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Portabottiglie fai da te modulare | Guida alla costruzione

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portabottiglie
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Un economico portabottiglie fai da te a sistema modulare per tenere in ordine le bottiglie della nostra riserva e disporre di un comodo piano per servire i vini

Costruire un portabottiglie fai da te è un’idea davvero intelligente perché, a bene vedere, due sono i nemici del vino: l’aria e il calore.

Portabottiglie fai da te

Contro il calore occorre tenere le bottiglie in luoghi né troppo caldi né troppo freddi (i bianchi vanno raffrescati solo prima di portarli in tavola e meglio nel secchiello col ghiaccio che nel frigo). Contro l’aria, che potrebbe filtrare lungo le pareti dei turaccioli, basta tenere le bottiglie orizzontali utilizzandop un portabottiglie in legno (o quasi, dovrebbero essere inclinate all’indietro di una ventina di gradi) in modo che il vino bagni il sughero facendolo gonfiare e rendendolo ermetico.

Cosa serve per costruire un portabottiglie fai da te

(per un elemento di base da collegare orizzontalmente e/o verticalmente ad altri) (misure in mm):

  • abete o pino sezione 33×33: 4 listelli (A) da 439; 1 distanziale (B) da 135; 4 spine zigrinate (C) Ø 8×40 mm;
  • listello ramino sezione 5×33: 2 (o 4) piastre di collegamento verticale (D) da 47; 2 (o 4) piastre di collegamento orizzontale (E) da 94;
  • 2 viti Ø 5×50;
  • colla vinilica;
  • materiale di finitura.

Per gli eventuali ripiani:

  • multistrato betulla (o MDF) da 16: 250×390 (per un modulo), 250×720 (per 2 moduli), 250×1050 (per 3 moduli), crescendo in lunghezza di 330 per ogni modulo aggiunto a fianco.

Le bottiglie vanno conservate in orizzontale! Questo perché se si asciugasse il tappo il sughero si ritirerebbe facendo entrare dell’aria nella bottiglia.

Progetto porta vino in legno

Come costruire il portabottiglie in legno

Di costruzione semplice e veloce (occorrono però tagli molto precisi) questa cantinetta vino può essere ampliata quanto si vuole in quanto è composta di elementi tutti uguali tutti uniti ad incastro.

Nelle foto vediamo la cantinetta porta vino in una versione a colonna e in una a quadrato ma, essendo totale la sua componibilità, la potremmo anche fare a triangolo isoscele o rettangolo (5 elementi +3+1 o 5+3+2+1), potremmo fare una struttura aperta al centro (una o due file di base che reggono due colonne laterali o come altro si voglia.

Il sistema più comodo per studiare le combinazioni è quello di usare le crocette distanziali per piastrelle disponendole su un foglio di carta (o disegnare delle crocette su un foglio quadrettato).

La struttura del mobiletto porta vini richiede solo gli elementi a doppia croce, una piastra di collegamento corta, una lunga, le spine e, volendo, ripiani da incastrare sulle spine.

Tagli e fori

I listelli del modulo debbono essere piallati in quadro ai quattro fili e tagliati, bisellandone i capi a 45°, tutti di identica lunghezza. Al centro di una delle due facce piane si apre un incastro a mezzo legno. Gli incastri, a coppia, debbono essere speculari.
Il lavoro più difficile è quello di aprire i fori per le spine perpendicolari ed esattamente centrati sulle facce sbieche. In alternativa al sistema illustrato si può usare il trapano con la guida a tuffo stringendo il pezzo con la faccia esattamente a filo con le ganasce della morsa (una morsa grande o quella d’angolo del banco da falegname).
I due listelli interni delle croci si avvitano al distanziale uno a 90° dall’altro. Un morsetto che tenga allineate le facce di listello e distanziale è fortemente consigliabile.
I due listelli esterni delle croci si incollano a quelli avvitati al distanziale e si tengono in pressa.
La regolarità del lavoro si accerta calzando nei fori le spine e controllando se il loro interasse corrisponde ai 56 mm delle piastre di collegamento.

Accostamento e sovrapposizione dei pezzi

Il montaggio della cantinetta è veramente un gioco, imparentato col Lego. Predisposto lo schema, con carta e matita o con crocette distanziali per piastrelle, si preparano i moduli necessari con le relative piastre di collegamento. Si mette giù la prima fila di moduli, ben allineati, si inseriscono, senza incollarle, le spine nei fori aperti nei capi e su queste si calzano le piastre che rendono solidali i moduli.
Sopra la prima fila si incastra la seconda, completa o lasciando lo spazio di uno o due moduli da riempire con ripiani.
La cantina, se del caso, si copre con un ripiano o solamente appoggiato, come qui o, aprendo nella sua faccia inferiore gli opportuni fori ciechi, incastrandolo sulle spine dell’ultima fila.

Porta vino fai da te a colonna

Se i capi dei listelli sono bisellati perfettamente a 45° ed esattamente complanari e se il pavimento è veramente orizzontale, un portabottiglie fai date a una colonna rimane dritto e stabile.

In questo caso fra i moduli viene inserita una piastra piccola (non se ne può fare a meno perché la sporgenza delle spine e la profondità dei fori destinati ad accoglierle sono calcolate anche per i collegamenti fianco a fianco in cui la piastra è ovviamente indispensabile).

Il buon senso vuole che i carichi maggiori siano affidati ai moduli inferiori, aumentando la stabilità dell’insieme. Il vassoio di portata incastrato sulla sommità della colonna oltre ad essere comodo la chiude elegantemente e ci consente di portare in tavola le bottiglie di vino e i bicchieri.

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1 Commento

  1. Simpatica idea, realizzata molto bene di facile comprensione e lavorazione e soprattutto molto ben illustrata.

     

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