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Tornio fai da te professionale e hobbistico | Costruzione, progetto e video

 

Autocostruzione impegnativa di un tornio fai da te  stazionario con tali e tante possibilità di regolazione che si presta all’utilizzo con materiali molto diversi, come il metallo e il legno, che solitamente vengono lavorati con macchine specifiche per ognuno

tornio autocostruitoSe l’autocostruzione di macchine utensili stazionarie può essere considerata un punto d’arrivo per un far da sé, riuscire a costruire un tornio fai da te stazionario che si distingua per versatilità è come ricevere una laurea con lode.

Per comprendere quanto affermato, si pensi alla caratteristica distintiva delle macchine stazionarie professionali che è la riduzione al minimo delle tolleranze, da qui la precisione operativa; bene, nel caso dello sviluppo di un tornio fai da te che sia anche versatile, ovvero che possa svolgere più lavori o lavori su diversi materiali, quindi con diversi utensili, tutto si complica all’ennesima potenza.

In questo caso, il nostro esperto lettore, Leonardo Telesca, propone un tornio fai da te professionale (non stride assolutamente l’accostamento dei termini) talmente dotato di accessori e possibilità di regolazione, che può indistintamente lavorare con legno, ferro, plastiche.

Per sua ammissione, il progetto è stato alquanto impegnativo, avendo dovuto trovare soluzione a diversi problemi tecnici e al reperimento di ben determinati elementi speciali, rigorosamente di recupero, come quasi tutto l’acciaio in barre, scatolato e lamiere, usato nel progetto.

Quello che contraddistingue il far da sé, come i tanti eminenti autocostruttori pubblicati sul nostro portale, sono i colpi di genio per cui vengono trovate soluzioni di grande efficacia usando pezzi meccanici insoliti; in questo caso, per esempio, Telesca ha usato il cambio di un vecchio motorino a tre marce per poter disporre delle differenti velocità del tornio fai da te, trovando il modo di accoppiarlo al motore elettrico di una lavatrice.

Nel proseguio dell’articolo vedremo, comunque, anche un progetto per realizzare un tornio fai da te più elementare, particolarmente indicato per chi è alle prime armi.

Guarda il video del tornio fai da te

tornio universale

Dettagli tecnici del tornio fai da te professionale

meccanismi tornio

particolari meccanici

  1. L’alettatura che separa le due pulegge del tornio per legno fai da te non ha alcun significato funzionale per questo nuovo insieme; semplicemente dimostra la differente origine dei due pezzi, assemblati per poter disporre di due differenti rapporti (il diametro delle pulegge non è uguale), facendo passare da una all’altra la cinghia di trasmissione.
  2. Il carrello per l’utensile da taglio si può muovere a mano, girando una manovella, oppure tramite un motore elettrico collegato con un riduttore che ne demoltiplica la velocità di rotazione e nel contempo aumenta la coppia disponibile.
  3. L’accoppiamento della trazione è a cinghia; è visibile il sistema di attacco a slitta che prevede la possibilità di tensionare adeguatamente la cinghia.
  4. Ruotando la manovella si muove una cascata di ingranaggi che terminano con un pignone accoppiato alla catena direttamente vincolata al carrello.
  5. Il mandrino del tornio è coperto da uno schermo di protezione che si solleva per le operazioni di posizionamento del pezzo; il sottile telaio è incernierato nella parte posteriore, mentre davanti va in appoggio su un segmento di piattina piegata a U.
  6. La semplicità costruttiva dello schermo protettivo non faccia pensare a una soluzione superficiale o sbrigativa: guardando il punto di innesto dell’accessorio si nota che il suo asse di rotazione aziona un microinterruttore che toglie corrente al motore del mandrino quando lo schermo è sollevato.

Disegno tecnico tornio

disegno tecnico tornio

Legenda (Nell’elenco sottostante riportiamo solo gli elementi di maggiore rilevanza)

1. Tubo quadro 20×20, spessore 3 mm
3. Piedini d’appoggio M10x60, disco inferiore Ø 50 mm
4. Piano in laminato 1415×400 mm, spessore 15 mm
12. Lampada recuperata in un mercatino
24. Volantino diametro 125 mm
33. Mandrino Ø esterno 100 mm, Ø max interno 50 mm
35. Manicotto gas da 1¼”, lunghezza 25 mm
36. Albero principale Ø est. 35 mm, Ø int. 25 mm
37. Volano: disco pieno Ø 130 mm spessore 40 mm
40. Cuscinetto schermato Ø est. 60 mm, Ø int. 35 mm
46. Puleggia diametro 120 mm
47. Puleggia diametro 80 mm (con alette raffreddamento)
48. Puleggia diametro 70 mm
49. Puleggia diametro 50 mm (galoppino tendicinghia)
50. Cinghia trapezoidale largh. 10 mm, sviluppo 750 mm
56. Motore elettrico con attacco a flangia
60. Gruppo frizione motore a scoppio
61. Parte di motore recuperata da ciclomotore
71. Contropunta
94. Ingranaggi per catena da bicicletta
96. Corona elicoidale, recuperata da ciclomotore
97. Pignone, recuperato da ciclomotore
98. Catena da bicicletta, lunghezza 2000 mm
124. Quadro comandi
127. Cavo elettrico spiralato, 3×1,5 mm
128. Torretta
129. Carrello

Accoppiamento dei motori del tornio

pannello controllo tornio
Semplice e intuitivo il quadro comandi, dove spiccano l’interruttore d’emergenza e il potenziometro per la regolazione della velocità di avanzamento del carrello.

motori tornio

  1. Del motore a scoppio serve solamente il cambio, quindi si rimuovono testa, cilindro e prigionieri, poi si apre il carter per smontare tutte le componenti superflue, incluse la biella e la leva della messa in moto.
  2. L’accoppiamento tra il cambio dell’ex motore a scoppio e l’albero primario del motore elettrico avviene fissando su quest’ultimo una flangia (autocostruita) che si interfaccia con i dischi della frizione.
  3. La flangia del motore elettrico è messa in condizione di trasmettere il moto al pacco dei dischi della frizione essendo i due elementi spinti uno contro l’altro da una barra comandata da una leva con camma.
  4. La camma è ricavata molando una grossa e spessa rondella d’acciaio: il profilo eccentrico della camma, ruotando la leva, porta avanti la barra che va a spingere il pacco dei dischi contro la flangia.

Ora vediamo come costruire un efficiente tornio fai da te per metalli molto più semplice, particolarmente indicato per chi non ha esperienza professionale

Il tornio fai da te è costituito da un bancale (cioè da una struttura portante che presenta 2 guide sulla parte superiore), da una testa motrice e da una contropunta.

Sul bancale si può muovere in senso longitudinale un carrello che, a sua volta, supporta un carrello più piccolo, capace di spostarsi in senso trasversale e, nei modelli professionali, fornito di un ulteriore carrellino che può essere posizionato all’angolazione voluta e che, in ultima analisi, sostiene il dispositivo di fissaggio per l’utensile da taglio.

Automatismi professionali
Passando dalla teoria alla pratica, e sempre facendo riferimento a torni professionali, esistono poi tutta una serie di complicati automatismi che permettono di programmare l’avanzamento automatico dei due carrelli principali, con sistemi di riduzione che realizzano un preciso rapporto di trasmissione tra rotazione del mandrino e spostamento dell’utensile.

Un tornio fai da te come si deve, insomma, non è solo capace di realizzare superfici piane o di creare pezzi cilindrici o conici, ma può anche effettuare delle filettature sia interne sia esterne.

Tornio per metalli fai da te

costruire un tornio

Cosa occorre per costruire un tornio fai da te:

  • 1 motorino 12 V per alzacristalli;
  • 1 testa trapano con mandrino;
  • 1 mandrino per contropunta;
  • 3 profili ferro a L lunghi 100 mm;
  • 1 profilo in alluminio GR9 con fermavetro;
  • 1 piastra ferro da 550x160x10 mm;
  • 2 barre acciaio Ø 12×360 mm;
  • 2 corone autobloccanti con catena di trasmissione;
  • spezzoni di barra filettata M4 e M6;
  • 6 canotti di scorrimento Ø interno 12 mm;
  • minuterie di recupero da fotocopiatrice e da mangianastri;
  • bulloni;

Grande competenza
Costruire di sana pianta una macchina utensile di questo tipo, è chiaro, non è impresa che possa essere affrontata da chiunque, perché servirebbero competenze e attrezzature che non sono alla portata dell’hobbista. Ciò che si può fare, a livello artigianale, è riprodurre la struttura di base e le principali funzioni facendo uso, per i particolari più complessi, di elementi di recupero che vanno modificati e assemblati con sapienza, pazienza e ingegno: molto dipende, quindi, dall’abilità del realizzatore.

La testa motrice
Nasce dall’insolito matrimonio tra il motorino di un alzacristalli da auto (quindi a 12 volt) e la parte anteriore di un trapano: il primo viene privato del meccanismo di riduzione e la seconda, spogliata degli ingranaggi interni, si trasforma in un solido supporto che presenta un albero montato su cuscinetti a sfere e fornito di mandrino.

Unendo con staffe metalliche i due elementi e utilizzando come trasmissione 2 piccoli pignoni e una catena (recupero da fotocopiatrice) si ottiene il risultato voluto: va da sé che nella carcassa metallica del trapano bisogna praticare un taglio per il passaggio della catena e che, per rendere il tutto più sicuro e silenzioso, è opportuno racchiudere il dispositivo in una scatola di legno (qui addirittura riempita con schiuma di poliuretano per ammortizzare vibrazioni e rumore).

Il bancale, come succede nella maggior parte delle realizzazioni artigianali, è costituito da due barre tonde da 12 mm di diametro, a loro volta fissate con staffe a L su una piastra d’acciaio da 550×160 x10 mm di spessore. Una barra filettata M6, sistemata al centro dei 2 tondini e collegata al carrello principale, dà origine al movimento longitudinale.

Il carrello principale
E’ in alluminio e si ottiene da uno scatolato per serramenti; va forato in modo da alloggiare delle robuste boccole che, calzate sulle barre Ø 12 mm, garantiscano uno scorrimento preciso e privo di impuntamenti. Un’ulteriore guida viene fornita da un binario fissato sul basamento, dalla parte rivolta verso l’operatore: qui si inserisce un rilievo applicato sotto al carrello, che a sua volta può essere regolato in altezza mediante un lungo bullone.

Il profilo prescelto, infine, presenta sulla parte superiore, dei binari di guida, predisposti in origine per i fermavetri: qui scorre il carrellino longitudinale, comandato da un volantino col solito sistema della barra filettata (in questo caso M4).

La contropunta
E’ sorretta da una slitta formata da 2 boccole unite fra loro e calzate sul bancale, da cui si innalza una lastrina forata al centro per accogliere un mandrino da trapano con 10 mm di apertura massima: una vite di pressione che fa presa nella slitta e che fa forza su uno dei due tondini la blocca nella posizione voluta.

Carrello e contropunta

contropunta tornio

  1. pur essendo ricavato da un profilo per serramenti in alluminio, il carrello ha un aspetto abbastanza professionale e lavora con un notevole grado di precisione.
  2. la contropunta non è dotata, purtroppo, di un sistema d’avanzamento che permetta di usarla, ad esempio, per forare al centro il pezzo in lavorazione.

La torretta portautensili
Si costruisce con 2 piastrine di ferro da 25×25 mm, saldate fra loro con l’interposizione di un distanziale al centro, forato Ø 5 mm per il perno di fissaggio: la piastrina superiore va anche forata e filettata M4 in prossimità degli spigoli per bloccare, con bulloni a brugola, l’utensile da taglio.

Tornio fai da te trasformabile

tornio fai da te

  1. il tornio fai da te visto dall’alto; una scatola in truciolare protegge il motore.
  2. una piccola morsa d’alluminio montata al posto della torretta, trasforma il tornio in fresa (basta sistemare l’utensile da taglio nel mandrino e il pezzo nella morsa).

Il nostro tornio fai da te trova ottima collocazione su un banco per tornio… ovviamente anch’esso fai da te

Consigli per l’acquisto di un tornio

Tornio fai da te professionale e hobbistico | Costruzione, progetto e video ultima modifica: 2018-10-01T11:48:03+00:00 da Redazione Bricoportale

6 commenti

  1. Giorgio Pugliaro

    Complimenti, un lavoro fantastico!
    Mi sto cimentando in qualche cosa di simile: chissà se è possibile avere qualche disegno tecnico e elenco componenti più particolareggiato ?
    Grazie

     
  2. complimenti un ottimo lavoro, posso chiedere come hai fatto ad unire il mandrino ad un albero di trasmissione? Diciamo nell’esploso il n° 36, che materiale é?
    Grazie.

     
  3. Ottimo lavoro,voglio costruire qualche cosa di simile

     
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