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Forare le piastrelle | Guida illustrata

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forare le piastrelle
 

Il rivestimento di un bagno o di una cucina è apparentemente un lavoretto rapido e senza rischi, ma poi si scopre che tagliare e forare le piastrelle dove è necessario non è così facile: servono gli utensili e i metodi giusti. Vediamo quali sono

La piastrellatura non è un lavoro complicato, ma è rallentato dalla necessità di forare le piastrelle per far passare gli attacchi dell’acqua, degli scarichi e le cassette elettriche. Per ognuno di questi ostacoli c’è un metodo adatto a velocizzare il lavoro. È fondamentale rilevare con precisione il punto esatto in cui si deve praticare il foro: con il metro si misura la distanza tra i bordi laterale e inferiore delle piastrelle e il centro dello stacco o del tubo, poi si segna il centro del foro, quindi la forma della porzione da asportare.

La precisione non deve essere assoluta dato che ci sono sempre rosoni e cornici che schermano le piccole irregolarità nei margini. Tra gli utensili più utili da procurarsi ci sono le tenaglie da piastrellista, molto usate quando i fori sono sui margini. Il trapano e il seghetto alternativo aprono molte possibilità con l’uso di semplici punte o frese e lame al carburo di tungsteno. Interessanti, anche se non molto diffusi, sono i seghetti con filo rivestito di metallo duro e il morsetto “Lochboy” con cui si aprono fori con uno speciale martellino.

Per finire procuriamoci anche una tagliapiastrelle, elettrica o manuale, fondamentale per tagli rettilinei numerosi; un semplice tagliavetri e una pinza a becchi piatti possono essere utili in caso di lavori di piccola entità.

Forare le piastrelle, ma quanti fori!

 forare piastrelle

Come forare piastrelle

come forare una piastrella

  1. I fori di piccole dimensioni, al di sotto dei 13 mm di diametro, sono alla portata di un normale trapano. Nel punto di foratura possiamo attaccare due pezzi di nastro adesivo per evitare scheggiature nello smalto della piastrella.
  2. La tagliapiastrelle è la via più rapida ed efficace per tagliare secondo linee rette. La rotella di widia traccia un sottile solco sullo smalto che si propaga a tutta la massa quando premiamo ai lati dell’incisione con il piede dell’impugnatura.
  3. Lo stesso principio della tagliapiastrelle è sfruttato dal “diamante” per vetrai, anch’esso munito di una tagliente rotella di metallo duro. Si possono tracciare linee rette o curve e poi spezzare la piastrella.
  4. L’incisione necessita di una certa forza per innescare la rottura, ma con le sole mani può capitare di spezzare la piastrella irregolarmente. Invece, stringendola al margine dell’incisione con speciali pinze a becchi curvi non si rischiano danni.
  5. Con questo speciale attrezzo si delimita l’area da forare pinzando la piastrella con il morsetto a vite e poi si rompe la superficie con l’affilata punta in metallo duro del martelletto. Il foro irregolare va poi rifinito alla giusta misura con raspe o tenaglie.
  6. Le seghe a tazza con il bordo rivestito di carburo di tungsteno forano senza difficoltà anche le piastrelle di grès.
  7. Con le tenaglie da piastrellista si praticano i fori staccando piccole schegge dalla piastrella fino ad ottenere la forma voluta. La forma asimmetrica è studiata per arrivare ad afferrare correttamente i margini poco accessibili dei fori più piccoli.
  8. Uno speciale arco per lame rivestite in metallo duro permette di segare la piastrella con la massima precisione secondo qualsiasi profilo. L’unico lato negativo del sistema è la lentezza dell’operazione, specie con le piastrelle di maggior durezza.
  9. L’alta velocità del seghetto alternativo combinata con una lama rivestita di metallo duro permette di ottenere il taglio della piastrella in un tempo brevissimo e con un’elevata precisione.

Attrezzi speciali per forare le piastrelle

sega a tazza per piastrelle

MONDRILLO WAVE: è una sorta di sega a tazza, ma, anziché sul trapano, va montata sulla smerigliatrice angolare (1); è indicata per forare a secco grès porcellanato, ceramica dura, granito, marmo. Come per le comuni seghe a tazza, esistono diverse misure: in questo caso i diametri vanno da 6 a 75 mm. L’attacco a vite è specifico per il perno filettato della smerigliatrice (23). La peculiarità è che richiede una velocità di rotazione molto elevata, ecco perché la smerigliatrice e non il trapano. L’alta velocità permette di effettuare il foro senza contraccolpi e strappi laterali: basta tenere l’utensile inclinato di alcuni gradi, mai diritto (4) e applicare una pressione leggera con mano ferma.

punta per piastrelle

MONDRILLO JUNIOR: è una particolare punta (1) che permette di praticare fori regolari, svasati o anche ovali, in quanto lavora anche sui lati. Va utilizzata con un comune trapano senza percussione inserita e lavora sia a secco sia con acqua (2). Il trapano non va tenuto perpendicolare, ma inclinato e mosso facendolo ruotare sulla punta per far agire al meglio la corona diamantata (3). Il foro si presenta regolare (4); se necessario, proseguendo nell’azione, è possibile ovalizzarlo oppure svasarlo. Montolit

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