Cartongesso

Soffitto in cartongesso con telaio in legno | Ristrutturazione fai da te

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soffitto in cartongesso
 

La realizzazione di un nuovo soffitto in cartongesso su telaio di legno è una soluzione perfetta per rinnovare le stanze di casa sostituendo i vecchi ribassamenti

Nella ristrutturazione del soggiorno qui illustrata, come prima cosa, si rimuove la vecchia controsoffittatura per vedere in quale stato si trovi il vecchio soffitto. Nel caso in questione, considerando i vari buchi e i danni qua e là, risulta più conveniente la realizzazione di un nuovo soffitto in cartongesso, applicato però più in alto, in modo da lasciare maggiore spazio sopra gli infissi e dare una proporzione migliore alle dimensioni della stanza.

Dal vecchio al nuovo

Il vecchio ribassamento, rifinito con un perlinato verniciato di bianco, va interamente rimosso, inclusa tutta la struttura di sostegno sottostante.

Il nuovo soffitto in cartongesso si realizza invece con lastre applicate a un’intelaiatura di listelli di legno al posto della classica orditura in profilati d’acciaio. L’utilizzo del cartongesso per questo tipo di ristrutturazioni ha innegabili vantaggi, tra i quali anche la possibilità di applicare finiture che facciano sembrare il soffitto nuovo uguale a quello storico, con tanto di profili stuccati al perimetro e rosone al centro.

soffitto in cartongesso

Spesso si usa applicare due strati di cartongesso; l’idea non è sbagliata, ma in molti casi, come questo che descriviamo, non è necessario

Pur avendo un certa età, la casa è ben assestata, quindi il rischio che nel tempo avvengano fessurazioni è molto limitato. 

Anche la seconda valida ragione per mettere il doppio strato, ovvero il potenziamento dell’insonorizzazione, in questo caso è meno determinante perché il piano di sopra fa sempre parte della stessa proprietà. 

Diverso, per certi versi, il discorso dell’isolamento termico, che può essere anche superfluo se gli ambienti soprastanti sono riscaldati, ma in caso di non utilizzo risulta vantaggioso evitare dispersioni inutili. Per questo motivo, al di sopra dell’orditura, prima della posa del cartongesso, si sistema uno strato di lana di roccia in forma di materassini rettangolari.

Già negli anni ‘70 non era raro che si affrontassero lavori di ristrutturazione per controsoffitti in cartongesso di stanze con altezze elevate. Oggi le installazioni dei nuovi soffitti in cartongesso danno anche possibilità di aggiornare gli impianti come quello elettrico, integrandolo con nuove linee relative alla videosorveglianza e alla domotica.

Orditura con listelli e tavole

L’installazione dell’intelaiatura di sostegno inizia posando una fila continua di listelli sul perimetro della stanza. Per mantenere il livello a quota costante, lo strumento più efficace e rapido è la livella laser. Il fissaggio avviene con tasselli a espansione previa foratura della parete e del listello.
Con l’aiuto del filo traccialinee si marcano le posizioni dei listelli da fissare al soffitto, l’uno parallelo all’altro, a distanza di circa 1200 millimetri; la distanza è determinata solo per l’ottenimento della dovuta robustezza d’insieme, facendo in modo che i listelli siano equamente distribuiti sull’intera superficie.
Fissati i listelli a soffitto, anche questi con tasselli a espansione, si taglia una serie di tavolette uguali, di lunghezza sufficiente a coprire l’altezza del ribassamento prestabilito. Queste tavole vanno fissate con viti truciolari ai travetti messi in precedenza a soffitto e, dividendo l’estensione da coprire, risulta che si debbano mettere equidistanti a circa un metro l’una dall’altra. Essendo lunghe uguali, e il soffitto abbastanza regolare, non si va tanto per il sottile e si fissano rapidamente mandandole allo scontro superiormente.
All’estremità inferiore delle tavole si fissa una nuova serie di listelli orizzontali che devono rimanere allineati perfettamente con i primi listelli orizzontali, fissati a parete. In questo caso è necessario controllare bene con la livella laser che il loro bordo inferiore risulti a quota regolare e perfettamente in bolla. Nel caso in cui la tavola verticale risulti troppo lunga, se ne può eventualmente eliminare la sporgenza inferiore, ma in un secondo tempo, solo se andrà a interferire con la collocazione delle tavole di fissaggio del cartongesso.
Le ultime tavole che entrano a far parte dell’orditura sono larghe 95 mm e spesse 20 mm. Si avvitano con viti truciolari 4,5×50 mm a testa svasata nella direzione trasversale rispetto ai listelli messi appena prima. Dovendo fare da supporto diretto ai pannelli di cartongesso, la distanza tra l’una e l’altra deve essere calcolata bene: con i pannelli da 1200 mm di larghezza, messi longitudinalmente, si calcola che è meglio metterne 4 per ogni pannello, una ogni 400 mm.
L’orditura così realizzata risulta molto robusta. La prova che possiamo fare appendendoci a un unico listello non è un azzardo, perché grazie al fatto che gli elementi sono tutti saldamente avvitati fra loro, il peso si distribuisce in modo uniforme su un’area molto estesa e non si avvertono oscillazioni, tanto meno ondeggiamenti.
La distanza fra le tavole è tale da permettere il comodo inserimento dei pannelli di lana di roccia, seppure siano stati scelti di elevato spessore.
Le tavole tuttavia sono abbastanza vicine da sostenere i pannelli nel migliore dei modi. Completato l’inserimento, ci si accerta che i pannelli restino bene a contatto l’uno con l’altro, in modo da rendere uniforme e continuo lo strato di isolamento.

Soffitto in cartongesso – Posa dei pannelli

soffitto in cartongesso
Nelle case storiche spesso le pareti non hanno perimetro con linee ben squadrate e rettilinee; quindi non conviene mai iniziare la posa dei pannelli partendo nell’angolo fra due pareti. Lasciando di lato lo spazio di un mezzo pannello, si traccia una linea ben squadrata rispetto alla parete di contatto sul lato corto del cartongesso. Si posa il primo pannello sulla linea e lo si fissa con le viti per cartongesso.
Quando si deve tagliare un pannello, è meglio lisciare il lembo tagliato con il surform.
Nelle giunzioni di testa fra due pannelli può essere utile bisellare leggermente il profilo con la lama del cutter, per il successivo migliore apporto di stucco.
soffitto in cartongesso
Si prosegue nella posa dei pannelli sfalsandoli alla partenza, in modo che la giunzione di testa fra due ricada sempre a meta del pannello a fianco.
soffitto in cartongesso
Come si può notare, avendo messo le tavole di sostegno a 400 mm di distanza l’una dall’altra, ogni pannello è attraversato da 2 file di viti nel mezzo e non una come avviene normalmente nell’orditura metallica.
soffitto in cartongesso
Lo stucco si stende sulle giunzioni…
soffitto in cartongesso
…poi si applica il nastro di carta…
soffitto in cartongesso
…su cui si tira ancora uno strato di stucco.

Lastre e altri accessori da utilizzare

Il sistema di pendinaggio classico, utilizzato in caso di orditura metallica, si avvale di accessori come il gancio e la molletta registrabile.
Il gancio va fissato a soffitto con un tassello a espansione la cui vite fa presa nell’occhiolo. La molletta si inserisce nell’asta del gancio e va a incastrarsi nelle ali del profilato a C dell’orditura.
Lastre come le Knauf Diamant sono caratterizzate da un’elevata resistenza meccanica agli urti e ai carichi (sostengono senza problemi sino a 15 kg con un singolo gancio). Inoltre hanno resistenza al fuoco e offrono un eccezionale isolamento acustico.
Le lastre Knauf GKI, denominate anche Idrolastre, hanno la caratteristica di compensare senza deformazioni la presenza di elevate percentuali di umidità. Il loro impiego, oltre a essere ottimale nell’allestimento di bagni, è particolarmente indicato nelle ristrutturazioni di case storiche, in presenza di ambienti umidi.
Per appendere al soffito lampadari o altri oggetti da fissare in modo sicuro, si possono utilizzare i tasselli ad ancora, disponibili anche senza il tipico gancio.
Fatto il foro nel cartongesso, in un punto in cui non ci sia sotto un elemento portante, vi si inserisce l’ancoretta le cui ali, riaprendosi al di là del foro, ne impediscono la fuoriuscita e permettono di mettere in tiro il dado rendendo stabile il fissaggio. Il lampadario si appende al gancio dell’ancoretta.
In alternativa ci sono specifici tasselli come i Knauf Molly che si inseriscono nel foro, effettuato nella misura indicata.
Quando vengono messi in tiro si deformano al di là del cartongesso effettuando un’efficacissima tenuta.

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