Elogio dell’architetto

Editoriale tratto da “Rifare Casa n.47 Settembre-Ottobre 2016”

Autore: Nicla de Carolis

In passato ho spesso pensato che affidarsi a un architetto nella ristrutturazione di una casa equivalesse a rinunciare alla cosa più bella di questa operazione, ovvero il piacere delle scoperte e delle scelte fatte man mano, per arrivare a un risultato che calzasse a pennello, una casa cucita addosso. Con il tempo mi sono resa conto dell’importanza che un architetto bravo, rispettoso dei desideri dei committenti, ma anche con un carisma tale da far accettare i suoi no, possa avere nello studio di un buon progetto e della sua esecuzione.

Oggi è senz’altro da sfatare lo stereotipo dell’architetto, professionista originale ed estroso, che vuole imporre ai suoi committenti appartamenti che soddisfino solo la sua vena creativa e non tengano conto delle esigenze pratiche, delle abitudini, dei gusti di chi ci andrà ad abitare. Sempre di più oggi gli architetti si allontanano da questo modello e fanno apprezzare le loro competenze e la loro esperienza con progetti che rispondono a canoni estetici e pratici ai massimi livelli.

Innanzi tutto un bravo architetto è sensibile allo stile originario della casa e sarà sempre restio a “radere al suolo” tutto il passato, anche perché, cosa che un occhio profano non sa, riesce a immaginare gli spazi prima che siano finiti.

Inoltre l’architetto cerca sempre di realizzare un progetto organico che tenga conto di tutto, compresi i pezzi di arredamento vecchi che si devono inserire tra le cose nuove, gli spazi, la struttura, l’ubicazione della casa. Capita spesso di vedere case ristrutturate e arredate di fresco che non hanno né capo né coda, si rivelano un’accozzaglia di cose e di scelte che singolarmente sono piaciute ai padroni casa ma che, messe insieme a tutto il resto, creano ambienti disordinati e di cattivo gusto. D’altra parte realizzare bene una casa in stile eclettico (un mix ma ben armonizzato) con i suoi accostamenti di tinte tenui e forti, di pezzi di antiquariato ed elementi essenziali, di mobili vintage ed etnici, è una delle cose più difficili.

L’aiuto che l’architetto dà nella scelta dei materiali è fondamentale: pensate cosa può significare sfogliare solo qualche catalogo di radiatori, mediamente di 300 pagine l’uno, per scegliere quello giusto; stessa cosa per i rubinetti, i sanitari le porte, i pavimenti e via dicendo. L’architetto, grazie alla sua esperienza, dopo aver sentito i vostri gusti e fatto le sue valutazioni di prezzo, tempi di realizzazione, analisi dell’insieme, vi proporrà una piccola selezione di pezzi giusti per decidere senza cadere in confusione e perdere un mucchio di tempo. Ma la cosa indispensabile, compito dell’architetto, oltre a fornire i progetti esecutivi all’impresa, è la soluzione degli intoppi che si verificano immancabilmente in corso d’opera in cantiere, intoppi che, se non gestiti correttamente, possono creare danni in immediato e anche futuri.

La via maestra, dunque, quella da seguire per una ristrutturazione, è quella dettata da un architetto e l’investimento per la sua consulenza (le tariffe variano dal 7 al 10 % sull’importo complessivo della ristrutturazione) sono sicuramente soldi ben spesi.

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