Ceramica e Argilla

Come costruire un tornio elettrico per ceramica

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come costruire un tornio elettrico
 

Ci vuole davvero una bella fantasia, oltre a discrete capacità tecniche, per far sorgere un tornio elettrico per ceramica dalle spoglie di un vecchio tritatutto e di un giradischi in disuso

giradisci e tritatutto

Un tritatutto elettrico dal motore funzionante, ma non più in uso, e un vecchio giradischi, magari soppiantato da impianti CD: sono oggetti che spesso abbiamo in casa o possiamo reperire senza difficoltà, recuperando le parti che ci servono, e che con qualche adattamento possiamo collegare fra loro.

Eppure, il nostro lettore Giulio Pozzoli, abituato a recuperare e smontare vecchi elettrodomestici, ha subito verificato l’idea, controllando il numero di giri ottenuti all’uscita del riduttore di velocità, circa 100 al minuto, quindi l’ha messa in pratica. Vediamo quindi come costruire un tornio elettrico per ceramica

Come costruire un tornio elettrico con oggetti di recupero 
Visto che i due elementi principali necessari non sono difficili da reperire in molte case, possiamo seguire il suo esempio e cimentarci anche noi nella costruzione, per avere la soddisfazione di realizzare al tornio piccoli oggetti in ceramica tra le mura domestiche, senza disporre di un laboratorio attrezzato. Certo che fra possedere lo strumento adatto e tornire con l’abilità di un artista un po’ ce ne corre, come avverte l’autore stesso! Quasi tutto il materiale è di recupero: dal giradischi otteniamo il piatto e i supporti per imperniarlo, i piedini in gomma e il coperchio in plastica trasparente; dal tritatutto, il motore con riduttore; un reostato a pedale ricavato da una macchina da cucire elettrica consente di regolare i giri. La scatola dove alloggia il motore è in multistrato. In generale, se non possiamo reperire anche questi di recupero, per l’acquisto di pochi elementi come viti, cavo elettrico, listelli, non si spende più di 45 euro. Il lavoro richiesto per la costruzione ammonta a una trentina di ore. Ovviamente non si può utilizzare direttamente il motore del giradischi, visto che le sue funzioni e prestazioni sono ben diverse da quelle richieste da un tornio: per questo è necessario ricorrere al motore con riduttore del tritatutto.

Raffinati adattamenti
Dalla vite senza fine del tritatutto, sezionata, si estrae l’albero motore interno: dovendolo collegare al perno conico con bronzina del giradischi, si fora quest’ultimo a una estremità. Per adattare l’albero al foro lo si può tornire con trapano e mola smeriglio. Dall’altro lato, l’albero esagonale è alloggiato nella posizione originale del motore. Il disco in alluminio, troppo largo e dotato di aperture laterali, va tornito con tornio per metalli fino al diametro finale di 220 mm. Per alloggiare tutti i componenti e spostare facilmente il tornio, costruiamo una pratica scatola cubica in multistrato, assemblata con viti e colla, che trattiamo esternamente con impregnante, come finitura e protezione. La foriamo al centro su un lato per permettere il passaggio del perno, che è alloggiato entro un supporto appositamente costruito, con spezzoni di ferro piatto e di tubo quadro; questo supporto contiene la bronzina dentro cui ruota il perno del giradischi; il supporto è avvitato al piano superiore della scatola.

Nella scatola
Le due battute già presenti sulla bronzina del perno sono utili per il fissaggio al supporto. Dentro la scatola, tramite il perno e l’asse, si collega il motore, che è cablato e isolato, mentre le pareti interne sono coibentate con polistirolo per contenere il rumore. Per favorire la dispersione del calore si praticano due fori laterali sulla scatola. La si fa poggiare sui piedini del giradischi, che danno un appoggio morbido e antiurto, e la tengono un po’ sollevata per far passare l’aria che raffredda il motore. Dalla scatola esce il cavo elettrico collegato al reostato a pedale e poi all’alimentazione; il cavo è tripolare, per consentire anche la messa a terra dell’involucro metallico del motore. Il reostato consente di avviare e di aumentare gradualmente il numero di giri. Il piatto è incastrato dall’alto sul perno, e al di sotto la vasca in plastica, praticamente il coperchio originale del giradischi messo rovesciato, ha la funzione di raccogliere schizzi e terra in eccesso. 

Cosa serve per costruire un tornio elettrico per ceramica:

  • Tornio per metalli,
  • saldatrice,
  • trapano con avvitatore,
  • pennello,
  • smerigliatrice angolare,
  • mola da banco,
  • cacciaviti,
  • pistola silicone,
  • contagiri,
  • tester
  • piatto giradischi,
  • coperchio giradischi in plastica trasparente,
  • pedana/reostato da macchina per cucire elettrica,
  • ferro piatto dimensioni 50x5x200 mm,
  • tubo quadro acciaio 15x3x100 mm,
  • multistrato spessore 10 mm,
  • listello in legno 30x30x1500 mm,
  • viti autofilettanti 4×20 mm,
  • 8 viti inox autofilettanti 4×20 mm,
  • impregnante per legno,
  • silicone,
  • polistirolo,
  • 4 supporti in gomma,
  • 5 metri cavo elettrico tripolare,
  • presa tripolare,
  • lubrificante

Come costruire un tornio elettrico per ceramica

com'è fatto un tornio per ceramica

tornio per ceramica

motore tornio

perno conico

  1. i due elementi, piatto e motore, sono estranei fra loro, il che richiede qualche piccolo adattamento per collegarli tramite l’albero motore e il perno del disco, forato in precedenza.
  2. il tornio finito e collegato al pedale risulta pratico e compatto.
  3. il motore alloggia dentro una scatola in multistrato fissato con viti ed è isolato contro il pericolo di folgorazioni.
  4. la scatola è completata da pannelli di coibentazione in polistirolo e da quattro piedini d’appoggio in gomma, ricavati dal giradischi stesso.
  5. il perno conico del giradischi è un accessorio indispensabile per l’unione dei pezzi tra loro estranei e va forato a una estremità.
  6. 6: il supporto del perno, visto dall’alto. E’ fissato con viti autofilettanti inox e verniciato con vernice zincata a freddo. Il perno al centro è scavato con piccole tracce di bulino, per fare aderire meglio il piatto superiore, in vista dello sforzo richiesto.

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