Dalla redazione

Cabanon in legno dal pioniere del cemento armato

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Editoriale tratto da Rifare Casa n.40 di Luglio-Agosto 2015

Autore: Nicla de Carolis

“Mi trovo così bene nel mio cabanon che sicuramente terminerò la mia vita qui”. Così diceva profeticamente (annegò in seguito ad una crisi cardiaca nell’agosto 1965 nel mare che vedeva dalla sua casetta) uno dei padri dell’urbanistica moderna e dell’architettura del ‘900, Charles-Edouard Jeanneret-Gris, architetto più noto con lo pseudonimo Le Corbusier. In questa capanna in legno (il suo “castello sulla Costa Azzurra”), che progettò in tre quarti d’ora e fece costruire sulla ripida collina di Cap Martin tra Mentone e Monaco a pochi passi dal mare, Le Corbusier ha creato uno spazio finito e autonomo di 336 x 336 x 226 cm in legno di pino per l’esterno e di quercia all’interno, compensato per le pareti e noce per il tavolo. Qui nulla è stato lasciato al caso e sono state previste tutte le esigenze (non c’era la cucina perché Le Corbusier preferiva andare a mangiare nella vicina trattoria Etoile de la mer), pur in dimensioni così ridotte: il letto diventa un armadio, il supporto del lavandino crea un elemento di separazione, la parete si trasforma in un tavolo e in mensole, il soffitto diventa un ripostiglio. La casetta fu prefabbricata in Corsica, trasportata via nave e treno a Cap Martin, e completata nell’agosto del 1952. Risultato della ricerca di una cellula minima, le Cabanon, è diventata un’icona dell’architettura moderna ma la cosa che fa pensare è il fatto che Le Corbusier abbia voluto costruirla in legno, lui che fu pioniere nell’uso del calcestruzzo armato: “Il cemento armato rende libero l’architetto… la stessa pianta libera è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti che “schiavizzavano” la pianta dell’edificio e permettono all’architetto di costruire l’abitazione in tutta libertà, potendo disporre le pareti a piacimento”. Nonostante questa sua teoria che è stata, nel bene e nel male, un caposaldo della sua progettazione, se Le Corbusier fosse ancora vivo, visto l’amore che sul finire della vita aveva manifestato per questo cabanon, sicuramente sarebbe stato un sostenitore delle tecniche costruttive di oggi, realizzate con il legno. Tecniche che strutturalmente, da un punto di vista energetico, di tipologia architettonica e di rapidità di esecuzione non hanno proprio nulla da invidiare alle costruzioni tradizionali. Nello speciale di questo numero potrete apprezzare tutti i vantaggi che offre questo materiale antico, ma innovativo, semplice, completo di tutte le caratteristiche necessarie per edificare al top.

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