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Manutenzione della scala esterna | Tutti gli interventi mirati

manutenzione della scala esterna

L’umidità di risalita aveva causato formazioni di salnitro e deteriorato l’intonaco, alcune piastrelle non erano ben ancorate: eliminate le cause, ecco il risanamento

La manutenzione della scala esterna è spesso un’attività necessaria per svariati motivi. La risalita di umidità dalle fondamenta non è facile da arrestare se il fabbricato è a diretto contatto con il sottosuolo o il suo isolamento da esso è insufficiente: questo problema viene incrementato anche da forti piogge e da un’esposizione poco soleggiata che rende difficoltosa l’evaporazione dell’acqua assorbita dal muro. L’acqua si diffonde nel muro per capillarità: minore è la sezione di questi capillari, più in alto sale l’umidità. Un mattone è costituito per un terzo da aria, praticamente è una spugna, ma il problema maggiore non è dato dall’acqua in se stessa (che può formare macchie o muffe), ma dai sali in essa contenuti: quando l’acqua si asciuga, questi cristallizzano e aumentano il loro volume fino a 12 volte, provocando una spinta in più direzioni che causa il distacco dell’intonaco e di parte del materiale da costruzione.  La loro presenza è segnalata dal salnitro, efflorescenze saline biancastre che si formano sulla superficie esterna del muro e ne preannunciano il degrado. Non potendo intervenire alla fonte, se non con opere importanti, il problema si può ridurre d’intensità con una manutenzione della scala esterna mirata, demolendo superficialmente la parte interessata dal fenomeno e ripristinandola con prodotti premiscelati a elevata traspirabilità, fatto salvo che esistono trattamenti chimici a base di resine di vario tipo da iniettare attraverso il muro per formare una barriera e impedire la risalita dell’acqua. 

Scrostare le parti ammalorate e rintonacare

  1. Lungo tutto lo sviluppo della scala, lo strato di intonaco ammalorato deve essere rimosso fino all’altezza in cui si trova il rivestimento sano. A tratti si presenta già sollevato, in alcuni punti risulta ben ancorato, ma va rimosso fino a una quota costante per ottenere un rifacimento compatto, duraturo, efficace: per questo serve un potente scalpellatore, che può essere noleggiato.
  2. Il prodotto premiscelato in polvere va impastato a lungo nella betoniera per consentirgli di assorbire completamente la quantità di acqua specificata dal produttore: inizialmente, infatti, appare “asciutto”, ma prolungando l’omogeneizzazione si ottiene la giusta consistenza. Per applicare e regolarizzare sommariamente la malta serve la cazzuola.
  3. Utilizzando la superficie del muro originale come riscontro si tira e si livella la malta con una staggia d’alluminio prima che inizi ad asciugare.
  4. Quando il prodotto entra nella fase di indurimento si può passare il frattazzo per una lisciatura più uniforme.

Utilizzo di intonaci traspiranti

Al momento di ripristinare la muratura ammalorata dall’umidità bisogna utilizzare un prodotto che permetta alla superficie di “respirare”, favorendo cioè la migrazione dell’umidità verso l’esterno permettendone lo smaltimento. Questi prodotti premiscelati, per lo più a base di calce, hanno una struttura macroporosa, caratteristica indispensabile per garantire una superficie di evaporazione elevata. In linea di massima, la risalita dell’umidità in assenza di traspirazione può estendersi fino ad altezze pari a 10 volte lo spessore del muro in mancanza di una corretta traspirazione: permettendo invece all’umidità di fluire all’esterno, il livello di risalita si riduce drasticamente, anche a meno di 1/3. Va posta attenzione nel non stendere il prodotto direttamente a contatto con la base del muro (ovvero in zoccolatura), ma bisogna predisporre un adeguato strato impermeabilizzante per evitare che la macroporosità del materiale sia fonte di assorbimento di acqua presente sui piani di calpestio, assicurando a questi una regolare pendenza in allontanamento dal muro. L’applicazione di questi prodotti può essere fatta sia manualmente sia a mezzo di macchine spruzzatrici.

Manutenzione della scala esterna mirati per il recupero di piastrelle rotte

  1. In origine le piastrelle non erano state ben incollate e le infiltrazioni di acqua ne avevano compromesso la tenuta: per fortuna il danno interessava un numero limitato di piastrelle, peraltro in buono stato, quindi è stato sufficiente un intervento localizzato di semplice ripristino degli elementi malfermi e non di tutta la pavimentazione.
  2. Essendo precariamente vincolate al sottofondo, le piastrelle che risuonano a vuoto e in parte distaccate si rimuovono con facilità: bisogna però livellare il piano di posa, eliminando le tracce di vecchio adesivo ancora ben ancorate e i dislivelli che possono compromettere un corretto ripristino.
  3. Anche il retro della piastrella, per quanto possibile, va riportato alla planarità originale, con l’attenzione necessaria a non causarne la spaccatura. Si stende poi una quantità di collante uniforme e di spessore sufficiente a garantire il livellamento.
  4. La piastrella viene posizionata a filo dell’alzata, tenendola inclinata, per poi premerla sul letto di collante muovendola di alcuni millimetri avanti e indietro per stabilizzarla e far uscire eventuali bolle d’aria. Una staggia di alluminio permette di assestarla in piano e allo stesso livello di quelle adiacenti, battendola delicatamente con un mazzuolo di gomma o con il manico della mazzetta.
  5. Verso il fondo della scala, dove questa cambia direzione per assecondare la forma della casa, gli ultimi gradini si allargano e si distaccano dalla muratura, formando una sorta di transito intermedio, per cui se ne vede anche lo spigolo all’estremità esterna. Lo spigolo è rifinito da due metà di piastrelle tagliate in diagonale, per assecondarne il disegno: bisogna effettuare un taglio preciso con un disco diamantato in modo da tenere buona la parte con la zigrinatura per ripristinare lo spigolo del gradino; l’altra parte va inevitabilmente scartata.
  6. Si stende la malta in posizione
  7. Si applica la pistrella tagliata fissandola in posizione con leggeri colpi tramite il martello a testa gommata.
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