Costruire una doccia con il piano rialzato

Costruire una doccia con piano rialzato in un angolo del bagno dove non c’era

Per costruire una doccia in un ambiente già piastrellato è necessario innanzitutto asportare la piastrellatura delle pareti. La zona doccia che andiamo a costruire viene delimitata con una soglia alta circa 15 centimetri nella quale è installato un sistema di scarico doppio, per doccia e tazza, ovviamente collegato allo scarico già esistente. Su tutto il gruppo di tubi viene versato un massetto di altezza bastante a raggiungere col piatto doccia lo scarico relativo. Sopra la soglia, a sinistra, viene realizzata una parete, di cartongesso speciale per luoghi umidi, che ospita i tubi di entrata dell’acqua per doccia.
La nuova semiparete scherma l’illuminazione, al che si rimedia installando un controsoffitto con montato un gruppo di faretti ad incasso a bassa tensione.

La demolizione della vecchia piastrellatura

Il sistema più veloce per demolire una piastrellatura prevede l’asportazione delle fughe con un sottile disco abrasivo azionato dalla smerigliatrice a vibrazione.
Con lo scalpello a punta piatta si staccano le piastrelle dalla parete. Lavorando con attenzione se ne possono recuperare molte per un eventuale riutilizzo.
Utilizzando il martello demolitore elettrico si rimuove tutta la piastrellatura fino alla superficie del massetto. Una totale pulizia conclude il lavoro a portata di fai da te.

Costruire una doccia: faretti e telai

La parete laterale nasconde il telaio che sostiene l’impianto idrico. Successivamente viene costruita la semiparete che delimita la cabina doccia. Questa toglie buona parte della luce naturale proveniente dalla finestra (posta all’altro lato del locale) o di quella artificiale installata nel bagno. Per illuminare la cabina si ricorre a faretti incassati in un controsoffitto costituito da una lastra di gessofibra avvitata ad un telaio di listelli di buona sezione, fissato al soffitto originale con piastre zincate e tasselli. Data l’umidità della doccia, i faretti debbono essere stagni ed a bassa tensione e tutti i bordi della lastra vanno sigillati con la massima cura per evitare che il vapore acqueo penetri nella controsoffittatura. Tutti i materiali sono reperibili nei centri bricolage.

IL PIATTO DOCCIA

  1. La Y di tubi di scarico viene affogata dentro ad un massetto rigido e leggero che può essere costituito da palline di argilla espansa tenute assieme da una malta cementizia molto fluida.
  2. La soglia di cemento cellulare ha la funzione di contenere lo strato di riempimento.
  3. Il riempimento deve lasciare libero il foro di scarico del piatto doccia, sporgente di tanto quanto è lo spessore della lastra.
  4. Quando il riempimento ha fatto definitivamente presa possiamo poggiarvi sopra il piatto doccia ed inserirvi guarnizioni e raccordi.
  5. Raccordi, manicotti ed O-ring opportunamente montati e sigillati permettono di rendere perfettamente stagna la bocchetta di scarico.
  6. La superficie del piatto doccia è già dotata dell’inclinazione necessaria a far scendere l’acqua verso il foro centrale; è sempre meglio controllarne l’orizzontalità con una livella, prima di procedere con la piastrellatura.

La porta della doccia

La piastrellatura ricopre tutte le pareti della cabina doccia e prosegue sulla parete destinata ad accogliere il lavabo. Individuata la mezzeria del bordo libero della semiparete tracciamo una riga, esattamente parallela alla soglia, che giunga alla parete opposta. Centriamo su questa riga la base di un montante del telaio, tenendolo perfettamente verticale, e segniamo sulla parete la posizione dei fori d’ancoraggio. Apriamo i fori, introduciamo tasselli Ø 6 mm ed avvitiamo il montante. Ripetiamo l’operazione sulla controparete sempre controllando con la massima cura la verticalità del montante. Questo tipo di porta ha una chiusura magnetica. Accostiamo il profilo magnetizzato al montante della controparete e avvitiamo sull’altro montante il profilo con le cerniere. Proteggiamo il metallo a vista con un pezzetto di nastro maschera che evita lo slittamento della punta e i graffi del materiale. Tagliata a misura in larghezza la lastra di vetro sintetico, inseriamola nella scanalatura e fissiamola con le viti autofilettanti. Sigilliamo accuratamente la giunzione fra i montanti metallici e le pareti, da un lato e dall’altro, dentro e fuori. Affinché la porta non strisci in terra, astuzia fai da te, prima di inserire nei suoi profilati la lastra tagliata a misura in larghezza, dobbiamo provvisoriamente incollare a terra una coppia di spessori da 4 o 5 mm. Si avvita alla porta la lunga maniglia metallica.

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