Manutenzione e riparazione

Come riparare la pompa sommersa per pozzo

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pompa ad immersione
 

Il malfunzionamento di una pompa sommersa per pozzo priva il giardino della fonte di irrigazione. Urge l’immediata riparazione

Una pompa sommersa per pozzo (detta anche pompa ad immersione o elettropompa) ha, malgrado le condizioni difficili in cui opera, una lunga durata e si rompe di rado. Quando accade, il grattacapo più fastidioso è l’estrazione di decine di metri di tubo dal pozzo per raggiungere la pompa sommersa per pozzo in avaria.

Poi il lavoro è tutto… in discesa. L’identificazione del problema passa per un primo smontaggio che permetta di raggiungere il blocco motore, contenuto nella carcassa di lamiera attraverso la quale passa il flusso d’acqua proveniente dalle numerose giranti.

Gli avvolgimenti sono sigillati in un cilindro chiuso in basso da una tenuta meccanica e in alto da un coperchio stagno dal quale emergono il cavo di alimentazione e quello del galleggiante. Dopo un primo controllo con il tester tra alimentazione e carcassa per verificare che gli avvolgimenti non siano a massa, si apre la cupola della pompa sommersa per pozzo nella quale sono contenuti i collegamenti agli avvolgimenti e il condensatore, responsabile in questo caso del malfunzionamento della pompa ad immersione.

Com’è fatta una pompa ad immersione

pompa sommersa per pozzo

Estrazione del motore

smopntaggio pompa ad immersione

  1. Per estrarre il motore bisogna prima togliere il filtro che si svita, ruotando a sinistra, con una chiave a perni.
  2. La grossa ghiera a settori è bloccata da una brugola che la espande contro la filettatura della carcassa.
  3. La ghiera, a passo sinistro, si allenta usando una chiave formata da una piastra sporgente e una chiave a nastro per bloccare la carcassa.
  4. Sotto la ghiera è presente un anello di centratura che sigilla lo spazio attraverso cui l’acqua fluisce verso il collettore superiore.
  5. Si estrae il pacco delle 5 giranti e il motore ad esse collegato. Occorre ricordare che la pompa è in bagno d’olio, risulta quindi necessario recuperarlo durante la fase di estrazione. Provvedere alla sostituzione completa dell’olio è operazione certamente utile: si deve utilizzare un comune olio motore HD 15 W-40.

Riparare la pompa sommersa per pozzo

aggiustare elettropompa

  1. La cupola a tenuta stagna che racchiude i collegamenti elettrici si apre allentando i dadi sui tre tiranti da 5 mm. Il cilindro metallico è la parete esterna del motore: non ha alettatura di raffreddamento dato che è lambita dal flusso d’acqua in risalita.
  2. Ecco identificato il guasto: il condensatore del motore monofase è esploso interrompendo il circuito. L’interno del motore risulta asciutto per cui non è il caso di smontare la tenuta meccanica sul lato opposto. Non è necessario svitare i passacavi del galleggiante e dell’alimentazione perché la lunghezza dei conduttori all’interno è sufficiente per separare le due parti.
  3. Il condensatore da 25 mF (microfarad), è di forma particolare, corto e largo, reperibile presso negozi di elettronica. Da scegliere quelli di classe A che garantiscono una durata maggiore. Nel nostro caso è stato necessario montare sui fili nudi due capicorda maschio.
  4. I fili che emergono dal condensatore stagno si ricollegano ai faston del circuito. Non è necessario rispettare alcuna polarità, ma soltanto curare attentamente l’isolamento dei capicorda con le apposite custodie ad incastro.
  5. Si allontana il grosso O-ring dalla sede e si pulisce perfettamente con un panno fino ad eliminare tutto il fango. L’operazione è molto importante per assicurare la tenuta dell’unione e impedire all’umidità di penetrare all’interno del motore.
  6. Con l’aria compressa ed un pennello pulito si rimuovono tutti i residui lasciati nella zona della cupola dall’esplosione del condensatore in modo da evitare che finiscano nelle parti in movimento. Si controlla inoltre l’integrità dei fili coinvolti nella fiammata. A questo punto si può rimontare la cupola e assemblare tutte le parti della pompa sommersa per pozzo.

Quale tipo di elettropompa scegliere?

pompa ad immersione gardena

pompa con interruttore flottante

  1. Se in giardino esiste la possibilità di scavare un pozzo, inserendo in questo una pompa sommersa è possibile far risalire l’acqua in superficie ed utilizzarla per irrigare il giardino o per alimentare apparecchiature domestiche che non necessitano di acqua potabile.
  2. è anche possibile intercettare i canali di gronda e raccogliere l’acqua piovana in un serbatoio fuori terra, sul fondo del quale si colloca la pompa ed irrigare il giardino o lavare l’auto.
  3. Le pompe sommerse con interruttore flottante ne permettono il funzionamento in automatico anche se installate in pozze d’acqua poco profonde ed in presenza di impurità.
  4. Il funzionamento può essere imposto, anche se il livello dell’acqua è bassissimo, fissando il sensore in posizione eretta. In questo caso il funzionamento va controllato a vista, in modo da interromperlo non appena la pompa inizia ad aspirare aria.
  5. Le pompe per cisterna sono molto potenti e possono essere utilizzate anche per lo svuotamento anche in caso di allagamento. Sono provviste di un dispositivo di sicurezza che ne impedisce il funzionamento a secco, hanno un funzionamento silenzioso senza specifiche necessità di manutenzione ed un filtro integrato che, insieme al piede addizionale, impedisce che sporco ed impurità vengano aspirati.
  6. Sul corpo delle pompe sommerse con interruttore flottante è ricavata una rastrelliera a più posizioni dove è possibile agganciare il cavo del sensore per regolare il funzionamento in modalità manuale. Gardena

Vedi anche

8 Commenti

  1. Sto cercando di smontare la ghiera posta dopo il filtro della pompa ad immersione, ma non viene in nessun modo. La mia impressione è che ci sia incollata… e allora dubito che ci riuscirò. Ho provato anche a scaldare
    il tubo esterno con la pistola termica ma senza risultati.
    Poi volevo segnalare un errore nella spiegazione dello smontaggio: al punto 1 viene detto di smontare il filtro
    ruotandolo a sinistra, mentre in effetti va ruotato a dx, perché la filettatura è sinistra.
    Comunque per smontare la ghiera del punto 3 (smontaggio motore) cosa mi consigliate?
    Il fatto che sia proprio inchiodata (e ho fatto forza in senso orario) mi sembra strano che ce l’abbiano
    incollata… probabilmente, dopo circa 15 anni di lavoro nell’acqua molto dura, è più logico pensare
    che sia bloccata dal calcare. Ho provato con il WD 40 ma non gli fa niente. Posso provare con dell’anticalcare,
    ma ci ho poca fiducia. Posso provare con della soda caustica?
    Grazie

    Giovanni

     
    1. Buongiorno Giovanni,

      Grazie per la segnalazione, abbiamo corretto l’inesattezza. Per lo smontaggio del corpo interno, avvalendosi della chiave a nastro per bloccare la carcassa deve provare ad utilizzare una chiave formata da una piastra sporgente (eventualmente realizzata fai da te su misura delle sue esigenze dato che non è un’operazione contemplata dai produttori delle pompe…). Provi eventualmente anche ad utilizzare soda caustica per provare a sciogliere eventuali incrostazioni. Ci faccia sapere se è riuscito.

      Cordiali saluti.

       
      1. Si, alla fine sono riuscito a smontare la ghiera; però prima ho dovuto mettere la pompa a bagno nell’acido per eliminare il calcare. Ho messo un litro di acido muriatico in un secchiello da 5 lt della pittura e vi ho inserito la pompa dentro.
        Il livello dell’acido lambiva la pompa giusto fino a ricoprire tutta la ghiera.
        Era solo una prova… però ha funzionato.
        Un altra cosa: nella vostra guida, però, non avete accennato al discorso dell’olio.
        Difatti, non sapendo che c’era, appena smontato il motore quello mi è fuoriuscito tutto e l’ho perso. Avendolo saputo avrei potuto recuperarlo… ma forse è meglio così, almeno adesso sono costretto a rimettercelo nuovo. Difatti la pompa era
        circa 20 anni che lavorava, per cui non credo che tale olio fosse stato eterno…
        e che avrebbe dovuto essere comunque cambiato almeno una volta.
        Magari il problema sarà trovarne 1 litro. Ho guardato in giro ma sono tutte
        confezioni più grandi.
        Che mi potete dire in proposito?
        Grazie ancora.

        Giovanni

         
        1. Buongiorno Giovanni,

          Ci fa piacere sia riuscito a smontare la ghiera e la ringraziamo nuovamente per la seconda segnalazione che andremo ad integrare. Per il rabbocco dell’olio va benissimo un olio motore HD 15 W-40.

          Cordiali saluti.

           
          1. Volevo cambiare il condensatore, ma di quelle dimensioni li
            non si trovano e devo cercare il ricambio proprio per quella pompa. Il problema è che la targhetta è sparita e non conosco
            la marca di quella pompa. Visto che è identica a quella della vostra guida, mi sapete dire che marca è?
            Grazie

            Giovanni

             
          2. Buongiorno Giovanni,

            il modello è: DAB PULSAR 50/50 (https://www.dabpumps.com/it/pulsar).

            Saluti! Le ricordiamo che se facesse qualche scatto durante le fasi di lavorazione, potremmo pubblicarle su questa guida ed integrare l’articolo, ovviamente citandola se gradisce.

             
  2. Purtroppo non ce l’ho fatta a fare una rassegna fotografica. Difatti, le condizioni di lavoro e la concitazione
    che accompagna una cosa mai fatta prima, non sono proprio l’ideale per seguire passo passo come si evolve l’impresa. Però alla fine ce l’ho fatta a finire il lavoro e ora la pompa è nuovamente operativa al suo posto.
    Se può essere utile a qualcuno, racconto brevemente come sono giunto al felice epilogo.
    Allora, una precisazione riguardo all’olio da rimettere dentro la pompa: un normale olio per motori
    HD W15-40 non sembra sia l’ideale… difatti ne ho trovato mezzo litro in una officina specializzata di riparazione pompe e avvolgimento motori, dove mi hanno detto che quello è un olio dielettrico speciale per pompe ad immersione. Difatti, come nel mio caso, tali pompe possono andare dentro cisterne di acqua potabile e serve un olio alimentare; che se anche dovesse, per caso, capitare una dispersione nell’acqua,
    questo non dovrebbe assolutamente essere una fonte di inquinamento. Addirittura mi hanno detto che, volendo, lo potrei anche bere senza problemi, salvo poi dover andare in bagno.
    Non conosco la composizione, ma non penso che sia un derivato dalla raffinazione degli idrocarburi, come avviene per i normali oli da motori.
    Magari sarà di origine vegetale, chissà, e comunque il suo scopo è principalmente quello dissipare il calore del motore; visto che li non c’è la ventola, come nelle pompe esterne.
    Fatta questa precisazione, di cui spero non me ne vorrete, riepilogo brevemente le ultime fasi della riparazione
    della pompa.
    Purtroppo ci sono stati degli imprevisti non di poco conto, e addirittura mi ero convinto che il motore fosse
    del tutto andato perché, dopo aver rimontato il tutto, appena accesa la pompa saltava il differenziale.
    Allora, andiamo per ordine e alla fine ci sarà un colpo di scena che non mi sarei mai aspettato.
    Dopo aver rimesso l’olio e cambiato il condensatore, appena attaccata la corrente salta il differenziale. Fra l’altro l’avevo già calata nel pozzo… per cui rilevala e rismontala.
    La prima cosa a cui avevo pensato era stato che ormai quel motore era andato e non c’era più niente da fare. Avevo anche già chiesto in officina se ne avevano una simile e mi ero già rassegnato a cambiarla. Però qualcosa non tornava: la pompa all’inizio aveva solo il problema che non partiva, ma mai saltato il differenziale. Per cui, non convinto, la riapro e trovo la sorpresina: nel rimontaggio un filo era stato pizzicato sotto la calotta. Allora, dopo averlo risaldato e isolato con la guaina termorestringente, rimonto la pompa e la riprovo. E qui c’è stata l’altra sorpresa: il motore non dava più segni di vita. Ma come era possibile? Fin dall’inizio avevo più volte controllato il funzionamento del galleggiante, alzandolo e abbassandolo e funzionava alla perfezione. Eppure non poteva che dipendere da lui.
    Per cui, mi dissi, a che mi serve il galleggiante visto che tanto nel presscontrol c’è la protezione per la marcia a secco? Allora ho sezionato il galleggiante, l’ho aperto e ho visto che in effetti il micro era rovinato e il contatto era rimasto su aperto. Quindi ho eliminato il galleggiante e aggiuntato i due fili saldandoli e ricoprendoli di doppia guaina termorestringente e poi ripassandoli con il nastro autoagglomerante.
    E fatto questo la pompa ha ripreso a funzionare regolarmente. Per sicurezza, prima di calarla nuovamente
    nel pozzo, l’ho fatta girare dentro un bidone da 200kg riempito acqua per circa 4 ore.
    A quel punto, dopo il collaudo, non ci potevano/dovevano essere più sorprese e l’ho ricalata sul pozzo.
    Preciso che, per sicurezza, visto che avevo già tirato fuori e manomesso pure la scheda del press control, ho messo nuova pure quella, e ora si può scrivere la parola fine all’odissea.

    Giovanni

     
    1. Buongiorno Giovanni,

      La ringraziamo molto per questo suo resoconto dettagliato, da cui si evince chiaramente la vera essenza del “far da sé”. Un’essenza fatta di concretezza, studio, costanza, ingegno, creatività. GRAZIE!!!!

       

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