Pensiero far da sé

Coltivare ortaggi anche in aeroporto

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Tratto da “In Giardino n.73 – Luglio/Agosto”

Autore: Nicla de Carolis

Chi vive in città, soprattutto in questo periodo in cui il caldo aumenta a dismisura a causa dei condizionatori, dei motori delle auto, dell’accumulo dell’asfalto e delle pareti esterne degli edifici che non riescono a rinfrescarsi neanche di notte, sa quanto la presenza di un po’ di verde sia una cosa auspicabile per il miglioramento del microclima locale. Tra le tendenze che si stanno sviluppando da tempo ci sono gli orti urbani che nascono anche in luoghi impensabili come il terminal 5 dell’aeroporto JFK, dove è stato realizzato il primo orto aeroportuale, nato grazie al progetto di una compagnia aerea americana, la JetBlue, con la consulenza di un team di esperti giardinieri e botanici di GrowNYC; il rischio di creare un habitat che avrebbe potuto attirare stormi di volatili pericolosi per il traffico aereo è stato risolto non inserendo nella coltivazione tutte quelle piante come pomodori, girasoli e luppolo che attirano gli uccelli.

Gli orti urbani non sono certo una novità: da quando la nostra società è diventata industriale, periodicamente in tempo di crisi, si è fatto ritorno alla terra. Negli Stati Uniti, durante la Grande Depressione, il presidente Franklin Delano Roosevelt rilanciò la coltivazione in ambiente urbano dando in appalto appezzamenti di terra ai disoccupati e alle famiglie povere. Durante la seconda guerra mondiale la pratica divenne assai diffusa in tutta Europa: in Inghilterra comparvero i Victory gardens, giardini dismessi, parchi abbandonati utilizzati per produrre ortaggi per le famiglie urbane. Così anche in Italia ci furono gli orti guerra, nati ovunque anche nel centro delle grandi città, documentati dalle immagini del foro Romano e di piazza Venezia nella capitale trasformati in campi di grano. Oggi la realizzazione di orti urbani ha anche un’altra valenza che si aggiunge al piacere e l’utilità di coltivare, raccogliere e mangiare verdura fresca: questo è un sistema “green” per riqualificare aree urbane degradate, per migliorare la qualità della vita, per promuovere il riciclo dei rifiuti organici poi utilizzabili come concimi. Se anche voi siete amanti di frutta e verdura autoprodotte, su questo numero troverete tutte le dritte per coltivare pomodori, carote, cibi abbronzanti particolarmente indicati in questa stagione o frutti ricercati come il prugnolo.

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