Strumenti musicali

Come costruire un mandolino utilizzando una zucca

0
costruire un mandolino
 

Allo stesso modo dei musicisti più raffinati per i quali ha costruito tanti strumenti musicali, Mario Brachero ha voluto costruire un mandolino particolare

I liutai sono una categoria di artigiani che non solo costruisce oggetti artistici, ma dà anche loro una voce e un’anima. Infatti, solo con anni di esperienza alle spalle si può costruire un mandolino davvero sonoro. Mario Brachero si è potuto dedicare a tempo pieno a questa attività solo dopo essere andato in pensione, approfondendo la conoscenza della materia seguendo anche corsi di liuteria a Cremona.

Ha costruito strumenti a corda e ad arco per più di 20 anni e tra le sue numerose realizzazioni c’è anche un originalissimo mandolino la cui cassa armonica è stata ottenuta, anziché da molte sottili doghe, da un solo pezzo. Anche se la forma è quella tradizionalmente tondeggiante, il materiale di cui è fatta non è legno, ma la scorza di una zucca, conosciuta come zucca-bottiglia, che una volta secca diventa eccezionalmente dura e rigida.

Le qualità sonore dello strumento derivano in gran parte dalla tavola armonica, quella su cui appoggiano, tramite il ponticello mobile, le otto corde del mandolino; si tratta di abete rosso di alta qualità, proveniente dalla val di Fiemme, levigato e assottigliato con pazienza, fino ad ottenere la bombatura e il giusto spessore, e rinforzato con una serie di catene, cioè sottili strisce di abete incollate sotto la tavola armonica.

Scegliere la zucca

zucca bottiglia Lagenaria Siceraria

  1.  La zucca scelta per diventare la cassa armonica del mandolino è una zucca-bottiglia (Lagenaria Siceraria) dalle forme perfettamente simmetriche. Diffusa in tutto il mondo e un tempo comunissima nelle nostre campagne, veniva essiccata a lungo e poi usata come contenitore di liquidi o come utensile.
  2. La superficie della zucca viene levigata a lungo con carta abrasiva avvolta su un tampone di legno fino ad ottenere una superficie liscia e senza difetti.
  3. La zucca viene divisa in due con un seghetto per metalli. La polpa si è trasformata in una parete legnosa spessa pochi millimetri, ma estremamente robusta. I semi e i residui fibrosi che restano all’interno si eliminano con facilità raschiando la parete interna con un coltello.

La cassa di risonanza del mandolino

cassa di risonanza mandolino

  1. Una volta ripulita e levigata anche la parte interna, si incollano due tasselli di legno (zocchetti) ai capi opposti della mezza zucca. Gli zocchetti vengono arrotondati ed aggiustati a lungo finché non aderiscono perfettamente alla curvatura della cassa di risonanza. Questi elementi servono per l’ancoraggio delle corde e per l’appoggio del manico.
  2. Partendo da listelli grezzi si scolpiscono e si aggiustano sulla levigatrice a tamburo i particolari interni: le catene, cioè i listelli che si incollano sotto la tavola armonica per renderla più rigida e sonora, e le controfasce, che sono una serie di blocchetti incollati lungo il margine della zucca per irrobustirla.
  3. Usando la colla vinilica e una serie di strettoi a molla si incollano i blocchetti della controfascia all’interno della mezza zucca. Ciascuno è stato rastremato fino ad avere una sezione trapezoidale. Questo per avere una miglior aderenza tra i pezzi.
  4. Da una tavola di noce si ricava il manico tracciando la mezzeria per ottenere una forma perfettamente simmetrica. Con la sega a telaio si dà forma alla paletta, alla rastrematura e agli incastri che servono per raccordare il dorso con il collo della zucca.
  5. Con la pialla si rifinisce il manico fino ad ottenere un piano allineato con la paletta. Il manico viene rifinito con una tavoletta di legno duro, palissandro in questo caso, su cui sono incastrati i tasti fatti con sottili strisce di ottone.

Tavola armonica americana

tavola armonica americana

 

  1. La tavola armonica si ricava da una tavola di abete rosso molto stagionato, tagliata a metà e reincollata lungo la costa in modo che le fibre risultino simmetriche. Con la matita si scontorna la tavola usando la zucca come dima.
  2. Nel frattempo si incolla il manico, con la solita colla vinilica, nell’incavo del collo della zucca usando un morsetto a vite. Il manico deve incastrarsi nel cavo dello zocchetto anteriore in modo da formare un tutt’uno con la cassa armonica e resistere alla tensione delle otto corde.
  3. Aiutandosi con una dima, costruita appositamente per le meccaniche a quattro piroli, si segnano le posizioni dei fori nella paletta rispettando con precisione la mezzeria già tracciata sul legno del manico.
  4. Nella paletta sono praticati otto fori, quattro per lato e a distanza fissa, entro cui si alloggiano le meccaniche dei piroli su cui si fissano le corde.
  5. Con il seghetto da traforo si ritaglia la tavola armonica e si praticano le due buche a “f”necessarie per la propagazione del suono. A differenza del mandolino napoletano, che ha una buca ovale, il nostro si ispira ai modelli sviluppati all’inizio del ‘900 da Gibson e Loar, con la tavola armonica più simile a quella di un violino.
  6. Tutta la cassa viene spianata e levigata accuratamente insieme alla parte terminale del manico in modo da allineare la tavola armonica con l’impugnatura. Al termine si fissa la tavola armonica con altra colla.

Tastiera e piroli

tastiera e piroli

  1. Le meccaniche con quattro piroli vengono inserite nei fori preparati sulla paletta e ancorate con cinque piccole viti per lato.
  2. La tastiera di palissandro, tagliata sulla misura del manico, deve essere tracciata con estrema precisione, dato che dalla posizione dei tasti dipende la precisione nell’accordatura. Usando un seghetto si incidono, perfettamente perpendicolari all’asse della tastiera, nonché tutti della medesima profondità, i 17 intagli entro cui si incollano altrettante listine di ottone.
  3. Si incolla la tastiera di palissandro sul manico e parzialmente sulla tavola armonica misurando con precisione la distanza tra il capotasto, posto all’estremità della tastiera, e il ponticello sulla tavola armonica, che deve risultare il doppio della distanza tra il capotasto e il dodicesimo tasto. Ogni scanalatura viene riempita con adesivo a contatto usando una sottile lama.
  4. In precedenza sono stati tagliati da una striscia di ottone di sezione opportuna, una serie di tasti di lunghezza decrescente, adatta alla larghezza della tastiera nel punto in cui vanno. U
    na dopo l’altra vengono affondati nelle cavità ed incollati allineando con precisione le estremità alla tastiera.
  5. Col martello si assestano i tasti nelle rispettive scanalature controllando con un righello metallico che tutti risultino sul medesimo piano. Questo allineamento è molto importante per garantire la loro distanza progressiva delle corde, fondamentale quando vengono premute suonando lo strumento. Importante è anche la levigatura delle estremità dei tasti di ottone, che non devono sporgere lateralmente, ma assecondare perfettamente la smussatura della tastiera.
  6. Il tocco finale è rappresentato dalla verniciatura: il metodo classico usato in liuteria prevede alcune mani di colla animale a caldo molto diluita con la quale si ottiene uno strato turapori trasparente. In seguito si stendono molte mani, anche una decina, di resina (composta da miscele “segrete” di coppale, gommalacca, sandracca e vari coformulanti che ciascun liutaio conserva gelosamente) disciolta in olio di lino o alcool etilico puro. I coloranti sono aggiunti solo negli strati più esterni. Gli strumenti moderni invece sono verniciati con resine poliuretaniche molto più rapide nell’essiccamento e più resistenti ai graffi e alle abrasioni.

Consigli per l’acquisto di un mandolino con cui iniziare a suonare

Vedi anche

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *