Restaurare mobili

Bullette e borchie per restaurare

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bullette
 

Oltre che decorative, le bullete risultano preziose o indispensabili nel fissaggio di pelli e tessuti

bulletti tipiQuanto più è lungo e quanto più è piantato a fondo, tanto più tiene. Chi nei suoi lavori di bricolage ha provato a smontare bancali e casse da imballaggio ha scoperto che in questo campo si usano chiodi col gambo “ad aderenza migliorata”, zigrinati o con lunghe creste elicoidali che realizzano una specie di filettatura di passo molto largo (un giro e mezzo su tutta la lunghezza del gambo), chiudendo il giro che ha visto prima il chiodo trasformarsi in vite.
L’attrito però funziona solo se il chiodo attraversa materiali compatti. Se cerchiamo di inchiodare su un pezzo di legno tessuti o pelli, materiali sottili e soggetti a sgranarsi, scopriamo che l’unione non tiene e che alla minima sollecitazione pelle e stoffa scappano fuori o semplicemente sfilandosi o addirittura strappandosi.

ATTRITO E PRESSIONE
Esistono due sistemi per risolvere il problema, non solo in modo efficace riguardo alla tenuta, ma anche in modo da trasformare la chiodatura in un elemento decorativo.
Uno prevede l’uso di viti inserite in rondelle speciali (gli orli sottovite) che ospitano la testa delle viti, sistema di tenuta sicuro e non brutto, ma piuttosto lungo da applicare.
L’altro, universalmente usato nel campo della tappezzeria, ha dato al chiodo, che cambia il nome in bulletta, una larga testa a cupola così che la tenuta per attrito, nel supporto, è affidata al gambo mentre il tessuto viene bloccato dalla pressione del bordo inferiore della testa. Questa, grazie alla sua larghezza, ne evita o riduce al minimo quei movimenti laterali che, allargando il foro di passaggio del chiodo, provocherebbero il distacco.

ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE


Risolto il problema della tenuta, quello di rendere gradevole alla vista la lunga fila di chiodi sempre necessaria per fissare sicuramente tessuti e pelli viene affidato alla finitura delle cupole che si presenta in una grande varietà di diametri, da 6,5 a 25 mm, di colori (nichelate, ramate, ottonate, nere), di aspetto (lisce, nervate, martellate) e di forma (alte, basse, quadrangolari) in grado di adeguarsi ad ogni stile. La distanza fra le bullette dipende principalmente dalla resistenza del materiale da fissare. Per cuoio e fiore ci si può tenere larghi anche 40 o 50 mm mentre per i tessuti sottili e quindi facili a strapparsi occorre tenersi più fitti o ricorrere all’applicazione dei nastri di passamaneria che, incollati al tessuto, ne aumentano la tenuta.

IDEA FAI DA TE SALVADITA

Per non pestarsi le dita nel piantare le bullette tenendole per la cupola basta tagliare da un vassoietto di polistirolo (quelli della frutta o della carne) una striscetta larga circa un centimetro e lunga tre o quattro, aprendovi una fessura in un lato corto. Inseriamo il chiodo nella fessura, che è elastica, diamo le prime martellate e, sfilata la striscia, piantiamo a fondo la bulletta.

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