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Generatore di corrente fai da te | Costruzione con oggetti di recupero

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generatore di corrente fai da te
 

Per costruire un generatore di corrente fai da te si possono utilizzare i pezzi di una macchina da cucire e la pompa di una lavatrice

Il progetto mostra come sia semplice assemblare un generatore di corrente fai da te, azionabile a pedale, efficace per i più disparati utilizzi che non richiedano potenze elevate. Ovviamente si tratta di mettere insieme oggetti di recupero, ma la particolarità sta nella provenienza dei principali elementi necessari: la pompa di una lavatrice e il manovellismo di una macchina da cucire degli anni ’30.

Entrambi questi elementi hanno importanti caratteristiche: la pompa per lo svuotamento dell’acqua della lavatrice, come anche quella di una lavastoviglie, se abbastanza recente, è una cosiddetta macchina reversibile; detta in parole povere, se le forniamo energia elettrica lei svolge un lavoro meccanico (pompa dell’acqua), al contrario, se le forniamo energia meccanica (facendola girare) lei genera energia elettrica fai da te.

Quindi è estremamente facile trasformare una pompa di questo tipo in un generatore elettrico fai da te.

Il sistema alla base

Per costruire questo generatore fai da te è stata rivalutata la peculiarità del sistema che permetteva alle sarte di lavorare per ore e ore facendo un movimento con le gambe a bassa richiesta di energia e talmente naturale da non esigere alcuno sforzo mentale per essere eseguito, sicché la concentrazione e l’uso delle mani fossero del tutto volti al piano del cucito.

La stessa efficacia viene apportata al progetto del generatore di corrente fai da te con una mossa sapiente, adattando nel modo migliore la spinta di rotazione del manovellismo all’asse del generatore, mediante una puleggia di diametro adeguato.

circuito generatore di corrente fai da te

In questo modo, a seconda della velocità cui si aziona la pedaliera, si ottiene una tensione in uscita perfettamente in linea con quella richiesta in ingresso da numerosi dispositivi tecnologici di uso comune in casa e in laboratorio.

Può sembrare strano, persino estremo, alimentare un modernissimo smartphone con un generatore a pedali, fatto con una macchina Singer che ha un centinaio d’anni ma, oltre a funzionare perfettamente, rappresenta in pieno lo spirito di quell’economia circolare di cui tanto si sta parlando in questi tempi, che noi far da sé abbiamo nel cuore almeno tanto quanto il desiderio di riparare le cose non più funzionanti.

Come costruire un generatore di corrente fai da te

Il sistema di movimentazione dell’alternatore deve fare affidamento su una struttura robusta, in modo che non si verifichino flessioni durante l’azionamento. Si taglia in due pezzi una spessa tavola di legno e si uniscono le due parti a 90° con spinatura cieca o lamelli, rinforzando l’unione con squadrette di ferro messe nello spigolo interno.
L’apparato che raggruppa il manovellismo utile al progetto si fissa facilmente nel nuovo contesto, visto che già era collocato nel mobile della vecchia macchina da cucire. È sufficiente calibrare bene la distanza della grossa puleggia di trasmissione per poter riutilizzare la stessa cinghia di cuoio della Singer, che si adatta anche a questo utilizzo.
Per adattare il sistema alla rotazione dell’albero dell’alternatore è necessario fare alcune modifiche: serve un supporto flangiato per un cuscinetto a sfere; il cuscinetto serve per la rotazione libera di una alberino al quale si innesta da un lato una puleggia piccola per corde da stendere e all’altra estremità un giunto universale di sezione adeguata all’alberino del cuscinetto e all’albero dell’alternatore. Uno zoccolo di legno viene tagliato a misura per alzare il supporto flangiato portandolo a lavorare in asse con l’alternatore.

La pompa trasformata in alternatore

La pompa elettrica della lavatrice normalmente è alimentata da corrente elettrica 230 V e ha un assorbimento di 40-60 W. Per l’utilizzo come alternatore, si deve rimuovere la girante della pompa (l’elica bianca) per innestare sull’albero una puleggia che riceva il moto del manovellismo.

La puleggia deve essere solidale con l’asse. Facendo ruotare l’asse, con lui ruota anche lo statore formato da un nucleo di magneti permanenti oppure elettromagneti, mentre lo statore (la parte che avvolge il tutto) resta fermo e “cattura” la variazione del flusso magnetico dato dalla rotazione dei poli del rotore, restituendo una corrente alternata.

Allestimento finale di tutti i dispositivi

Per completare l’allestimento del generatore di corrente fai da te, all’uscita dell’alternatore si collega una serie di dispositivi ausiliari che permettano di prelevare energia elettrica utilizzandola al meglio.

Per prima c’è una semplice presa di corrente allestita in una scatola per esterni e un mammut per i collegamenti diretti con i fili. Sul loro cartellino indicatore c’è scritto 130 V c.a., cioè la tensione in corrente alternata che esce mediamente azionando in modo continuo la pedaliera, che è sufficiente per tanti dispositivi: basta controllare sulla loro targhetta qual è l’alimentazione consigliata (di solito va bene da 85 a 165 V alternati).

generatore di corrente fai da te

Poi c’è un alimentatore i cui dati di targa sono: input 100-240 V c.a. – output 12 V 3 A. A seguire c’è un adattatore Step-up che permette di ricaricare correttamente la batteria da 12 V di un allarme, usata come sistema tampone e di immagazzinamento. A valle c’è anche un’uscita 12 V c.c. tramite un mammut e un voltmetro in corrente continua che indica in tempo reale la tensione erogata dall’alimentatore.

Questo generatore di elettrico fai da te non produrrà l’energia dei generatori professionali. Ma è perfetto per ricaricare tablet, cellulari e altre batterie, per alimentare router, lampade da tavolo e tanto altro.

Prova del funzionamento

Questo è il momento della prima prova, fatta azionando a mano la pedaliera del generatore di corrente fai da te.

Agli attacchi dell’ex pompa, ora alternatore, si collega direttamente un voltmetro che indica la tensione in uscita (129 V c.a.).

Da notare la presenza di un’altra puleggia fissata nel mobile, sul fianco.
Si tratta di un elemento importante per due motivi: il primo perché aumenta la superficie di aderenza della cinghia alla piccola puleggia secondaria, garantendo la massima trazione e scongiurando possibili scivolamenti della cinghia; secondo, permette di regolare il tensionamento corretto della cinghia.

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