Pavimentazione esterna

Come posare la pietra naturale

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pietra naturale
 

Tre condizioni di posa della pietra naturale che riguardano uno stesso contesto, ma che seguono criteri differenti in base alla posizione e alla destinazione d’uso: un marciapiede lungo il perimetro dell’abitazione, un’area pedonabile tra l’erba e una zona per la sosta delle automobili

La pietra naturale è da sempre il materiale più apprezzato nei rivestimenti esterni per la sua durevolezza, per la bellezza delle colorazioni che assume in base ai siti di provenienza, per la spontaneità che la caratterizza

Specialmente in un contesto paesaggistico come quello in cui si trova la villetta in questione la pietra naturale si integra perfettamente con l’ambiente e la sua versatilità permette di impiegarla in varie situazioni, variandone le modalità di posa e i formati.

In questo caso si punta principalmente sull’irregolarità delle forme in ogni pavimentazione in pietra naturale, ciascuna realizzata in modo diverso in base ai requisiti richiesti per realizzare un vialetto in pietra o un marciapiede in pietra

Le beole

Per il marciapiede perimetrale, si utilizzano beole di media dimensione; i tratti laterali, essendo il terreno in leggero declivio, sono suddivisi in  pietra naturale a gradoni per ridurre la pendenza, mentre il tratto frontale si sviluppa in piano. Il contatto diretto con la costruzione impone l’ottenimento di una superficie compatta per evitare possibili risalite di umidità, causate da eventuali ristagni in caso di pioggia, oltre a facilitare la pulizia del camminamento.

Le beole vengono posate su un sottofondo di sabbia e cemento; il pavimento è rifinito in una seconda fase dopo la necessaria stagionatura. Se la zona è soggetta a forte insolazione, tra la prima e la seconda fase occorre bagnare la superficie per limitare la possibilità di crepe della pietra naturale causate dal repentino ritiro, senza eccedere con la quantità d’acqua per non dilavare il cemento ancora fresco.

I grandi lastroni

I grandi lastroni in pietra naturale posati nello spazio antistante e lungo il declivio che conduce all’abitazione hanno anche una funzione di consolidamento dell’area calpestabile, per evitare che il terreno diventi fangoso in caso di forti piogge. Occorre pertanto regolarizzarlo e compattarlo prima di procedere alla stesura del letto di sabbia di fiume, sul quale vanno poi posate le lastre in pietra naturale con una fugatura piuttosto ampia.

Come far crescere l’erba

La crescita erbosa tra le lastre contribuisce a mantenere un aspetto coerente con il prato circostante, senza una linea di confine definita tra questo e il tratto pedonabile. In fondo al declivio, spostata lateralmente, viene realizzata una terza pavimentazione, sempre a secco, ma più compatta e chiusa tra cordoli di calcestruzzo per risultare carrabile senza cedimenti.

Quale terreno?

Il terreno digradante impone di conferire alle superfici (anche al tratto pedonabile) una pendenza laterale che deve condurre a canali di superficie per lo scolo delle acque, realizzati allo scopo. Rimanendo in vista, anche i canali sono rifiniti con frammenti delle stesse pietre, legati con cemento e regolarizzati.

Posare la pietra naturale sul fresco

posa su fresco

  1.  L’area da pavimentare in pietra naturale va delimitata, sui lati aperti, con tavole di legno a formare una cassaforma. Lo strato di allettamento (sabbia di fiume, cemento e acqua) dev’essere consistente, in quanto le beole non vanno “posate”, ma letteralmente annegate nell’impasto per circa 2/3 del loro spessore.
  2. Trattandosi di un camminamento ridossato ai muri perimetrali, più che la planarità, va verificata la costanza della pendenza in allontanamento dai muri, per lo smaltimento delle piogge.
  3. Le pietre si posano e si premono nell’impasto, battendole con un mazzuolo di gomma per assestarle.
  4. Completata la posa bisogna attendere l’asciugatura prima di calpestare la superficie e procedere con il riempimento delle fughe che rifinisce il lavoro.
  5. Per il riempimento si utilizza un impasto di cemento, sabbia fine e acqua che abbia una consistenza piuttosto cremosa, ripulendo le pietre finché è ancora fresco.

Posa a secco della pietra naturale

posa a secco

  1. Le grandi lastre di pietra naturale ottenute a spacco direttamente in cava hanno uno spessore di circa 4-5 cm, si presentano piuttosto piane, ma lievemente irregolari. Forma e dimensioni sono molto variabili, il colore grigio-azzurro è quello tipico della pietra.
  2. Lo strato di allettamento, piuttosto consistente, qui è costituito soltanto da sabbia di fiume, in quanto è previsto il riempimento delle fughe con terriccio e semi per favorire la crescita erbosa.
  3. In alternativa la sabbia potrebbe essere miscelata con cemento senza aggiunta di acqua, che verrebbe fornita a posteriori dalle prime piogge, consolidando la superficie.
  4.  Quando occorre adattare la dimensione di una lastra allo spazio disponibile, specialmente lungo il perimetro della pavimentazione, lo si può fare colpendo la superficie con una mazza pesante, ottenendo bordi naturalmente irregolari.
  5. Qualora, invece, fosse necessario ottenere una forma più precisa, conviene realizzare una traccia incidendo la superficie con uno scalpello a lama larga, su entrambe le facce, e completare poi la rottura lungo la linea a colpi mirati di mazza.
  6. Ogni lastra va posata su uno strato di sabbia un poco più spesso del necessario e battuta con il manico della mazza per affondarla e portarla a livello delle altre, eventualmente sollevandola per aggiungere o togliere sabbia di volta in volta; la planarità complessiva si verifica con frequenza, in ogni direzione, utilizzando una lunga staggia.
  7. Prima della posa definitiva si dispongono più lastre affiancate per verificare che la combinazione tra esse lasci fughe abbastanza regolari: una martellina aiuta a sbeccare i bordi che risultano troppo ravvicinati.
  8. Man mano che la posa avanza si fa penetrare la sabbia tra le fughe con una scopa per livellarle, mantenendosi scarsi, ove fosse necessario, per aggiungere il terriccio preseminato.

Cordoli di confine e canali di scolo

canale di scolo in pietra

  1. A differenza dello spazio antistante la casa, a transito esclusivamente pedonale, questa parte decentrata della pavimentazione è destinata alla sosta delle auto: pur essendo posata a secco necessita di essere racchiusa tra cordoli che mantengano la stabilità dell’area pavimentata. Inoltre, essendo in pendenza e ai piedi del tratto pedonabile, dev’essere predisposto un ampio canale di raccolta e smaltimento delle piogge.
  2. I cordoli di calcestruzzo vanno posati all’interno di uno scavo sul quale viene predisposto un letto di cemento, distanziato dalle lastre quanto basta a mantenere una fuga regolare; bisogna mantenere una sporgenza costante in altezza lungo tutta la pavimentazione, realizzando una sorta di bacino.
  3. A valle occorre predisporre un canale piuttosto ampio, ma con una depressione contenuta per consentire il passaggio delle auto: con l’aiuto di una lenza si traccia il solco prima di completare la parte più bassa di pavimentazione.
  4. Con frammenti di lastre adattati allo scopo si completano il fondo e le sponde del canale, legando le pietre con cemento e cercando di ottenere un percorso senza ostacoli o possibili ristagni. Si completa poi l’ultimo tratto di pavimentazione.

Utilizzando la pietra naturale possiamo quindi realizzare diverse tipologie di pavimentazione. In passato ne abbiamo già illustrata qualcuna, ad esempio:

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