Elettricità

Come progettare l’impianto elettrico del bagno

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impianto elettrico in bagno
 

L’impianto elettrico in bagno dev’essere progettato in maniera differente rispetto ad altri luoghi della casa: deve tenere conto di zone di rispetto bene precise.

L’impianto elettrico in bagno “lavora” in condizioni ambientali particolari che determinano un maggiore rischio elettrico rispetto agli altri locali. Il contatto con l’acqua di ampie zone del corpo, riduce notevolmente la resistenza di questo verso terra che può essere ulteriormente ridotta per la presenza di acqua sul pavimento, per la possibilità che la persona sia a piedi nudi ecc. Le misure di protezione contro i contatti indiretti devono pertanto essere più severe di quelle necessarie per il resto della casa, dove risulta sufficiente unicamente il rispetto delle norme generali impianti. Per tutti questi motivi la norma CEI 64-8 stabilisce, per l’impianto elettrico in bagno, provvedimenti di sicurezza supplementari. È importante ricordare che le prescrizioni della norma si applicano solo ai locali bagno e doccia e non anche ai locali ove sono installati i soli servizi igienici.

Cosa bisogna sapere circa l’impianto elettrico in bagno:

  • Nel locale bagno il sistema di protezione più semplice è costituito dall’impiego di un interruttore differenziale con sensibilità inferiore a 30 mA.
  • La distribuzione dell’alimentazione elettrica del locale fa capo a una cassetta di derivazione posta nell’antibagno. Nel bagno può essere prevista una presa 16 A per la lavabiancheria. A opportuna distanza dal lavabo posizioniamo un punto di comando luce per lo specchio e una presa 10 A. Il punto luce generale installato al centro del soffitto è comandato da un interruttore installato all’esterno nell’antibagno in prossimità della porta di accesso.

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Le zone di rispetto per l’impianto elettrico in bagno

zone di rispetto

Le zone protette: il bagno viene suddiviso idealmente in quattro zone, a partire da quella più piccola che contiene la vasca da bagno. In ogni zona (numerata da zero a 3) le prescrizioni sono diverse in funzione del potenziale rischio elettrico presente.

  • Nella zona 0 è vietata l’installazione di qualsiasi componente o utilizzatore elettrico; i cavi che la debbono attraversare devono essere incassati almeno a 50 mm.
  • Nella zona 1 non va installato nessun apparecchio (interruttori, prese, cassette di derivazione ecc.) ed è ammesso solo il montaggio di scaldabagno o di utilizzatori a bassa tensione (max 25 V) con contenitori stagni; pulsanti a tiro, con cordina isolante, vanno montati il più in alto possibile.
  • Nella zona 2 è ammesso in più solo il montaggio di apparecchi di illuminazione fissi con isolamento di classe II.
  • Nella zona 3 non esistono particolari limitazioni purché l’impianto sia protetto da un interruttore differenziale con soglia di intervento sotto i 30 mA o alimentato da un trasformatore d’isolamento (220/220 V) o sia completamente alimentato a bassa tensione (12-24 V).

Il collegamento a terra nell’impianto elettrico in bagno

collegamento a terra impianto elettrico

Nel bagno  tutte le tubazioni devono essere collegate al morsetto di messa a terra mediante un conduttore equipotenziale con sezione non inferiore a 2,5 mm2.

Impianto luce in bagno

punto luce bagno

Dalla cassetta di derivazione nell’antibagno si alimenta il circuito luce del bagno, con comando installato nella stessa scatola utilizzata per il comando del punto luce dell’antibagno.

La chiamata d’emergenza in bagno

chiamata di emergenza

Per eventuali chiamate di emergenza di chi fosse nella vasca da bagno è consentita l’installazione, a un’altezza maggiore di 2,5 m sopra la vasca, di un pulsante di chiamata che viene azionato tramite un tirante, costituito da materiale non conduttore. Il cicalino d’allarme può essere posizionato, fuori dal bagno, nel punto che viene ritenuto più opportuno per richiamare facilmente l’attenzione.

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