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Come costruire un separè in legno | Tutti i passaggi illustrati

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separè in legno
 

Questo separè in legno si assembla rapidamente con listelli uniti a mezzo legno e sta in piedi grazie a semplicissime basi quadrangolari

A prima vista gli shoji non sono molto appariscenti: l’arredo giapponese, infatti, non è per niente ostentato e ha, invece, i suoi punti di forza nella meticolosa cura del particolare, nella finezza e delicatezza dell’insieme, nella funzionalità del tutto. Ma forse qualcuno si sta chiedendo cosa siano, questi shoji, perchè in effetti dalle nostre parti non è poi così comune vederli. Non ci vuole molto a spiegarlo: sono separè in legno realizzati a quadrettature di 320 mm di lato e chiusi con una speciale carta, detta non a caso giapponese, che vengono impiegati un po’ ovunque nell’arredo domestico nipponico, come porte scorrevoli, antine per armadi, divisori, paraventi, coprifinestre, per lo più montati su binari di legno che fungono da guide di scorrimento. Tuttavia, la descrizione dice poco, e anche una fotografia non fa realmente capire l’anima di questi delicatissimi separè in legno: per poterli apprezzare davvero bisogna entrare in una casa allestita alla giapponese, passare per quelle porte, intrattenersi in un salottino con un divisorio shoji proprio mentre dall’altra parte sta calando la sera. Toccando con mano un separè in legno ci si sente proiettati in un mondo molto delicato, accogliente e al tempo stesso particolarmente funzionale. Assistendo al tramonto del sole dietro la carta giapponese, se ne apprezzano i finissimi disegni, che in altre condizioni di luce passano del tutto inosservati.

Listelli Mado
I Giapponesi fanno presto ad assemblare i separè in legno, perché trovano in commercio gli appositi listelli Mado: dei prelavorati con sezione 15×20 mm e incastri a mezzo legno a intervalli utili di 280 mm, disponibili in lunghezze da 320 a 2420 mm adatte per elementi da 1 a 8 file di riquadri. Anche i Tedeschi, che sono più avanti di noi nell’ambito del fai da te, possono acquistare listelli proprio del tipo in uso in Giappone. Noi Italiani, invece, dobbiamo lavorarci gli incastri oppure scegliere i prelavorati che maggiormente si avvicinano ai Mado: possiamo così adattare la delicata struttura giapponese al nostro temperamento e costruire degli shoji meno fragili, con listelli di sezione più robusta.

La carta giapponese
Tenace e delicata al tempo stesso, la carta giapponese ha una consistenza e una trasparenza intermedia tra quelle della carta da lucido e quelle dei normalissimi fogli bianchi per scrivere ma, a differenza di questi prodotti, non si presenta come superficie uniforme e, pur avendo uno spessore perfettamente omogeneo, mostra (specie in trasparenza) disegni molto fini e delicati. Ricavata dalla paglia di riso, la carta giapponese è reperibile anche in Italia presso i negozi dei belle arti o di articoli per il restauro meglio riforniti sotto forma di grossi fogli oppure in rotoli. Da soli, i separè in legno non possono assolutamente star in piedi, a meno che vari elementi quadrettati non vengano articolati tra loro e posizionati ad angolo. Ma il separè in legno qui proposto è pensato per poter fungere sia da colonnina luminosa sia da divisorio perfettamente rettilineo, quindi necessita di una base che possa sorreggerlo. Per poter essere chiuso a colonna, il separè in legno deve essere formato da quattro elementi verticali (o anche da un numero diverso, a patto di modificare le basi), ma la sua altezza può variare in funzione dei gusti di ciascuno, nei limiti dei multipli della quadrettatura.

La carta di riso
Fu introdotta in Giappone intorno al ‘600 e successivamente ricavata dal gampi, una pianta selvatica le cui fibre possiedono una naturale viscosità. Disponibile in fogli, rotoli, tovaglioli, in vari colori e finiture, si trova nei negozi di belle arti e nei grandi centri di bricolage.

Le basi
I singoli telai del separè in legno sono molto leggeri e, per essere sorretti in posizione verticale, non hanno bisogno di molto: fondamentalmente di una base che allarghi il loro spessore e sia quel tanto pesante da non lasciare abbattere la struttura alla minima spinta accidentale. Per ottenere una colonna quadrangolare, prepariamo dei semplici quadrati, sui quali gli elementi vengono fissati in diagonale. Di conseguenza, se acquistiamo o lavoriamo listelli con intervalli utili tra un incastro e l’altro diversi da 280 mm, dobbiamo anche calcolare misure differenti per la base, tenendo conto che la diagonale deve essere abbondante rispetto alla larghezza degli elementi del paravento, a causa dello spazio occupato dall’articolazione. Per ottenere basi assolutamente precise possiamo lavorare empiricamente, preparando prima il paravento e misurando poi la base che presenta in posizione chiusa. Come già accennato, la forma quadrangolare non è, in realtà, obbligatoria.

Esempi pratici
Per ottenere una colonna a sei oppure otto lati, possiamo costruire per ciascun elemento basi esagonali o ottagonali (in questi casi, in posizione chiusa la colonna luminosa avrà un foro esagonale oppure ottagonale al centro della base); per ottenere una struttura a tre o cinque lati, invece, convengono basi romboidali, con angoli adeguati ai triangoli che restano all’interno quando la base è chiusa (72 e 108° per il pentagono, 120 e 60° per il triangolo). Gli elementi del separè in legno si fissano alla base con chiodini o viti attraverso la traversa più bassa, eventualmente rinforzando la tenuta con un listello aggiuntivo sul retro.

DIFFICOLTA’ Medio-bassa; i telai leggeri si incastrano con facilità. Particolare cura alla loro perpendicolarità TEMPO Una giornata di lavoro, più per curare la precisione che per il lavoro in sé COSTO Circa 75 per pannello ATTREZZATURA Seghetto alternativo, martello, cutter, pennello, strettoi

Cosa serve per costruire un separè in legno fai da te:

  • Listelli ramin sezione 20×20 mm: 8 montanti 1820 mm, 28 traverse 320 mm;
  • MDF spesso 19 mm: 8 quadrati da accoppiare 234×234 mm;
  • gruppini 12 e 40 mm;
  • colla vinilica e attaccatutto;
  • 9 cerniere con relative viti di fissaggio;
  • 16 piedini antiattrito da inchiodare;
  • fondo e smalto di finitura

paravento fai da te

Basi e telai del separè in legno

costruzione telaio di legno

 

  1. le solide basi quadrangolari si ottengono accoppiando tra loro con semplice colla vinilica due quadrati di MDF e arrotondandone poi i bordi e gli spigoli.
  2. per facilitare gli spostamenti, sotto le basi si applicano, in corrispondenza di ogni angolo, dei piedini antiattrito, che si presentano come chiodi a testa particolarmente large e liscia.
  3. la struttura del paravento si realizza assemblando montanti e traverse a mezzo legno con colla e gruppini.
  4. la carta giapponese, ben tesa si fissa sul retro con adesivo universale o con piccole graffe, e si rifila con un cutter

Chiuso su se stesso il separè di legno diventa una colonna luminosa, semplicemente inserendo al suo interno una piantana alta e stretta con tante lampadine. Così illuminata, la stanza riverbera di una delicata luce soffusa, che fa risaltare i finissimi disegni con cui è ingentilita la carta giapponese, che in condizioni di luminosità diffusa quasi non si vedono.

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