Dalla redazione

Ma che ne sanno del fai da te

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il vero fai da te
 

Per noi di EDIBRICO, che consideriamo il fai da te un vero stile di vita, è una tortura sentirlo utilizzare per definire solo qualcosa di negativo

  •  “Maroni: “No alle ronde fai-da-te. Non voglio più tollerare che chiunque si svegli alla mattina fa una ronda personale la sera”
  •  “Terrorismo, l’allarme dei servizi in Italia, rischio jihadisti “fai da te”. L’Italia è a rischio jihadisti “fai da te”… “lone terrorist” (terroristi solitari), soggetti che si autopromuovono alla guerra santa (jihad)…”
  •  “Cattolicesimo fai da te che ha trasformato i preti moderni in assistenti sociali e svilito la carità in vuota filantropia”
  •  “Evitare sempre il fai da te. Resistete alla tentazione di investire in Borsa con il fai da te, in caso servitevi di intermediari professionali”
  •  “Stupri, Fini: no alla giustizia fai da te. Il presidente della Camera condanna i raid razzisti e la castrazione chimica”

 Sono solo alcuni titoli e sommari di giornali diversi che rappresentano quanto la locuzione “fai da te” sia oggi di moda proprio come l’orribile “assolutamente sì …assolutamente no”.

Sembra proprio che persone colte e preparate come dovrebbero essere i politici, i giornalisti, gli opinionisti non riescano a fare lo sforzo di trovare nel nostro vastissimo vocabolario i termini appropriati per definire ciò che è fatto da dilettanti, senza competenza e senza organizzazione, senza l’autorevolezza necessaria. Tutto è iniziato con il tormentone della pubblicità di un’agenzia di viaggi “…ahiaihiahi, turista fai da te? no Alpitour?”dove si vedeva uno sfigato che, non avendo scelto il viaggio organizzato, si trovava a piedi al bordo di una strada. E fin qui la cosa era accettabile, ma ora l’uso che si sta facendo di questa locuzione è veramente fuori luogo.

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Per noi di EDIBRICO, che consideriamo il fai da te un vero stile di vita, è una tortura sentirlo utilizzare per definire solo qualcosa di negativo.

“fai da te: il fare da sé lavori di manutenzione, di riparazione, di produzione di oggetti di uso domestico, senza ricorrere ad operai o tecnici specializzati”. Questa è la definizione che ne dà il vocabolario. Aggiungerei che è una salutare attività per mente e corpo, una via per staccarsi dal branco, per non essere passivi, per liberare e far crescere la creatività e la capacità manuale. Di negativo mi sembra che non ci sia proprio niente, c’è semmai qualcosa di concreto e sano che, in quanto tale, forse, non può essere capito e preso in considerazione da chi vive di parole e,a volte, di apparenze e superficialità.

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