Pensiero far da sé

La vera fortuna? Uno spazio verde

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Tratto da “In Giardino n.69 – Maggio-Giugno 2020″

Autore: Nicla de Carolis

La giornata parte bene se trovi un’email con la foto di un rigoglioso cespuglio di rose in cui si schiudono le prime fioriture; sì perché, quando le negatività sono tante, la bellezza e la potenza della natura che si risveglia riesce a darci la carica. Quindi, in maniera particolare in questo periodo di forzata “reclusione”, avere uno spazio all’aperto in cui poter mettere anche solo dei vasi con fiori o anche ortaggi e godere del piacevole stupore procurato dai miracoli della natura è una vera medicina per il nostro spirito.

Fortunati quelli che hanno un orto, anche se un po’ più lontano da casa, perché già dal mese di aprile hanno potuto muoversi per raggiungerlo e prendersene cura, potevano andare a comprare nei vivai concimi, piantine e quanto ogni anno è necessario e fare del salutare movimento zappando, sistemando il terriccio seminando, irrigando, raccogliendo, un vero toccasana sempre. In questo periodo si capisce anche quanto sarebbe stato utile essere autosufficienti per verdura e magari uova, l’esperienza della coda fuori dai supermercati per fare la spesa è sicuramente traumatica, ricorda le immagini viste in TV delle file per prendere i viveri durante la guerra. Il privilegio di avere un’abitazione con spazio all’aperto, che ha consentito di vivere meglio lo stare a casa, porta a una considerazione circa il reale valore dei beni materiali: l’esempio più lampante è il prezzo di un appartamento a Milano, che, seppur piccolo e invivibile dovendo starci tutto il giorno, è il doppio di un immobile molto più grande con un po’ di verde fuori dalla città. In questo eccezionale momento di vuoto e di riflessione, ci rendiamo conto che l’unico termine di misura non può essere il denaro e viene fuori quello che realmente può farci star bene. Non siamo nati per vivere al chiuso, in uffici, a volte male odoranti, ricchi di sostanze inquinanti oltre che di batteri o in angusti monolocali e i boschi verticali proposti da archistar, soluzioni peraltro solo per ricchi, sono a mio avviso piuttosto discutibili.

Gli esperti dicono che stare a contatto con la natura dà calma e serenità, regola il battito cardiaco, attenua l’aggressività, stimola la capacità cognitiva, alza le difese immunitarie, rappresenta una sorta di rinnovamento dell’energia. Inoltre, ma voi lo sapete bene, il piacevole impegno di curare un giardino o l’orto è uno stimolo a combattere la dipendenza dalla pigrizia insita nei ritmi della vita di oggi. Cosa si può desiderare di più soprattutto di questi tempi?

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