Manutenzione e riparazione

Come effettuare una corretta manutenzione del tagliasiepi

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manutenzione del tagliasiepi
 

L’estate è ormai agli sgoccioli, le giornate si vanno rapidamente accorciando e, di conseguenza, lo sviluppo della vegetazione arborea ed arbustiva, dopo il rigoglio estivo va rallentando fino a fermarsi.

È ormai l’ora di dare alla siepe l’ultima regolata che la terrà in ordine fino alla prossima primavera e di dare al fedele tagliasiepi il meritato riposo invernale. Prima di riporlo, però, è necessario provvedere ad una corretta manutenzione del tagliasiepi, in modo che alla prossima primavera, quando dovrà riprendere il suo lavoro, non ci tocchi scoprire che ruggine e morchie lo abbiano bloccato mettendolo magari fuori uso.

 Com’è fatto un tagliasiepi
La macchina deriva dalle barre falcianti in uso per i prati di foraggio e l’unica differenza, a parte le dimensioni, sta nel fatto che è costruita per tagliare in entrambe le direzioni. Quindi, come nella macchina madre, abbiamo una suola fissa, qui a doppio pettine, saldamente unita al corpo motore (elettrico o a scoppio), una controsuola rettilinea che alcune viti uniscono alla suola lasciando però fra i due pezzi lo spazio necessario e sufficiente per lo scorrimento della lama dentata e, appunto, la lama a doppio pettine, con denti triangolari affilati su entrambi i lati, aperta in mezzeria da una serie di fori asolati e che termina con un attacco che si collega al perno eccentrico mosso dal motore. In tutto tre pezzi più le viti.

Come funziona il tagliasiepi
Il motore è collegato ad un biellismo (non uguale per tutte le macchine) che trasforma il suo moto rotatorio in un moto alternativo che muove avanti e indietro, per un tragitto pari alla distanza fra due denti della lama (e della suola) il perno (o il bullone o il nasello) cui si aggancia la lama stessa che così può scorrere lungo la suola, aprendo e chiudendo lo spazio fra i suoi denti, con un effetto di ghigliottina in grado di troncare con precisione i rami. Linfa, polvere, minuzzoli di corteccia, inevitabili in questo tipo di lavoro, fanno presto ad insinuarsi fra la lama e le sue guide e ad intasare i fori asolati fino al punto, fortunatamente raro, di bloccare completamente la corsa col rischio di bruciare il motore.

La corretta manutenzione del tagliasiepi

come pulire un tagliasiepi

  1. cerchiamo il libretto di uso e manutenzione della macchina e scopriamo in che modo sia possibile accedere all’attacco della lama di cui allenteremo, non completamente ancora, le viti o i dadi di chiusura.
  2. svitiamo i dadi o le viti che uniscono suola a e controsuola, diamo a questa una pulita con uno straccio e mettiamo a bagno nel petrolio.
  3. tolto il coperchio dell’attacco, da immergere anch’esso, se di metallo, nel petrolio, sganciamo la lama, la immergiamo nel petrolio e ripuliamo accuratamente entrambe le facce della suola senza ovviamente staccarla dal motore.
  4. accuratamente ripulita anche la lama, possiamo passare all’affilatura dei suoi denti con uno dei vari accessori ideati allo scopo
  5. …passiamola poi sulla cote poi. Se non ce la sentiamo, portiamola in un’officina specializzata dove hanno macchine in grado di eseguire l’affilatura con la massima precisione (costa, ma il gioco vale la candela).
  6. controlliamo anche l’usura dei carboncini che in alcune macchine sono accessibili senza bisogno di smontare la carrozzeria e, se del caso, sostituiamoli.
  7. il rimontaggio parte da una bella spalmata di grasso sull’attacco della lama, da rimontare con molta precisione, agganciandola saldamente.
  8. nuovamente chiusa la lama fra suola e controsuola, lubrifichiamola con un buon disossidante, avvolgiamo la barra in un sacco di plastica o in un foglio d’alluminio e mettiamo via la macchina per l’inverno. Cambiano un po’ le cose se il tagliasiepi ha in dotazione un parabarra a tenuta con sistema di attacco in verticale, che, riempito di olio per seghe a catena, serve tanto per appenderlo al muro quanto per tenerlo lubrificato.

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