Costruire tavoli

Banco bar fai da te con spillatore | Guida alla realizzazione

0
banco bar fai da te
Banco bar fai da te
 

Un banco bar fai da te con tanto di kit per la spillatura della birra

Di linea essenziale, questo banco bar fai da te si presenta come una vetrinetta a tre corpi ed è studiato per trasformarsi, nel giro di pochi secondi, in una penisola attorno alla quale accogliere parenti ed amici per un brindisi o per un aperitivo a base di noccioline e salatini.

Mentre la parte fissa viene descritta in ogni suo particolare, per quella mobile, centrale, ci limitiamo a descriverne la struttura, lasciando ai lettori di stabilire come attrezzarla (ripiani, divisioni verticali, cassetti per sfruttarla in modo pratico).

La parte fissa è costituita da due vetrinette larghe e profonde poco più di 35 centimetri (le misure esposte nell’elenco dei materiali sono solo indicative e dipendono dall’eventuale spazio disponibile sulla parete), collegate a tergo da un robusto schienale e superiormente da un ripiano che regge un pannello a ribalta.

Lo schienale è avvitato dentro una battuta aperta nello spessore delle pareti esterne delle vetrine; il ripiano, chiuso fra le loro pareti interne, si fissa con quattro giunzioni ad angolo. Il pannello a ribalta è articolato su quello fisso con cerniere a biscotto.


Dentro le vetrine sono montati faretti alogeni a bassa tensione i cui trasformatori trovano posto sotto il ripiano di base. Tenendo conto di quanto detto in precedenza, questa parte è un semplice cassone montato su rotelle e munito di uno sportello anteriore. Le due pareti sono collegate in basso da due ripiani di truciolare bilaminato e in alto da due traverse.

Il mobile è tutto giocato sul contrasto fra il bianco delle pareti ed il color legno del tetto, degli zoccolini e dei listelli, rifilature delle tavole di lamellare utilizzate per gli altri pezzi, che coprono i bordi a vista. Il mobile, oltre alla precisione dei tagli a squadra, richiede alcuni tagli bisellati, la smussatura delle bordature e mezza dozzina di tagli curvi.


Per completare l’angolo bar, è possibile installare un kit per la spillatura all’interno di un frigorifero, modificato adeguatamente. Si tratta di praticare il foro sul top del frigorifero per installare l’erogatore e a questo proposito occorre verificare che non corrano serpentine nella parte superiore ad impedire la foratura.

Il resto del lavoro non è complicato, in quanto si trovano senza difficoltà gli accessori per realizzare un impianto di spillatura. Si tratta di scegliere marca e tipo di birra e, in base all’attacco sul fusto utilizzato dalla casa produttice, scegliere di conseguenza lo spillatore appropriato.

Il frigorifero va rivestito con gli stessi pannelli utilizzati per gli altri mobili, garantendo l’aerazione nella parte superiore come illustrato nel precedente servizio. Sul top va prevista una vaschetta per la raccolta della schiuma eventualmente fuoriuscita durante la spillatura; questa deve essere rimovibile per la pulizia e avere un coperchio traforato come base d’appoggio.

Il materiale ideale allo scopo è l’acciaio inox, ma anche l’alluminio può andar bene, l’importante è che non ci possano essere fenomeni di ossidazione. La saldatura di questi materiali è piuttosto difficoltosa, pertanto per sigillare le giunzioni si può utilizzare uno stucco metallico; occorre poi uno spessore di 0,8-1 mm per evitare che il coperchio ceda sotto il peso dei boccali o, quantomeno, realizzare un paio di nervature di rinforzo nella parte centrale.

L’erogatore può essere scelto tra i vari modelli disponibili a giraffa, a colonnina o a cobra e l’anidride carbonica utilizzata dev’essere per uso alimentare.

Di seguito la guida illustrata su come costruire un bancone bar fai da te.

Banco bar fai da te – Realizzazione illustrata

Il mobile

Occorrente:

  • Per le vetrine (misure in mm): Truciolare bilaminato da 19: 2 pareti interne 1085×382; 2 esterne 965×400; 2 tetti e 2 basi 361×363; 1 retro 1434×1085. Lamellare da 18: 2 zoccolini frontali 390×120; 2 laterali 370×120; 2 tetti 500×550; 2 bordature anteriori 500×14; 2 laterali 45×400. Listello sezione 30×30: 2 attacchi zoccolino da 370; 2 da 350. Mezzo cristallo o vetro armato da 6: 2 antine 922×354; 6 ripiani 360×350. 4 cerniere per antine di vetro; 2 pomelli; 4 giunzioni a squadra; 4 faretti alogeni ad incasso con trasformatori; interruttori e cavi
  • Per la parte centrale (misure in mm): Truciolare bilaminato da 19: 2 pareti 1055×582; tetto e base 605×582; 1 porta 1015×636. Lamellare da 18: 1 frontalino anteriore 643 x38; 1 posteriore alto 643×100; 1 basso 605×195; 1 ripiano superiore 647×670. Lamellare da 27: 1 piano mobile 647×670. 2 rotelle fisse; 2 rotelle piroettanti (attacchi a piastra); 2 cerniere a biscotto; 2 cerniere a libro; 2 impugnature per il piano mobile; 1 pomello per la porta. Bordo legno termoadesivo largo 22; tasselli piatti; colla vinilica; colla per vetro; viti (a numero e misura); bordature sezione 18×19 ricavate dagli scarti di taglio delle tavole di lamellare
  • Eventuali, secondo l’uso della parte mobile (misure in mm): 1 fondo di masonite laccata 1035x 656; 2 o più ripiani lamellare o multistrato 18x605x582 con reggipiano; 3 griglie di aerazione di circa 80×500
listelli

I listelli che coprono i bordi a vista delle pareti sono semplicemente incollati e tenuti in sede con nastri adesivi o strettoi di lunghezza opportuna.

I bordi dei ripiani interni, dei tetti e delle basi, invece, si rivestono con nastro termoadesivo bianco. Per garantire una perfetta adesione, il truciolare va accuratamente levigato con carta 120 montata su un listello che garantisca la planarità e la squadratura.

Per il montaggio dei ripiani di mezzo cristallo occorre aprire nelle facce interne delle pareti contrapposte le file di fori per i reggipiano. In mancanza dello specifico attrezzo con interasse di 32 mm si possono usare o una striscia di masonite forata (per pannello portattrezzi o simili) o una larga cerniera a nastro.

I listelli di bordatura delle pareti vengono smussati, sui lati interni, con una fresa a 45° o a mezzo toro, sia per estetica sia per facilitare il movimento delle ante di vetro.

Una delle due pareti esterne anteriormente bordata dal listello smussato. Il lato opposto è aperto dalla battuta in cui incastrare il fondo. Sulla parete, già aperta dalle scanalature per i tasselli piatti, è poggiato uno dei due tetti da incastrare ed incollare.

Il ripiano centrale che unisce le due vetrinette vi si fissa con attacchi a squadra di tipo smontabile disponibili in molti modelli (qui un tipo ad incasso con foro da 35 mm).

Montati, con i tasselli piatti e la colla, il tetto e la base fra le pareti si mette il mobile in pressa fino alla completa presa della colla.

Nell’angolo inferiore ed anteriore delle pareti interne va aperto uno scarico di 56×120 mm per l’alloggiamento dello zoccolino.

Gli zoccolini che chiudono frontalmente ed esternamente la base delle vetrine si fissano con listelli (o piastrine metalliche o altro) sotto le loro basi. Lo zoccolino rientra frontalmente di 28 e lateralmente di 18 mm. Chiaramente visibili la battuta di incastro del retro e le file di fori per i reggi-piano.

Sulle due vetrinette abbiamo un piano col bordo anteriore sagomato con una curva; questa porta la larghezza da 550 mm sul lato interno a 405 mm su quello esterno e si pareggia col ripiano a ribalta incernierato a quello di unione.

Sotto il piano si incollano due cornici di identica sagoma e di identico spessore, larghe 45 mm (curva quella frontale, diritta quella laterale) che, a mobile chiuso, si allineano col piano fisso di unione.

Il piano a ribalta si articola a quello fisso con una coppia di cerniere a biscotto, chiamate anche “da macchina per cucire” incassate a filo piano per non creare spessore a ribalta chiusa. Queste cerniere hanno un minimo impatto visivo.

Sotto il ripiano inferiore della parte mobile si avvitano quattro rotelle con attacco a piastra, piroettanti quelle anteriori (curare che girando non tocchino l’interno delle pareti), fisse quelle posteriori. Occorrono viti Ø 3,5×16 mm.

L’illuminazione interna mette in risalto la cristalleria o le ceramiche presenti dentro le vetrine.

L’illuminazione è costituita da due faretti alogeni a bassa tensione con il relativo cablaggio ed il trasformatore.

I faretti si incassano nel tetto in fori aperti con una sega a tazza (meglio se montata su un trapano a colonna o con una guida a tuffo). Dai fori parte una scanalatura per il passaggio dei cavi che poi vengono fissati a tergo dello schienale. Il trasformatore viene montato sotto la base di una delle due vetrine.

L’armadietto scorrevole può essere usato sia come cantinetta, usando portabottiglie, sia come alloggiamento per ospitare un frigorifero che tenga in fresco lattine e bottiglie per gli ospiti, o un fusto di birra da collegare alla spillatrice.

Banco bar fai da te

Banco bar fai da te

Attrezzare il frigo

Occorrente

Per attrezzare il banco bar fai da te con una spillatrice e birra sempre fresca servono:

  • fusto di birra in acciaio;
  • bombola per CO2 di tipo alimentare e relativo riduttore di pressione;
  • rubinetto per spillatura con innesti in base al tipo di fusto scelto;
  • tubo;
  • fascette;
  • raccordi;
  • dispenser completo di colonna, raccordi e tubo;
  • frigorifero di piccole dimensioni, sottobase, senza comparto congelatore;

Il frigorifero da utilizzare è del tipo sottobase, magari predisposto per l’incasso, da completare con il rivestimento esterno nello stesso stile utilizzato per gli altri componenti del mobile tuttofare. Per evitare complicazioni conviene sceglierne uno senza comparto congelatore.

Il dispenser va inserito nel foro praticato sul top interponendo una rondella e una guarnizione o-ring a corredo; in dotazione anche un’ampia rondella che, pressata da un dado filettato inserito da sotto, provvede ad un saldo bloccaggio dell’erogatore.

Tra i sistemi di aggancio più pratici per lo spillatore ci sono quello a scivolo (nella foto), a triangolo o a baionetta. Ad esso vanno collegati la bombola di anidride carbonica ed il dispenser. Quanto ai raccordi, devono essere idonei all’erogazione di bevande, tipo quelli John Guest ad innesto rapido.

Il taglio con la roditrice lascia i bordi privi di deformazioni su lamiere spesse fino ad 1 mm.

Bloccata lungo la linea di piegatura, si batte la lamiera interponendo un pezzo di scarto.

Con stucco metallico bicomponente si uniscono e sigillano i lembi nei quattro angoli.

Il coperchio di lamiera forata va tagliato e piegato in modo che si inserisca dentro alla base.

Vedi anche

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *