Dalla redazione

Il futuro nei mestieri artigianali che creano il bello e il buono

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Una corriente di pensiero che rivaluta i lavori manuali e artigianali

Inizia a farsi sentire con una certa vivacità la corrente di pensiero che rivaluta i lavori manuali e artigianali come possibile contrasto e superamento della globalizzazione e della crisi ad essa collegata. Soprattutto noi Italiani, che non possiamo competere con la quantità a prezzi stracciati (… ma chi se ne importa…) dovremmo prendere coscienza del buon gusto che abbiamo innato grazie ad una tradizione di bello millenaria e della nostra capacità di fare in tutti settori dell’artigianato.

L’eccellenza italiana spazia dall’artigianato orafo all’alta sartoria, alla pelletteria, alla lavorazione del vetro e del legno, senza parlare della produzione alimentare con vini, formaggi e tutto l’immaginabile di quanto c’è di buono sulla migliore delle tavole. Quindi si fa strada la teoria secondo cui i giovani dovrebbero essere indirizzati verso questi mestieri presentandoli loro come attività che in tutte le loro declinazioni hanno come obiettivo la ricerca della bellezza, dell’esclusivo, dell’accattivante.

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Ci fa piacere non essere più soli nel sostenere la rivalutazione della manualità dopo decenni di denigrazioni ed esclusioni totali dai programmi scolastici dell’obbligo (esclusione ancora in atto). Mi sembrerebbe giusto aprire l’orizzonte ai ragazzi anche su altre possibili forme di studi e preparazioni che prevedano la teoria, ma anche una parte pratica che possa diventare subito un lavoro di cui c’è richiesta; teniamo conto che le imprese artigiane, di cui è costituito per la quasi totalità il tessuto della nostra economia nazionale, faticano a trovare ragazzi disposti a imparare un mestiere e che i disoccupati “titolati” sono tantissimi. Imparare a fare buon vino, a realizzare mobili su misura con legno vero fatti per durare o bei gioielli sono mestieri creativi, ad alta professionalizzazione, portatori di eccellenze per il “made in Italy” .

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Come abbiamo già avuto modo di dire su queste pagine, nel 2011 la nostra casa editrice ha iniziato a lavorare al progetto “MANUALITÀ UN GIOCO DA RAGAZZI”, un’iniziativa per insegnare e far scoprire ai più piccoli il piacere di fare qualcosa con le proprie mani. Coinvolgendo animatori volontari, nostri lettori, genitori e nonni siamo riusciti a creare ben 20 laboratori in cui un migliaio di bambini possono imparare a conoscere i materiali e gli utensili, a realizzare oggetti ed esprimere la loro creatività. La loro partecipazione e il loro entusiasmo sono andati ben oltre le nostre più rosee previsioni e ci gratificano per aver portato un piccolo contributo ad un progetto che potrebbe essere molto importante per il futuro del nostro Paese.

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