Come realizzare un impianto di messa a terra sicuro e a norma

I due principali fattori di sicurezza dell’impianto elettrico di casa sono rappresentati da un ben progettato impianto di messa a terra (massa) e dall’interruttore differenziale (salvavita).

In questo articolo analizziamo come progettare un corretto impianto di messa a terra. Il filo di terra, il cui colore della guaina è giallo-verde, ha una funzione fondamentale: se un conduttore sotto tensione va a contatto con la carcassa metallica di un apparecchio elettrico, il conduttore di terra (a essa collegato) la scarica direttamente a terra attraverso una punta disperdente conficcata nel terreno.

In questo modo, se l’impianto di messa a terra è ben progettato, si riduce in gran parte il rischio di folgorazione, si tratta di uno dei punti fondamentali per la realizzazione di un impianto elettrico a norma, mettere la massa a terra è fondamentale. Qualunque apparecchio elettrico con carcassa metallica possiede un morsetto cui collegare il cavo di terra, che nella spina è connesso allo spinotto centrale.

Normativa per impianto di messa a terra

Da sapere: Di sicuro interesse e utilità è la consultazione normativa presente sul sito del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) per gli impianti di terra e il relativo dimensionamento impianto di terra.

  • Nelle prese elettriche l’alveolo centrale deve essere collegato a terra. Se abbiamo dubbi conviene controllare tutte le prese di casa per accertarci che la terra sia presente.
  • Se l’impianto non è installato, o è mal funzionante, anche l’interruttore salvavita potrebbe non svolgere correttamente il suo compito.

Cosa serve per realizzarlo

  • Cavo di terra con guaina giallo-verde
  • Punta disperdente con morsetteria necessaria
  • Mazza, cazzuola, chiave a forchetta
  • Mattoni, malta di cemento

Schema impianto di terra

schema impianto di terra

Realizzare un impianto di messa a terra

Tempo richiesto: 4 ore

  1. Effettuiamo uno scavo

    Fuori dall’abitazione effettuiamo uno scavo cui facciamo pervenire una canaletta con la trecciola di rame (Ø 16 mmq) del circuito di terra. Il punto di uscita dall’abitazione va segnalato con un cartellino.impianto di messa a terra

  2. Rivestiamo il pozzetto con mattoni pieni

    Scaviamo un pozzetto che va  rivestito con mattoni pieni in modo che il vano rimanga accessibile e ispezionabile. Come legante usiamo una malta povera, realizzata con sabbia e cemento.impianto di messa a terra

  3. Conficchiamo la punta disperdente nel terreno

    Bagniamo il terreno e conficchiamo la punta disperdente in profondità per mezzo di una mazza, lasciando fuori terra l’occhiello metallico cui va collegata la trecciola del circuito di terra.impianto di messa a terra

  4. Colleghiamo la trecciola alla punta disperdente

    Colleghiamo saldamente la trecciola alla punta disperdente serrando il relativo morsetto. Il pozzetto va chiuso con una lastra di metallo. Periodicamente lo si ispeziona e lo si pulisce.impianto di messa a terra

Punta disperdente o puntazza

dispersione elettrica

Se si deteriora la guaina di protezione di un filo di fase, questo può fare contatto con la carcassa di un elettrodomestico. Se l’elettrodomestico non ha un collegamento a terra, toccandolo la corrente attraversa il nostro corpo con conseguenze pericolose.

Con un impianto di messa a terra funzionante, il passaggio di corrente si innesca fra il filo di fase e la terra, in quanto la pelle oppone una certa resistenza al passaggio di corrente. Questa sceglie la strada più facile, evitando di attraversare il nostro corpo.

Controlli e manutenzione dell’impianto di messa a terra

La manutenzione dell’impianto di messa a terra è un elemento chiave per garantirne l’efficienza nel lungo periodo. È consigliabile eseguire controlli periodici, almeno una volta all’anno, per verificare la resistenza dell’impianto e garantire che non ci siano eventuali interruzioni o danni al cavo di terra. La resistenza dell’impianto non deve superare i limiti stabiliti dalle normative vigenti; in caso contrario, sarà necessario eseguire degli interventi di ripristino.

Durante il controllo, è importante verificare anche lo stato della punta disperdente, assicurandosi che non sia corrosa o danneggiata. Se ciò dovesse accadere, sarà necessario sostituirla con una nuova.

Infine, è essenziale controllare il collegamento tra il cavo di terra e tutti gli apparecchi elettrici presenti nell’edificio, assicurandosi che il collegamento sia stabile e sicuro.

Possibili problemi e soluzioni

È possibile che si verifichino vari problemi con l’impianto di messa a terra, tra cui l’alta resistenza del terreno, che può ridurre l’efficacia del sistema, o danni al cavo di terra, che possono compromettere la sicurezza dell’impianto.

In caso di alta resistenza del terreno, può essere necessario installare più punti disperdenti o utilizzare un additivo chimico che migliorerà la conduttività del terreno. Se il cavo di terra è danneggiato, dovrà essere riparato o sostituito.

Se l’impianto di messa a terra non è installato correttamente o non funziona come dovrebbe, è importante rivolgersi a un professionista. La sicurezza dell’impianto elettrico è fondamentale e non dovrebbe essere compromessa.

Ricordiamo che l’installazione di un impianto di messa a terra deve essere eseguita da un tecnico qualificato e deve rispettare le normative vigenti.

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Commenti

  1. buona sera…
    ma i cavi di terra delle carcasse degli elettrodomestici ecc. vanno collegati solo al dispersore oppure anche al salvavita????? grazie

  2. buon giorno
    l’antenna essendo collegata in qualche modo alla struttura della casa e fungendo da parafulmine quindi possibile rischio per la tv va collegata anche alla messa a terra??

    grazie cordiali saluti

    • Buonasera Alessandro,

      Da normativa l’antenna va collegata fisicamente alla messa terra per garantire equipotenzialità. Non è invece necesssario collegare alla terra la struttura che suppurta l’antenna.

      Cordiali saluti.

      • quindi va “messa a terra” la calza del filo coassiale e non il palo giusto?
        Siccome qualcuno dice che va messo a terra anche il palo come andrebbe fatto per evitare di creare un parafulmine?
        Vi ringrazio Giovanni

  3. salve,
    il cavo di messa a terra che va dalla barra equipotenziale (situata nel quadro elettrico) al pozzetto di terra, dove è presente la punta disperdente non deve essere da 16mmq invece che da 6mmq?

  4. Vorrei specificare che secondo la norma il dispersore di terra non deve essere necessariamente posato in pozzetti ispezionabili anche se rimane una buona regola.
    Complimenti per le specifiche 🙂

    • Chi certificherà l’impianto di messa a terra ispezionerà visivamente l’installazione della palina, il pozzetto di alloggiamento e la connessione elettrica, poi con un apparecchio elettronico specifico verificherà il corretto funzionamento del circuito.

  5. il fatto di spiegare ad un neofita come si esegue unimpianto elettrico non è certo una buona cosa soprattutto a livello di sicurezza del quale un neofita è veramente zero in questo campo ed un elettricista professionista per un fatto di etica non certificherà mai un impianto fatto da terzi

    • “Etica” 😀
      Elettricisti, termotecnici..OK tutti devono campare ma questo fatto che in Italia i governi vi abbiano fatto questa enorme marchetta, dandovi il monopolio delle certificazioni, vi mette in posizione di difendere un privilegio.
      Soldi e piccole fettine di potere. L’etica, per cortesia, lasciamola fuori poverina.

      In altri paesi, dove non ci sono tanti gruppi di interesse a cui lisciare il pelo, a casa tua puoi far fare i lavori anche a un babbuino o farteli da solo. Ti stampi il regolamento, e quando fatto chiami l’ispettore (impiegato comunale) che controlla e se tutto a posto, firma. Se non firma, devi rifare dove non va bene. Neofita o meno. Finito.

      P.s.: ispezionare un impianto elettrico residenziale è roba che un elettricista serio sa fare in un’ora. Insomma, non è fisica nucleare e spesso un proprietario che sappia leggere e scrivere, lo fa anche meglio. Perché ci mette più tempo, cura i materiali e il metodo.. Semplicemente non vi conviene. D’altra parte, è un paese dove per passare l’aspirapolvere dentro una caldaia e fare il controllo fumi (se lo fanno), si prendono 160 euro. Bella la vita eh? 😂

      • Buongiorno, sono un professionista da ormai 32 anni e ho visto tutto il.percorso sin dalla famosa Legge 46/90.
        Posso affermare che non abbiamo ricevuto nessun privilegio, il poter certificare un impianto è un assunzione di responsabilità, la firma che il professionista appone sulla dichiarazione a differenza del tecnico improvvisato è un espressione di garanzia dell’esecuzione dei lavori. La Legge impone di osservare la buona tecnica, che è stabilita dall’ente normativo CEI comitato elettrotecnico italiano comitato 64 per gli impianti elettrici negli edifici residenziali.
        Seguendo il suo ragionamento basta leggere le istruzioni contenute in una confezione di in farmaco per essere un medico o un farmacista.
        Concordo con lei che purtroppo in Italia il committente non abbia un interlocutore che svolga la funzione d’ispettore magari dell’ufficio tecnico dell’ente che eroga l’energia elettrica, che a mio avviso dovrebbe vigilare sullo stato degli impianti che allaccia alla propria rete.
        Il committente ha l’obbligo per legge di affidare i lavori a personale qualificato.
        Poiché non possiamo farci la le leggi su misura qualsiasi personaggio si improvvisi un tecnico è un fuori legge.
        Il.DPR 37/2008 stabilisce che è possibile effettuare la dichiarazione di rispondenza qualora non fosse disponibile la DICO, quindi anche in presenza d’impianti fai da te. Pertanto siccome la corrente non fa odore non fa rumore e quando la si sete spesso può essere troppo tardi le consiglio di avvalersi di professionisti il più onesti possibile che trova sul libero mercato.
        Cordiali saluti
        Stefano

      • buongiorno da come scrivi devi essere un cervello atomico, visto che un elettricista in possesso dei requisiti lo paragoni a un netturbino ( senza offesa x i netturbini) e visto anche che abbiamo una responsabilità civile e penale x quello che facciamo e che poi andiamo a dichiarare. Sicuramente con la dichiarazione abbiamo esonerato dai controlli chi era preposto (ufficiali sanitari ,ecc. che si fidano della “carta”)

        • @Giovanni Galli: Stefano rispondeva il 5 Giugno 2020 ore 13.18 a Mario perché aveva detto “un elettricista professionista per un fatto di etica non certificherà mai un impianto fatto da terzi”.
          Ecco perché Stefano ha scritto così, aggiungendo inoltre che “In altri paesi, dove non ci sono tanti gruppi di interesse a cui lisciare il pelo, a casa tua puoi far fare i lavori anche a un babbuino o farteli da solo. Ti stampi il regolamento, e quando fatto chiami l’ispettore (impiegato comunale) che controlla e se tutto a posto, firma. Se non firma, devi rifare dove non va bene. Neofita o meno. Finito.

          P.s.: ispezionare un impianto elettrico residenziale è roba che un elettricista serio sa fare in un’ora. Insomma, non è fisica nucleare e spesso un proprietario che sappia leggere e scrivere, lo fa anche meglio. Perché ci mette più tempo, cura i materiali e il metodo.. Semplicemente non vi conviene. D’altra parte, è un paese dove per passare l’aspirapolvere dentro una caldaia e fare il controllo fumi (se lo fanno), si prendono 160 euro. ”
          Non ha torto. E non pare che negli altri paesi muoiano come mosche per impianti fatti da sé stessi e controllati poi dagli ispettori. Sono impianti eseguiti correttamente secondo le normative? Si, perché l’ispettore certifica che sono eseguiti correttamente. Fine.

    • In realtà se lo fa un elettricista abilitato, potrebbe anche essere lo stesso che ti ha messo un quadretto con differenziale da In 25A con a valle 2 MT 16A e uno 10A. Dipende sempre da chi fa il lavoro abilitato o meno.
      Se fatto bene sarebbe meglio farlo fare ad un elettricista serio, ma tanti sono solo elettricisti.

  6. Buona sera ma facendo questo procedimento ad un conteiner.. Avrebbe la stessa funzione da para fulmine in conteiner giusto?

    • Funziona come la gabbia di Faraday…un container al suo interno non può avere cariche extrapotenziali tuttavia la struttura andrebbe connessa a terra tuttavia se poggia su terreno umido fisso virtualmente è a terra se viaggia su gomme e lo utilizza su gomme dovrebbe avere un cavo di terra utilizzandolo con apparecchiature elettriche…
      Se lo scopo è di proteggere dai fulmini questo dovrebbe essere posizionato nel punto più alto nel raggio di 500 mt..se non utilizza corrente 230v e non è vicino a fonti di tensione non serve .

  7. Buongiorno a tutti. Interessanti le discussioni che ho letto qui sopra. E tutti debbo dire, specialmente i più pacati, anche sostenendo tesi diverse, hanno detto delle grandi verità. Questo mi spinge a chiedere a chi come voi è più esperto un consiglio: vivo in un villino quadrifamiliare in cui per farla breve non si è sicuri che la messa a terra esista, sia stata fatta a regola d’arte e sia efficace. Ritorno tra poco sul tema. Intanto racconto com’è andata: a digiuno di questi temi, con l’intenzione di dare in locazione l’appartamento, nel gennaio 2019 chiedo a 2 professionisti diversi di predisporre un APE e una Dichiarazione di Rispondenza dell’Impianto elettrico alla Regola dell’Arte. Entrambi stilano il rapporto e io sono felice di avere questi documenti. Ora scopro che ci sono dubbi sull’efficacia o addirittura sull’esistenza della messa a terra e altri elettricisti cominciano a dire la loro: (nuove discese, 3 nuove paline, poi misura e poi se va bene bene e se non .. altre complicazioni) e il cosiddetto certificatore (iscritto alla locale Camera di Commercio) prima dice di aver stilato il rapporto sulla base delle informazioni del tipo .. “E’ una casa nuova del 2008, sicuramente era tutto a posto”. Non solo nel documento non ci sono allegati, ma non è selezionata la casella della misurazione e del controllo. Il medesimo “professionista” prima si dice pronto a verificare e a sistemare la cosa, poi manca agli appuntamenti e sparisce. A chi posso rivolgermi secondo voi? Per favore non mi dite di rivolgermi ad un professionista serio (Tutti si spacciano come tali: io che ne so?) Leggo nei precedenti commenti gran riferimento alle responsabilità, ma come si agisce con chi non ne ha? E poi presumendo che nei quattro appartementi il cavo di terra, nei corrugati, in orizzontale, ci sia, non dovrebbe essere facile collegare i cavi di terra provenienti dai quattro appartamenti alla palina infilata nel terreno? E debbono essere più paline? Grazie per l’aiuto.

    • Mi spiace per lei, ma l’unica soluzione è rivolgersi a un professionista che le dia fiducia. Poi deve fidarsi.
      Si faccia mettere per iscritto la misurazione della terra così com’è e con quale strumento viene fatta.
      Se viene stabilito che si debbano stendere nuovi cavi verso le puntazze oppure che se ne debbano mettere altre, mandi giù il rospo e faccia quello che viene indicato.
      Al termine, in tutti i casi, si faccia certificare il lavoro con le misurazioni della qualità della messa terra, misurata nell’appartamento.

    • La resistenza di terra è misurata da uno strumento in ohm deve essere inferiore a 20ohm per efficacia.
      Se casa sua poggia su un terreno ghiaioso potrebbe essere inefficace. Al contrario argilloso conduce meglio. Tutto dipende dalla misura fatta. Dire servono più dispersori senza la misurazione è come parlare per fare rumore.

  8. Il pozzetto della linea di terra, in una villetta a piu livelli, si può mettere nel piano sopra il seminterrato.

  9. Il pozzetto disperdendente di Terra si deve fare obbligatoriamente nel punto più basso dell’edificio, o si può in alcuni casi realizzare a livelli superiori il piano seminterrato.

  10. Vorrei sapere se è possibile mettere impianto di terra se nelle vicinanze passano tubi acqua e scarico fossa biologica ovvi motivi di spazio grazie

  11. Buongiorno volevo chiedere un quesito sulla massa a terra…io ho un appartamento di 70 metri in un condominio dove la massa a terra nn esiste… quindi ho avuto il permesso di mettere il picchetto nel cortile per conto mio….dentro casa il filo della montante principale (dal contatore al quadro elettrico) della fase è sezione 6mm. Chiedo il filo della massa a terra può partire da casa fino al picchetto sez quanto è montante quindi 6 mm o deve essere per forza sez da 16mm? Grazie a chi risponderà

    • Dovrebbe metterlo da 16 permetterebbe altri condomini di attaccarcisi.. più importante è la dispersione ohmica verso terra.
      Esempio terreno ghiaioso e punta da 150 non serve
      a nulla. Nell’ipotesi remota di un fulmine o guasto cabina avrebbe più opportunità di non liquefarsi in quei casi rari possa accadere

  12. Buongiorno ho una casetta semindipendente dove l’impianto di terra è inesistente, al piano terra esattamente in cucina potrei piantare un dispersore (fatto bene con il suo pozzetto ispezionabile ) visto che sotto ho il terrapieno ?

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