare un ottimo ripostiglio in cartongesso (se la parete non è a piombo occorre inserire dietro al montante spessori adeguati).
Il taglio dei profilati metallici può farsi anche con un buon paio di cesoie, ma è più facile farlo a squadra
con una sega per cornici (dentro alle U va inserito un listello di scarto, così da evitare strappi della sottile lamiera).
I montanti si fissano alle pareti con tasselli ad espansione di tipo adatto alla muratura. Su muratura piena sono comodi i tasselli sottili con vite a chiodo che permettono di forare contemporaneamente il profilato, fermato in posizione con nastro adesivo, e la parete.

Rinforzare la struttura

La posizione di ogni elemento del telaio va sempre controllata con una squadra affidabile.
Al primo montante fissato alla parete si rivetta, dall’interno per non creare spessori sulla faccia cui fissare il pannello, il primo tratto della cornice superiore.
L’elemento ad angolo che scavalca i tubi si ottiene tagliandone le ali e piegandone a squadra la base; si rivetta al primo elemento fissato al soffitto.
Le paretine, inferiori e superiori, destinate alle antine, richiedono telai rettangolari, perfettamente in quadro e livella a bolla.
Negli spigoli esterni il montante si realizza con tre U rivettate fra loro a formare una vera e propria colonna.
L’incastellatura completa. Tutti gli apparecchi ed i tubi relativi, meno uno, troppo sporgente restano all’interno della struttura.

Applicare il cartongesso

Montata completamente l’incastellatura, comincia la fase del rivestimento, lavoro di pazienza e precisione. I pannelli si tagliano facilmente col cutter dalla faccia a vista. In casi particolari si possono utilizzare la circolare o l’alternativo, dalla faccia opposta.
Si comincia dai pannelli di base, fissandoli alla struttura con una vite ogni venti centimetri circa. Le viti debbono essere un 10 mm più lunghe dello spessore del pannello.
Per unire fra loro i pannelli occorre lo speciale adesivo, in barattolo o in cartuccia da stendere con una certa abbondanza fino a farne uscire un cordoncino
Una volta asciutto si elimina con la spatola.
Sul cordone di adesivo si sistema il secondo pannello, premendolo bene sul primo e poi avvitandolo. Se lo si deve stringere occorre tenere il bordo tagliato verso la parete.
la parte più seccante
del lavoro è il rivestimento delle zone di passaggio
dei tubi che richiede
un taglio molto preciso.
L’elemento ad angolo che scavalca i tubi si ottiene tagliandone le ali e piegandone a squadra la base; si rivetta al primo elemento fissato al soffitto.

L’uso dei pannelli

Il cartongesso si può usare, in interno, al posto dell’intonaco, su muri nuovi o muri con intonaco degradato. Costa più dell’intonaco, ma risparmia l’uso della betoniera, non richiede i testimoni fra cui stendere l’intonaco da rasare con la staggia, non crea l’incredibile sporcizia causata dalla muratura.

Su muri nuovi o già intonacati le lastre si avvitano o si incollano (con lo speciale adesivo a base di gesso) direttamente alla parete. Per sanare vecchie murature irregolari in pietra o conci, le lastre si posano su un’intelaiatura di profilati d’acciaio zincato e, rimanendo più o meno distanti dal vecchio muro, creano una camera d’aria in cui si disperde l’umidità di risalita sempre presente in questo tipo di murature.

L’armatura occorre anche per le pareti divisorie. Studiando bene il montaggio dell’intelaiatura metallica è possibile creare nicchie e ripostigli che il sistema permette di modificare rapidamente in caso di necessità e montare nervature di aggancio per carichi rilevanti.

Quanto detto per le pareti vale anche per i soffitti. In questo caso, per la realizzazione del ripostiglio in cartongesso il sistema permette anche di ribassare il locale e di inserire nel nuovo controsoffitto apparecchi illuminanti da incasso.

Intelaiature metalliche

Il sistema di realizzazione del ripostiglio in cartongesso prevede due elementi principali: i montanti e le guide, da acquistare della stessa marca dei pannelli per garantirne il perfetto accoppiamento.

Gli uni e le altre sono in acciaio fortemente zincato spesso 0,6 o 0,8 mm ed hanno un profilo a U, che nei prodotti Knauf è profondo 50 mm per i montanti e 40 per le guide, larghe 55, 75, 100 e 150 mm che permettono di creare pareti divisorie di notevole spessore. Le ferramenta sono completate da accessori come paraspigoli copribordi e prespigoli.

La sottigliezza del metallo non compromette la rigidità degli elementi, garantita da nervature, ma permette di tagliarli senza problemi col seghetto o con una roditrice. Altrettanto facile forarli per la rivettatura o unirli con viti autoperforanti necessarie per ancorare i pannelli ai telai metallici.

Taglio e montaggio

I pannelli sono costituiti da una lastra di gesso (con eventuali aggiunte di additivi per quelli antiumido e/o antifiamma) chiusa fra fogli e bordi di cartone speciale che vi aderiscono perfettamente. Per i tagli diritti a tutta misura (larghezza o altezza) basta incidere con un cutter la faccia a vista e spezzare il gesso premendo il pannello su uno spigolo vivo. Un’altra passata di cutter sulla faccia cieca ed il taglio è fatto. Per gli altri tagli (angolati o curvi) si ricorre al saracco, dalla faccia a vista, o al seghetto alternativo, da quella cieca.

Preparata l’intelaiatura del ripostiglio in cartongesso (l’interasse fra i montanti dev’essere regolato sulla larghezza delle lastre, infittendolo per pareti suscettibili di urti), i pannelli tagliati a misura vi si avvitano infossando la testa delle viti sotto il filo piano. Con un avvitatore potente e con le viti autoperforanti non occorre il foro di invito, ma è indispensabile la guida di profondità per non lacerare il cartone.

La finitura della dispensa in cartongesso

Bordi verticali delle lastre da accostare presentano smussature o bisellature destinate a ricevere prima il nastro di armatura (di tipi diversi secondo i pannelli) e poi lo speciale stucco a base di gesso che sigilla le fessure per renderle invisibili (bisogna farci la mano e seguire alla lettera le istruzioni per l’uso). Anche gli stucchi, in polvere o in pasta, di tipi diversi, vanno scelti in base alla natura delle lastre. Con lo stesso stucco si coprono le teste delle viti inserite lontano dai bordi. Lo stucco, perfettamente seccato, si leviga con carta abrasiva di grana alta (almeno 180) preparando la parete all’eventuale finitura con carta, tessuto, idropittura, smalti, piastrelle, ecc.

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