Encyclopédie: esaltazione del lavoro dell’uomo e della manualità

 

Editoriale tratto da “Far da sé n.457 di Dicembre 2015/Gennaio 2016”

Autore: Nicla de Carolis

Affascinante vedere le tavole illustrative degli undici volumi dedicati alle arti e ai mestieri nella mitica Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, la maggiore impresa culturale dell’illuminismo, pubblicata nel 1772, che aveva l’obiettivo di riesaminare tutto il sapere umano divulgandolo sulla base della conoscenza positiva e di promuovere la diffusione di una cultura nuova, critica e completa, riguardante tutti gli aspetti dell’attività umana. L’Encyclopédie ha così dedicato anche attenzione alle tecniche e al lavoro, nella convinzione che fosse giunto il momento di considerare il lavoro manuale degno della stessa ammirazione che l’opinione pubblica riservava al sapere umanistico e alle arti liberali. Fu qualcosa di assolutamente innovativo che segnò una rottura rispetto alle enciclopedie precedenti impostate più sull’elaborazione di concetti universali che sulla diffusione di conoscenze utili nella vita quotidiana. Per fare questo Diderot iniziò a frequentare le botteghe degli artigiani e si procurò addirittura alcune macchine per imparare, usandole, a scrivere in modo adeguato del loro funzionamento. Nel discorso preliminare d’Alembert scrisse che per trattare questi argomenti si doveva far ricorso agli artigiani. “Ci siamo rivolti ai più abili di Parigi e della Francia intera. Ci siamo presi la briga di andare nei loro laboratori, di interrogarli, di scrivere sotto loro dettatura, di sviluppare i loro pensieri, di ricavarne i termini specifici della loro professione, di stenderne delle tavole, di definirli. […]. Ma la scarsa abitudine di scrivere e di leggere dei testi sulle arti rende le cose più difficili da spiegare in modo intelligibile. Di qui il bisogno di figure. Uno sguardo a un oggetto o una sua rappresentazione ci dice di più di una pagina di discorso. Abbiamo mandato dei disegnatori nei laboratori; sono stati presi schizzi delle macchine e degli utensili; non si è tralasciato nulla di quello che si poteva mostrare distintamente agli occhi”. Ci entusiasma la forza con cui questi grandi intellettuali del ‘700 (l’opera coinvolse oltre 160 collaboratori di primissimo ordine) si sono impegnati per dare cultura e informazione a tutti nonostante l’opposizione cattolica e calvinista che sentiva in questa apertura al sapere una perdita di potere sul popolo. Ci gratifica vedere che la loro divulgazione era fatta di immagini, allora le foto non c’erano quindi di disegni passo passo, che ricordano molto le nostre sequenze fotografiche. Vi lascio al piacere di questa tavola di disegni sul lavoro del tappezziere tratti, appunto, da l’Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers in attesa del prossimo numero di FAR DA Sé a febbraio 2016.

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