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Tenditori e cavi

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Il bricolage sposa il design: questa struttura fai da te sfrutta al meglio il potenziale di tenditori e cavi

Quattro cavi tesi tra il soffitto e il pavimento sorreggono un numero a scelta di ripiani. Leggerissima e molto ariosa, questa struttura fai da te non crea quasi ingombro e può essere sistemata in qualsiasi posizione, volendo anche nel bel mezzo di una stanza.

La soluzione fai da te proposta si presta per infinite variazioni sul tema, in fatto sia di misure sia di ampliamenti o elaborazioni, ed infine la sua costruzione non richiede abilità particolari e può quindi essere affrontata da chiunque sappia usare un trapano, un filo a piombo, una chiave di serraggio ed una livella.
Unico neo, è necessaria la foratura del pavimento e del soffitto, con segni permanenti da occultare il giorno in cui si decida di eliminarla o di spostarla altrove.

FISSAGGIO DEI PIANI
Per flessibile che sia, una volta messo in tensione un cavo d’acciaio diventa quasi rigido e, al massimo, può vibrare un po’, come le corde degli strumenti musicali.
Affinché una serie di questi cavi possa anche reggere dei ripiani, è sufficiente che li attraversi e che nei punti d’entrata presenti un ingrossamento in modo da impedire loro di scivolare verso il basso.

OCCHIELLI E MORSETTI
Ebbene, sia per ottenere gli occhielli alle estremità dei cavi che ne consentano l’aggancio e la successiva messa in tensione, sia per predisporre i rigonfiamenti reggipiani, si usano minuscoli morsetti, prodotti proprio a questo scopo, formati da un bulloncino a U con entrambe le estremità filettate, i due relativi dadi e un corpo di forma particolare che con il bullone forma un anello di strozzatura.
Affinché anche gli occhielli per l’aggancio siano rigidi, è sufficiente inserire i grilli, cioè elementi di ferramenta a goccia con sezione a mezzo tondo che accolgono di misura il cavo.

I TENDITORI
Formati da un corpo distanziatore nelle cui estremità fanno presa due bulloncini con testa a occhiolo o a gancio, filettati uno destro e uno sinistro, i tenditori vanno svitati al massimo prima di essere messi, in modo da distanziare i punti di presa per un facile aggancio e consentire una maggiore escursione per la messa in tensione.
Con questa ferramenta, per avvitare non si agisce sulla testa dei bulloni, ma facendone ruotare il corpo, dapprima a mano, poi facendo leva per esempio con un cacciavite (e tenendo al tempo stesso ferma l’estremità del cavo, affinché non ruoti anch’essa).

AMPLIAMENTI ED ELABORAZIONI
A partire dalla struttura di base, formata da quattro cavi e un numero a piacere di ripiani, è possibile ampliare la costruzione con un sistema modulare a incastro.
Per ogni colonna in più si aggiungono due soli elementi di tensione e si sistemano i piani dell’una e dell’altra in posizione sfalsata, utilizzando su un lato la stessa coppia di cavi.
In questo modo è possibile costruire una scaffalatura articolata, formata da più colonne con ripiani di misure diversificate, disposte in linea o anche ad angolo, secondo le nostre esigenze.

TASSELLI E PERPENDICOLARITA´

  1. Per determinare la posizione dei fori nel soffitto, basta marcarli attraverso quelli aperti ai quattro angoli dei ripiani.
  2. I corrispondenti fori nel pavimento vanno segnati con un filo a piombo appeso ai ganci inseriti nel soffitto.
  3. Per mettere in tensione, si aggancia il cavo che sale dal pavimento al tenditore appeso al soffitto e, con un ferro qualunque, si ruota l’elemento centrale del tenditore.

FISSAGGIO DEI RIPIANI

  1. I ripiani vanno inseriti tutti nella struttura prima di agganciare e mettere in tensione i cavi.
  2. Sia in basso sia in alto, alle estremità dei cavi va realizzato un occhiello d’aggancio con un morsetto per funi e un grillo, che serve per irrigidire e per distribuire la pressione.
  3. Un punto di saldatura evita che l’estremità libera del cavo si pieghi in fuori.
  4. Per bloccare all’altezza voluta i singoli ripiani, si strozzano i cavi con dei morsetti nei punti in cui entrano da sotto, controllando l’orizzontalità con la livella.

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