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Morsetti da falegname | Panoramica completa e utilizzi

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morsetti da falegname
 

I morsetti da falegname sono da sempre immancabili aiutanti in tutte le attività del laboratorio; negli anni hanno subito un continuo sviluppo per essere più performanti e funzionali

In quasi tutti i lavori che capita di eseguire al far da sé, ma anche al più evoluto professionista, la necessità di immobilizzare l’oggetto su cui si sta operando è di primaria importanza. Questo compito, talvolta semplice, altre volte persino arduo, vede protagonista i morsetti da falegname, i più grandi amici dell’uomo in laboratorio.

In effetti più che amici i morsetti (o strettoi) sono coadiuvanti insostituibili: stringono quanto e come gli si dice di fare, restano costanti nella presa e non si stancano mai. Il problema è che, come si può facilmente immaginare, considerando la forma, le dimensioni e il numero degli oggetti da mettere in lavorazione, la quantità e i tipi di morsetti che possono servire aumentano, senza contare il ventaglio delle attività in cui questi strumenti sono immancabili (costruzione, riparazione, recupero, restauro, decorazione, montaggio ecc).

È per questi motivi che di strettoi ne esistono diverse specie e nell’ambito di queste numerose sono le forme, le modalità di lavoro, le dimensioni e i materiali di cui sono fatti. Seguendo la tendenza alla specializzazione in ambito del lavoro e degli strumenti per svolgerlo, anche lo strettoio da generico (pur sempre utile in tantissime occasioni) ha subìto un’evoluzione per adattarsi meglio alle situazioni particolari; non è soltanto per la necessità di fare prima, come accade nei laboratori professionali, sempre più spesso è per fare meglio e con maggiore sicurezza del risultato.

Ad agevolare l’evoluzione nelle specialità dei morsetti ha partecipato anche la tecnologia, visto lo sviluppo di materie plastiche talmente robuste da poter prendere il posto dei metalli e consentire la costruzione di strettoi che prima sarebbero risultati troppo pesanti, ingombranti e meno facilmente manovrabili.

Facciamo l’esempio di quelli a nastro, che si utilizzano in tutti i casi in cui si debba abbracciare un insieme di pezzi di dimensioni generose, magari con una forma critica, perché non è quadrata o rettangolare: un tempo si usavano cinghie di canapa messe in tensione attorcigliandole con un bastone.

Oggi le cinghie sono fatte con un intreccio di nylon e alle estremità libere ad aggancio rapido, mentre il sistema di trazione è costituito da un avvolgitore e un tensionatore a vite che lavora dentro una scatola di contenimento, il tutto di plastica. Il risultato operativo è identico, se si è capaci di tensionare la cinghia di canapa con il bastone e fare in modo che questo non si sganci inavvertitamente dalla sua posizione di tenuta; una pratica che si faceva nel periodo di apprendistato, quando il garzone della bottega aveva occasione di carpire i segreti del mestiere affiancando il falegname esperto.

Ampliando gli orizzonti rispetto alla mera costruzione col legno, si apre un mondo di tipologie di strettoi: da un lato ci sono quelli che oltre a premere tengono i pezzi in una data posizione, di solito ortogonali fra loro; in altri casi sono adatti a unire pezzi con forme sfuggenti, più spesso arrotondate o con superfici di presa inclinate; altri ancora fanno fronte alla necessità di unire due o più pezzi, ma premendo anche in una terza direzione, di solito ortogonale alla forza primaria.

Vedremo anche morsetti da falegname che funzionano come quelli convenzionali ma, grazie a nuovi sistemi meccanici, possono essere azionati più facilmente, spesso con una sola mano. Frequente è la presenza sui nuovi modelli di pulsanti di sgancio e movimentazione rapida di una delle due ganasce, mentre altri più esclusivi hanno ganasce di ampie dimensioni che lavorano in perfetto parallelismo anche facendo forza.

Dedicati alle situazioni speciali

Si potrebbe dire che c’è una risposta a qualsiasi esigenza in fatto di accessori di contenimento e sostegno. Fra queste non poteva mancare una soluzione che permettesse di vincolare due pezzi e, nel contempo, di bloccarli a una superficie, come per esempio il tavolo su cui si lavora.

Ecco un esempio di quanto espresso , con l’aggiunta della particolarità non trascurabile di saper unire i pezzi tenendoli a squadra fra loro, ovvero a 90°.

Occorre costringere a una posizione precisa una trave per provvedere al suo fissaggio definitivo? Data la sua lunghezza non sarebbe possibile abbracciarla interamente, pertanto si applica questo particolare morsetto che ha l’estremità distale fatta per essere piantata sul fianco della trave. Per il resto lavora come un comune strettoio a barra.

Ci sono morsetti da falegname che hanno un solo compito, ma per svolgerlo sviluppano l’azione in due direzioni ortogonali. Servono per tenere in posizione il bordino di finitura di un piano che ha angoli arrotondati. Il bordino deve aderire bene alla superficie di contatto ed esservi premuto contro sino a totale essiccazione della colla. Gli strettoi in oggetto premono sulle due facce del piano per tenere se stessi in posizione, mentre con la manopola a vite spingono lateralmente.

Morsetti da falegname a nastro

L’applicazione del morsetto a nastro è richiesta in presenza di bordi sfuggenti con dimensioni complessive ampie.

Uno dei più frequenti utilizzi degli strettoi a nastro avviene nella costruzione e nella riparazione delle sedie, in cui la sezione delle gambe spesso è rotonda oppure quadrata, ma con gli elementi fissati di sbieco; questo provoca una presa scarsa e insicura ai tipici morsetti a barra scorrevole.

Altro caso frequente è quello delle cornici, solitamente formate da segmenti tagliati a 45° alle estremità. In questo caso, anche se i comuni sergenti avrebbero presa facile per via della forma squadrata, non risultano funzionali perché i pezzi da unire tendono a scivolare l’uno sull’altro. Gli strettoi a nastro, in questo caso con l’aggiunta di elementi angolari di tenuta, risolvono egregiamente il compito di premere fra loro i 4 segmenti impedendo contemporaneamente i possibili disallineamenti.

Tuttofare morsetto a pinza

I morsetti per legno a pinza più comuni sono quelli che lavorano con l’ausilio di una molla che costringe alla chiusura le due ganasce. Dimensioni e forme possono essere le più disparate per far fronte alla necessità contingente. Talvolta l’abbinamento dei due pezzi da tenere insieme supera la capacità di apertura del morsetto a pinza, altre volte l’apertura dei puntali è più che sufficiente, ma il punto in cui va applicata la pressione non è vicino al bordo e risulta irraggiungibile.

Invece di acquistare tanti morsetti a pinza di misure diverse, si possono prendere quelli che hanno una ganascia fissa e una che può scorrere su una guida assumendo la posizione più utile per ottenere la necessaria ampiezza di presa.

Facendo appello al medesimo sistema, lo strettoio presenta una doppia ganascia regolabile che permette di estendere ulteriormente la distanza fra i punti di forza.

A parte gli utilizzi d’effetto, ma poco rappresentativi, i morsetti a pinza con ganasce lunghe sono insostituibili quando la pressione della molla deve esprimersi in una posizione più interna rispetto al bordo dei pezzi in lavorazione. Come tutti gli strettoi a pinza, anche questi risultano vincenti per rapidità e immediatezza di utilizzo; per contro non è possibile regolare la pressione esercitata.

Strettoi ideati per tutte le esigenze

Gli strettoi ad alte prestazioni, per esempio, sono quelli studiati per i fabbri; oltre a essere molto robusti, sono fatti interamente d’acciaio e resistono agli schizzi del bagno di saldatura, nonché al calore che si propaga attraverso il metallo.

Al contrario, i morsetti a leva sono fatti per essere leggeri e delicati nell’azione, in modo da non danneggiare i pezzi che si stanno lavorando. La loro caratteristica è anche quella di essere molto rapidi da applicare e manovrabili con una sola mano.

Il morsetto a ingranaggi è una grande innovazione nel settore e rappresenta una vera svolta perché apporta diversi vantaggi per l’utilizzatore. Il principio di funzionamento è analogo a quello di un classico morsetto a vite, ma in questo caso non c’è alcuna manopola situata sull’asse della vite. Nel nuovo strettoio la manopola di azionamento ruota attorno alla barra guida e aziona una cascata di ingranaggi posta all’interno del braccio di lavoro; l’ultimo ingranaggio aziona la vite della ganascia.

Fra i vantaggi di questa soluzione vi è il fatto che sul lato delle ganasce non vi è la manopola di azionamento; ne consegue una notevole riduzione dell’ingombro della parte attiva dello strettoio, con possibilità di essere inserito in spazi inaccessibili a quelli di tipo convenzionale.

Il secondo vantaggio per importanza è il fatto di avere finalmente le mani dell’operatore in posizione di sicurezza: si può fare forza nello stringere la manopola senza rischiare di strisciare le nocche sulle superfici che restano quasi sempre vicine alle ganasce.

strettoio falegname

Altro strettoio molto utile è quello con ganasce piane e ad ampia superficie di presa; oltre alla grande versatilità, questi strettoi garantiscono il mantenimento del parallelismo fra i pezzi.

Quello con le ganasce inclinabili torna utile quando sono da mettere in pressione elementi di forma irregolare e in presenza di angoli.

Tutti i prodotti di questo articolo su morsetti da falegname e strettoi sono a marchio Bessey.

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