Muratura

Come montare una pensilina

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come montare pensilina
 

Installare una piccola tettoia sopra l’ingresso di casa non è particolarmente impegnativo: vediamo come fare

In una giornata piovosa, può capitare di arrivare davanti alla porta di casa con le borse della spesa e l’ombrello aperto, senza avere a portata di mano le chiavi per entrare: l’affannosa ricerca nelle tasche con le mani già impegnate a sorreggere riparo e sporte vanifica lo sforzo fatto per evitare di bagnarsi

E’ già un buon motivo per pensare montare una pensilina all’ingresso, una copertura perenne che offra riparo in circostanze simili; se consideriamo poi che una pensilina salvaguarda la stessa porta dalle intemperie e dai cocenti raggi solari, che impreziosisce l’estetica della casa e che possiamo acquistarla in kit nei centri di bricolage e montarla da soli, diventa una scelta irrinunciabile.

Robusta struttura in kit

Nel kit c’è tutto ciò che serve per realizzare la struttura, che deve poi essere completata con i canali di raccolta dell’acqua piovana e la copertura, che può essere fatta anche con tegole canadesi, più leggere di quelle tradizionali, aggiungendo un adeguato supporto.

Per l’installazione vera e propria, da buoni fai da te, bisogna procurarsi barrette filettate M10 con dadi e rondelle, tasselli a calza per foro da 12 mm ed ancorante chimico per il fissaggio a muro.
Per il sottotetto della pensilina sono necessarie 20 perline 1000×100 mm, sezione 10 mm, un listello 2000x85x60 mm, viti 4×45 mm, chiodini senza testa 1,4×30  mm; inoltre, 2 piastrine 150×40 mm da sagomare e fissare a muro e montanti, affinché il peso della pensilina non abbia a gravare soltanto su di essi.

I montanti, composti da tre travetti ciascuno, si assemblano a secco, senza bisogno di colla, grazie ad un pratico sistema di incastro a puzzle molto preciso che ripartisce intelligentemente le sollecitazioni del peso che sono preposti a sostenere.

Astuzia e precisione

Non sono necessarie opere di demolizione per murare zanche o altri rinforzi da annegare nella muratura, sono sufficienti tre fori per lato per il fissaggio dei montanti, dopo aver misurato con esattezza la centratura rispetto alla porta e l’altezza più opportuna.
E’ indispensabile che i montanti si trovino a piombo ed alla stessa altezza, pertanto prima di praticare i fori passanti nel primo montante, lo si accoppia ad una striscia di compensato di uguale lunghezza, tenuta ferma con alcuni giri di nastro per mascheratura; forando anch’esso, si ottiene una maschera che consente di ripetere i fori sul secondo montante in maniera identica e di riportare l’esatta corrispondenza in facciata, per la collocazione dei tasselli.
Gli arcarecci devono sporgere di uguale misura dai montanti e, per valutare correttamente il loro interasse, occorre procurarsi la copertura prima di effettuarne il montaggio.

La sicurezza del tassello chimico

  1. Si esegue una foratura preliminare con una punta da 6 mm di diametro, per agevolare la foratura definitiva senza sgretolare eccessivamente l’intonaco.
  2. Dopo aver allargato il foro si inserisce la calza, verificando che la profondità permetta l’appoggio del collare al muro, per poi riempirla con l’ancorante chimico usando una pistola per estrudere.
  3. La barra filettata va introdotta con delicatezza, ruotandola per impastarla con l’ancorante; la quantità che fuoriesce va prontamente rimossa, avendo cura di non sporcare la parte di filetto che deve affiorare dalla muratura.
  4. A lavoro ultimato, si lascia che l’ancorante faccia presa per alcune ore.

FISSARE I MONTANTI E DISTANZIARE GLI ARCARECCI

  1. Ad avvenuta presa dell’ancorante si montano gli elementi portanti calzandoli sulle barre filettate e serrando bene con dadi e rondelle.
  2. Prima di collegare gli arcarecci  bisogna tracciare gli interassi e le sporgenze laterali; le viti, comprese nel kit, permettono il fissaggio intercettando i montanti.
  3. Considerato il peso delle tegole conviene sagomare una piattina con la giusta angolazione per essere fissata al muro ed alla parte superiore dei montanti, in modo da alleggerire lo sforzo che graverebbe soltanto su di essi e contrastare la tendenza dell’insieme a protendersi verso l’esterno.

Sottotetto e ritocchi finali

  1. Le perline, materiale tipicamente fai da te, che formano il sottotetto si inchiodano agli arcarecci; la chiodatura rimane meno evidente se si inseriscono i chiodi nel dente delle perline stesse, incassandoli poi con un punzone.
  2. I punti di fissaggio al muro si ricoprono con pastiglie ricavate da un tondino di legno, rifinendo con stucco ed una leggera levigatura.

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