Portascarpe fai da te originale

Questo portascarpe fai da te è fatto proprio… a forma di scarpa!

Anche le scarpe esigono un po’ di allegria! Invece di nasconderle ordiniamole su un portascarpe fai da te ad esse dedicato, dalla simpatica forma di… scarpa.

La struttura dell’insieme del portascarpe è molto semplice: due fianchi sagomati a stivaletto sono collegati da sei barre in tondino di ramin.

Cosa serve per costruire il portascarpe

  • Tavolette di abete spesse 27 mm (due pezzi da 300 x 350 mm). g 8,50 al mq
  • Listello tondo di ramin Ø 22 mm (6 barre da 840 mm) g 4,30 la barra da 2 metri
  • 2 stringhe
  • colla vinilica
  • fondo acrilico
  • smalto acrilico

Come costruire la scarpiera

La sagoma dello stivale che forma i due fianchi del portascarpe è semplice da eseguire. La quadrettatura è di 25 mm di lato. La dimensione può essere allungata per accogliere ancora una coppia di tondini.

Queste barre sono accoppiate in modo da formare capaci sostegni per le scarpe che vi vengono collocate. La lunghezza delle barre viene indicata in 840 mm ma potrebbe essere inferiore (o superiore, ma di poco) se esigenze di spazio lo imponessero.

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I supporti sagomati

Il lavoro più importante consiste nel realizzare i due supporti sagomati. Lo si fa ingrandendo la sagoma quadrettata (riportata in foto) e trasferendola su una tavola di abete (ma anche il multistrato va bene). Se si lavora con attenzione si fanno stare due sagome su una medesima tavoletta posizionandone una rovesciata rispetto alla prima.

Con il seghetto alternativo si segue attentamente la traccia sul legno e si tagliano le due sagome, che vanno accuratamente rifinite, lungo i bordi , con carta vetro.

I fori ciechi

Nei punti indicati dal disegno si praticano altrettanti fori ciechi (quindi non passanti) del diametro di 22 mm profondità 15 mm che servono per ricevere le teste dei tondini. Dopo aver trattato i supporti con un fondo acrilico e averli adeguatamente smaltati con vivaci colori (sempre acrilici) possiamo passare al montaggio inserendo le teste dei tondini nei fori dopo aver applicato entro questi ultimi un poco di colla vinilica.

Se vogliamo una maggiore robustezza possiamo piazzare alcune viti autofilettanti da 3×25 mm dall’esterno che intercettino le teste dei tondini.

Con uno scalpello affilato si sagomano le estremità dei tondini in modo da inserirli agevolmente all’interno dei fori ciechi sui fianchi. La lunghezza della parte da assottigliare corrisponde alla profondità del foro, cioè 15 mm.
Se non siamo esperti decoratori possiamo utilizzare delle sagome ritagliate dal cartoncino per tracciare i contorni delle zone da decorare in modo che tutte quattro le superfici siano dipinte perfettamente uguali.
Per decorare ogni lato dei due stivali si procede in quest’ordine: smaltatura delle superfici più estese (giallo e bianco), foratura dei punti in cui intrecciare le “stringhe”, decorazione dei particolari (rosso e nero). Si usano smalti acrilici attendendo la perfetta asciugatura tra un’operazione e l’altra.
Per decorare ogni lato dei due stivali si procede in quest’ordine: smaltatura delle superfici più estese (giallo e bianco), foratura dei punti in cui intrecciare le “stringhe”, decorazione dei particolari (rosso e nero). Si usano smalti acrilici attendendo la perfetta asciugatura tra un’operazione e l’altra.

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