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Consolle lamellare

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Bricolage impegnativo, ma possibile

Tre gambe autocostruite con tondino e piattina di ferro sorreggono un piano semicircolare, la consolle fai da te in lamellare ha una linea essenziale, ma arreda con stile locali sia classici sia rustici, rendendosi utile ovunque.

Nell’ingresso, completata con poche suppellettili, dà un ottimo benvenuto e offre una pratica superficie d’appoggio per chiavi, borsette, guanti. In camera o in soggiorno funge da scrittoio.
In sala, accoppiata in due pezzi uguali, può offrire posto a tavola fino a sei commensali.
La costruzione fai da te della consolle lamellare prevede la preparazione del piano di lamellare, la lavorazione delle gambe di ferro (che può essere affidata ad un fabbro), la finitura di ambo le parti, il montaggio.
Si traccia il profilo curvo, si taglia con il seghetto alternativo, si rettifica e stonda il bordo, si tagliano due traverse con un’estremità fuori squadra e si fissano sotto la faccia inferiore in modo da rinforzare ulteriormente il già robusto lamellare.
Si preparano le gambe saldando, per ciascuna, tre pezzi di tondino ad un piede e ad una piastra d’ancoraggio, disponendoli lievemente a raggiera verso l’alto.
Rifinite le superfici (con prodotti trasparenti quelle di legno, coprenti quelle di ferro), si marcano le posizioni delle piastre seguendo il profilo curvo e si avvitano i pezzi. 

COSTRUZIONE FAI DA TE DELLA GAMBA DI FERRO

SALDATURA GAMBA DI FERRO

  1. La sagoma della piastra da fissare al legno va disegnata su di un foglio quadrettato con gli angoli arrotondati, ritagliata e riportata sulla lamiera. La larghezza massima è di 130 mm, l’altezza di 80 mm. Tenendo la lamiera ferma tra due supporti di legno fissati al banco, si taglia lungo la tracciatura con il seghetto alternativo; le sbavature e gli spigoli si eliminano con la mola da banco e con una lima. 
  2. Con un bulino si segnano i punti dove praticare i fori per il fissaggio al legno.La lamiera va tenuta ferma durante la foratura ed i fori vanno svasati per incassare le teste delle viti.
  3. La piastra va appoggiata ad una tavoletta di legno e le barre laterali, durante la saldatura, sono tenute ferme con chiodi ai lati, mentre un tacco fa da distanziale per la barra frontale.  
  4. Con lo stesso sistema, unendo e pareggiando i tondini, si salda la rondella che funge da piede. Un disco di gomma ottimizza l’appoggio.

MONTIAMO LE GAMBE DI METALLO

MONTIAMO LE GAMBE DI FERRO

  1. L’accoppiamento di metallo e legno si ottiene con viti che oltrepassano il primo restandoci bloccate con lo slargo della testa e vanno a far presa con il filetto nel secondo. Per metterle occorre quindi aprire una serie di fori, con punte adatte ai due materiali e al diametro delle viti. Inoltre, per non lasciare sporgenze, occorre svasare i fori delle piastre con una punta per ferro. Chi impugna e guida saldamente il trapano può effettuare l’operazione a mano libera, appoggiandosi preferibilmente sul banco, frapponendo tra le superfici un piano o un elemento antisdrucciolevole.
  2. Affinché ciascuna gamba presenti verso l’esterno della consolle lamellare uno dei tre tondini di cui è costituita, e precisamente quello un po’ più isolato dei tre, che sta al vertice del triangolo isoscele, le piastre vanno fissate disponendone il lato maggiore parallelo alla tangente che sfiora il bordo in quel punto. In pratica, per trovare la posizione giusta o si fa a occhio (basta un po’ di sensibilità geometrica per riuscirci), oppure ci si aiuta con una falsa squadra  rilevando l’angolazione corrispondente alla corda che taglia quel pezzo di curva.
  3. Infine si segnano i punti per i fori d’avvitatura  e, completata la finitura delle superfici, si uniscono i pezzi. Un bricolage un po´ impegnativo, ma che con pazienza diventa possibile.

UTENSILI
Punzoni, seghetto alternativo, saldatrice, avvitatore, bulino, smerigliatrice, spazzola, lima

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