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Costruire una pipa fai da te | Tutti i passaggi illustrati

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costruire una pipa
 

Conosciamo la radica e il modo di lavorarla per ottenere splendide pipe da rifinire con grande cura e prodotti naturali. Approfondimento dettagliato per costruire una pipa

Costruire una pipa è un’operazione affascinante, il cui risultato finale può dare molta soddisfazione anche se è inutile ricordare che…fumare la pipa fa male!

Storia della pipa

Sono numerosissimi i popoli che, fin dall’antichità, hanno fatto e fanno tuttora uso della pipa. Il tipo più primitivo, documentato in Africa centrale e detto a fornello a terra, obbligava il fumatore a stare sdraiato bocconi per aspirare, da uno dei due fori d’apertura di un fornello ricavato direttamente nel terreno, il fumo dell’erba che bruciava all’estremità opposta. La pipa a cornetto, fumata spesso anche da più persone, è nata in Nuova Guinea. Degne di nota sono le pipe ad acqua, quali il narghilé musulmano, il cibuk dei Turchi ottomani e il cilim del Turkestan. I popoli di Cina, Giappone e Asia centrale fumano, sia oppio sia tabacco, in pipe minuscole che permettono solo due-tre boccate. Molto famosa è infine la pipa sacra, o calumet, delle tribù amerindie del Nord-Ovest. Per costruire una pipa si usano un’incredibile varietà di materiali: argilla, gesso, schiuma di mare, porcellana, tutolo di granoturco, legno e particolarmente radica, radica di erica per l’esattezza. Il legno per pipe più utilizzato sono, il ciliegio, il bosso, l’ebano, la radica; inoltre dalle corna di bufalo e dall’avorio. Per costruire una pipa di maggior lusso si utilizzano l’ambra o la schiuma di mare (minerale che presenta una porosità e una leggerezza simile all’osso di seppia). In Italia la pipa ha iniziato ad essere prodotta verso l’inizio del XVII secolo, soprattutto in Lombardia, Toscana e Marche, anche grazie alla radica presente nella macchia mediterranea.

La radica
Il termine “radica”, che in senso generale indica il legno di radice e più particolarmente quello delle piante arbustacee, tra gli intenditori di pipe viene utilizzato in riferimento al “ciocco” dell’erica arborea, ossia a quell’ingrossamento sferico che si forma nelle ceppaie d’erica all’altezza del colletto (nel punto d’incontro, cioè, tra la parte legnosa aerea e la radice), e che viene usato, appunto, nella fabbricazione dei fornelli delle pipe. Appena tagliata, la radica d’erica arborea ha colore bruno-rossastro, dopo lunga esposizione all’aria diventa d’un rosso bruno più carico e in seguito alla bollitura assume la sua tinta calda tanto apprezzata, tendente al giallo-bruno. Va bollita una dozzina di ore e tagliata ancora umida per evitare che, lavorandola, si crepi. La radica italiana più pregiata è quella di Terracina. La radica di erica arborea è particolarmente indicata per i fornelli o camini delle pipe grazie al suo alto contenuto di silice, che la pianta assorbe dalla sabbia del terreno: in sostanza, la radica d’erica arborea è legno misto a sabbia silicea e perciò stesso molto valida esteticamente (la fiammatura è creata anche dai depositi silicei) e ben poco infiammabile (cosa che evita di fumare, assieme al tabacco, anche un poco di legno).

Sgrossatura della radica

radica erica arborea

  1. dopo aver “letto” il legno, il pezzo di radica va tagliato in due e poi ridotto, sempre con la circolare, a una specie di poliedro avente le misure massime della pipa da ricavare.
  2. le misure dei fori e della relativa posizione vanno rilevate e marcate accuratamente con l’ausilio del calibro e di una matita.
  3. prima di tutto si praticano i fori del camino e del cannello e si sgrossa il cannello tenendo la radica morsettata sotto il trapano a colonna.

Levigatura della pipa

Per costruire una pipa ogni pezzo viene levigato per individuare le vene, le “fiammature”, e poi tagliato a forma, appunto, di pipa, diritta, piegata, alla Holmes ecc, facendo in modo che la forma dello sbozzato segua al meglio possibile le venature. Con la raspa prima, la lima e la levigatrice poi, lo sbozzato acquista la forma definitiva e viene forato per creare il fornello nella parte più grossa ed il canale del fumo in quella più sottile, la cui lunghezza varia secondo i modelli di pipa. La pipa, per semplice che possa apparire, è una cosa in cui si brucia, ad una temperatura che supera i 400°C, il tabacco il cui fumo deve poi attraversare la massa compressa delle foglie, il cannello ed il bocch0,ino e raggiungere la bocca del fumatore ad una temperatura ottimale. Per costruire una pipa fai da te tutto questo richiede un attento studio dei rapporti fra le dimensioni del fornello, il diametro e la lunghezza del tubo del fumo e le dimensioni del bocchino.

Come costruire una pipa fai da te

costruzione del fornello di una pipa

levigatura della pipa

  1. con una rondella larga, una grembiulina che abbia il foro interno uguale a quello del fornello, si traccia il contorno esterno, esattamente concentrico al foro del fornello.
  2. si sgrossa il corpo della pipa, e in particolare il camino, guidando delicatamente la radica contro la lama di una sega a nastro.
  3. la sgorbia è uno strumento indispensabile per rifinire la superficie del blocco di radica sbozzato con la raspa che lascerebbe il legno troppo poroso e soggetto a sporcarsi facilmente.
  4. affinché la pipa non sfugga dalle dita mentre se ne rifinisce la forma con utensili manuali (lavorando talora anche piuttosto vigorosamente data la tenacia della radica) è necessario fissarla saldamente, senza però bloccarla, tra le ganasce della morsa.
  5. La soluzione più adatta è quella di utilizzare il foro del camino o del fornello inserendovi una specie di tassello a espansione che, dilatandosi, tenga la pipa ben salda e che venga bloccato alla morsa tramite un “codolo”, lungo abbastanza perché la morsa stessa non intralci le mani nel lavoro.
  6. la rifinitura richiede l’uso di più raspe di sezioni diverse e con dentatura dapprima più grossa, poi più fine, e va completata con un’accurata passata di carta vetrata o tela smeriglio, appositamente tagliata in lunghe strisce sottili.

Lucidatura della pipa con cera carnauba

Uno degli ultimi passaggi per costruire una pipa è la lucidatura, che va effettuata con passaggi successivi con carta e pasta abrasive usate con oli, che hanno lo scopo sia di valorizzare le venature della radica sia di difenderla dall’azione aggressiva del fumo di tabacco all’interno e del sudore delle mani all’esterno. Per motivi funzionali, estetici ed ecologici, è meglio non utilizzare né vernici, né coloranti, né stucchi, ma limitarsi ad una lucidatura a cera carnauba, che dopo due o tre fumate sparisce per lasciare posto alla naturale lucidatura prodotta dalla mano che regge la pipa. Il legno resta poros
o, traspira ed è libero di dilatarsi col calore del tabacco che brucia. Dopo aver steso sulla pipa uno strato sottile ed omogeneo di cera carnauba, la si tira a lucido con trapano e platorello rivestito di feltro o tela.

lucidatura della pipa con cera carnauba

  1. carta abrasiva ed olio di gomito, uniti ad una certa grazia, danno al fornello la forma desiderata che deve raccordarsi con linee morbide al cannello; la pipa dev’essere piacevole da vedere e da tenere in mano.
  2. in mancanza degli oli impregnanti la cui ricetta è un geloso segreto dei mastri pipai, una buona rifinitura si può dare con una passata di cera vergine poi lustrata con panno di lana.
  3. il bordo del fornello dev’essere piatto e liscio per facilitare l’introduzione e la cura del tabacco; un pezzo di carta vetrata steso su un blocchetto aiuta nell’operazione.

Il bocchino della pipa

L’adattamento fra bocchino e pipa è una delle operazioni più delicate in quanto dove garantire la massima ermeticità assieme alla facilità di smontaggio. I bocchini pressofusi d’ebanite (prodotto naturale isolante, di colore scuro come l’ebano, ottenuto dalla vulcanizzazione del caucciù con lo zolfo) sono venduti grezzi. Si tornisce la spina, ossia l’elemento di raccordo con la radica, che si prolunga nel cannello, si leviga la parte esterna e talvolta si può tentare di creare bocchini di forma particolare. Tutti i bocchini hanno foro interno da tre millimetri, onde permetterne una facile pulizia con un sol colpo di scovolino (che ha sempre diametro tre millimetri). La fede, ossia quella rondella o anellino che riunisce il raccordo fra bocchino e cannello, opportunamente lucidata con tela abrasiva finissima, è quasi sempre d’argento o di bronzo. Costruire una pipa in definitiva non è operazione semplice, ma è sicuramente “intrigante”: dopo iniziali insuccessi, piano piano si acquisisce quell’abilità che porta alla realizzazione di piccoli capolavori! Provare per credere! In commercio esiste anche un tipo di pipa elettronica… ma non è sicuramente questo l’articolo giusto per parlarne!

Produttori di pipe

Ecco qui una serie di produttori di pipe artigianali d’eccellenza, italiani e stranieri: (cliccare sul link diretto per visitare il sito):

Qui un’interessante articolo per imparare a fumare la pipa ed evitare errori

Tabacchi da pipa

Il mondo dei tabacchi per pipa è vastissimo, non basterebbe un libro di 100 pagine per raccontarne solo che una parte. Possiamo solo indicarvi un sito che tratta l’argomento approfonditamente: trinciati per pipa

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