Laboratorio

Tavolo da lavoro fai da te su ruote | Realizzazione illustrata

0
tavolo da lavoro fai da te
 

Una vecchia barra di tubo idrico diventa un telaio portante per un tavolo da lavoro fai da te provvisto di ruote pivotanti, piano d’appoggio e ripiano in massello

Durante i lavori di ristrutturazione o ammodernamento della propria abitazione, capita inevitabilmente di dover smontare parti di impianti che devono essere modificati o semplicemente sostituiti a causa della loro vetustà e gli elementi di risulta in materiale ferroso vanno poi destinati a discarica. Ecco un’idea originale per recuperare tubi idrici (Ø 27,3 mm) e realizzare un tavolo da lavoro fai da te.

Si tratta di un banchetto da lavoro su ruote con due ripiani in legno massello (autocostruiti): il primo per piazzare e utilizzare gli attrezzi da lavoro alla giusta altezza e il secondo intermedio per poggiare le materie prime o gli spezzoni d’avanzo in maniera visibile e a portata di mano.

Come prima operazione, in previsione di realizzare tutte le giunzioni con raccordi idrici, si realizza un disegno su carta ben dettagliato che riporta la lista dei tubi e le posizioni di ogni singolo raccordo in ghisa, dimensionando la struttura sulla grandezza del piano di lavoro, ma soprattutto sulla lunghezza del tubo disponibile.

La scrostatura della pittura presente sul tubo e la smerigliatura per riportare a nudo la vecchia zincatura, oltre che eseguire le filettature sulle estremità di tutti gli elementi, sono i lavori più gravosi per realizzare il telaio.

L’assemblaggio finale invece diventa poi semplice in quanto gli elementi vengono avvitati tra loro con gli appositi raccordi e non servono né viti né saldature, ma solo un paio di chiavi a pappagallo. Il telaio del tavolo da lavoro fai da te si compone di quattro montanti che comprendono ciascuno i pezzi di base per le ruote, due tee per le traverse dei lati corti e un tee per i longheroni sui lati lunghi.

Tubi, raccordi, manicotti

Il disegno riporta l’esploso del carrello con il piano di lavoro e tutte le misure dei singoli pezzi di tubo adottati per il banchetto (non vincolanti nel caso si voglia realizzare qualcosa di simile per altri utilizzi), oltre a una lista dei raccordi in ghisa malleabile necessari quali tee, nippli, tappi femmina, ruote pivotanti e kit manicotti destro/sinistro con relativi nippli specifici per giuntare elementi contrapposti in sostituzione degli ingombranti bocchettoni o flange.

Filettare i tubi e unirli con i tee

In base al disegno, si tagliano tutti i pezzi di tubo.

La precisione di taglio viene aumentata fissando la troncatrice per ferro su un piano di lavoro attrezzato con battuta di fermo.

Si realizzano le filettature su ogni estremità dei pezzi.

Le filettature si realizzano con l’apposita filiera a cricco munita di bussola Ø 3/4”.

Si assemblano i quattro montanti con i tee per i traversi rivolti tra loro e i tee dei due longheroni perpendicolari ai primi; è consigliabile usare pasta sigillante per tenere i pezzi ben serrati in posizione ad evitare possibili gioghi dei raccordi.

Sui tee di due montanti si avvitano dapprima i tubi lunghi, mentre per gli altri due contrapposti occorre girare i pezzi interi già assemblati (operazione che richiede pratica).

Si procede con lo stesso metodo per avvitare dapprima i tubi dei traversi sui rispettivi tee da un lato del telaio e i nippli sui tee opposti, quindi si uniscono i pezzi con i manicotti dx/sx. Infine si avvitano i tappi portaruote sulle basi del tavolo da lavoro fai da te.

Unione con raccordi dx/sx

Il raccordo dx/sx consente di assemblare pezzi di tubo contrapposti senza l’uso di bocchettoni o flange; il serraggio si esegue mediante speciale manicotto che congiunge in contemporanea sia il filetto dx del tubo sia quello sx del nipplo; l’operazione risulta facilitata se si avvita dapprima per mezzo giro il manicotto da un solo lato.

Per il montaggio delle ruote, occorre forare centralmente i tappi femmina con punta di diametro uguale al perno delle ruote e inserire dal lato interno i dadi di bloccaggio

I ripiani uniti con pastiglie a lamello

Per la costruzione dei ripiani in legno massello lamellare, si possono recuperare le assi necessarie da un vecchio bancale da cui, una volta disassemblati, vanno asportati chiodi e graffette per poterli piallare a filo e spessore e ottenere almeno una faccia di spessore regolare di circa 35 mm (l’altro lato non è vincolante).

I listelli così ottenuti vengono cosparsi di colla a gruppi di tre elementi in controvena dal lato di pari spessore.

I listelli vengono messi in morsa con molteplici strettoi fino a completa essiccazione della colla.

Sulle tavole così realizzate, si praticano quattro fresature equidistanti sempre sul lato da 35 mm per il successivo assemblaggio con pastiglie a lamello.

Si esegue un assemblaggio in bianco prima di cospargere di colla le pastiglie e i bordi delle tavole da unire per comporre il piano di lavoro e il ripiano intermedio.

Si assemblano così tutte le tavole che formano i ripiani, mettendole in pressa tra loro con lunghi strettoi, bloccando ulteriormente le estremità delle tavole tra due listelli di scarto con morsetti ben serrati per evitare possibili incurvature.

A colla asciutta si tracciano le linee di rifilatura delle teste dei listelli con sega circolare che, in mancanza di un lato regolare, va guidata su una tavola di battuta, bloccata  sul pannello alla larghezza tra la suola e la lama.

Considerato l’utilizzo finale dei ripiani, i pannelli ultimati vengono semplicemente spianati e rifiniti con qualche passata di levigatrice a nastro senza usare ulteriori finiture a vernice.

Fissaggio dei ripiani con bulloni

Sul ripiano inferiore, di dimensioni uguali al telaio misurato esternamente, vanno tracciati i due lati dei quadratini da scantonare (circa 30×30 mm) sui suoi angoli.

Sul piano superiore di maggiore dimensione, viene dapprima poggiato in posizione capovolta il telaio ben centrato, per tracciare i fori ciechi di innesto in corrispondenza dei tee, che vanno poi realizzati con una punta Forstner Ø 40 mm azionata da trapano su supporto a colonna mobile.

La profondità dei fori (circa 15 mm) è calcolata in modo che il pannello in legno poggi sui tubi orizzontali e non sui raccordi; gli eventuali punti di contatto sugli spessori dei raccordi vanno scolpiti a misura.

Per il fissaggio dei ripiani si praticano due fori per ogni lato corto sui tubi orizzontali equidistanti dai montanti.

Il bloccaggio delle tavole si realizza con bulloni a testa tonda con quadro sotto testa, stretti con rondelle e dadi autobloccanti. Il banchetto finito risulta snello e robusto per affrontare anche compiti gravosi.

tavolo da lavoro fai da te

Il tavolo da lavoro fai da te ultimato

Vedi anche

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Laboratorio