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Arredo giardino fai da te | Come costruire una panca e sedia in legno

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Un arredo giardino fai da te massiccio e resistente alle intemperie realizzato partendo da travetti di pino impregnato in autoclave tagliati a misura, sagomati e uniti per spinatura

panca e sedia di legnoIl legno in esterno, esposto alle intemperie e ai raggi solari, specialmente se lasciato al naturale tende a ingrigirsi e ad apparire vecchio, sciupato: non è sufficiente un’impregnazione data come finitura, la protezione superficiale dopo un po’ si screpola e apre la strada agli agenti che deteriorano il materiale.


Per realizzare un arredo giardino fai da te duraturo bisogna utilizzare essenze legno particolarmente indicate per applicazioni esterne, non propriamente economiche, ma buoni risultati si ottengono anche con legni comuni sottoposti a impregnazione in autoclave: le pressioni elevate a cui sono sottoposti durante i processi di impregnazione fanno penetrare i prodotti in profondità, per cui il legno risulta inattaccabile in tutta la sua massa.


Per la costruzione del nostro arredo giardino fai da te possiamo utilizzare legno di pino impregnato di prima scelta, privo di nodi, da verniciare a piacere con prodotti trasparenti o coprenti: ovviamente la finitura deve essere di buona qualità e durata.

Affrontiamo la costruzione passo-passo dell’arredo giardino fai da te partendo dalla panchina, per poi analizzare la sedia

Costruzione delle panchina in legno

progetto panca di legno

taglio manuale del legno

dima di taglio

  1. Ciascuno può realizzare tutti i tagli diritti in base all’attrezzatura a disposizione, anche a mano: è sufficiente una cassetta tagliacornici per guidare senza errori la lama della sega manuale.
  2. I tagli inclinati, per esempio quello riguardante le estremità delle gambe posteriori (100°), si realizzano impostando la corretta angolazione, in base al disegno, con la falsa squadra su una faccia del travetto e prolungando, sulle due facce concorrenti, la linea perpendicolare che deve mantenere la lama.
  3. si esegue il taglio
  4. Le gambe anteriori, frontalmente, vanno sagomate nella parte superiore per ridurre lo spessore da 70 a 57 mm, realizzando uno smusso di raccordo nella zona di collegamento tra i due spessori. Anche per questa operazione il disegno in scala 1:1 si rivela indispensabile, in quanto permette di marcare sul legno i punti essenziali di riferimento della sagoma e di poterne successivamente verificare, sovrapponendo il listello al pannello, il corretto sviluppo. Con un seghetto alternativo che abbia un’escursione della lama superiore a 70 mm si abbozza rapidamente la sagomatura.
  5. Più difficile, se si fa riferimento soltanto al profilo riprodotto sul truciolare, è ricavare con precisione la concavità sulla faccia superiore dei braccioli e sui listelli laterali su cui appoggiano le doghe della seduta.
  6. Per questo motivo bisogna realizzare due dime su cartoncino, sempre in scala 1:1, da ritagliare e utilizzare come riscontro per tracciare le curvature sui listelli; si possono riprodurre allo scopo i disegni sottostanti, tenendo conto che ogni quadretto deve misurare 5 cm di lato.

Regolarizzare i profili della panchina e predisporre le giunzioni

profili panchina in legno

  1. Seguendo la linea tracciata con l’aiuto della dima su braccioli e traverse della seduta, si sega via il legno in eccesso e si regolarizza il taglio, come si è già fatto per le gambe anteriori. Per i 3 pezzi che supportano le doghe della seduta, l’estremità da collegare al longherone dello schienale (quella con i fori per le spine) dev’essere bisellata a 105°, in modo che, al momento dell’assemblaggio, ponendo questi in piano lo schienale rimanga un poco inclinato all’indietro.
  2. Tutte le asperità lasciate dal taglio devono essere eliminate fino a ottenere una concavità regolare, progressiva e liscia (specialmente per i braccioli). Anche in questo caso si può procedere manualmente, avvolgendo fogli di carta abrasiva, a grana via via più fine, su un tacco di legno squadrato. Ovviamente la disponibilità di una levigatrice fa risparmiare tempo e olio di gomito.
  3. Gli spigoli vivi sono già di per sé nemici dell’estetica, ma su alcune parti della panchina vanno comunque eliminati anche per una questione di comfort di utilizzo. Ad alcuni elementi, come i braccioli e la doga anteriore del sedile, sullo spigolo rivolto all’esterno, devono essere smussati in modo consistente con una fresa a profilo concavo, in quanto sono le parti sporgenti con le quali viene più facilmente a contatto il corpo quando si è seduti. Inoltre, uno spigolo vivo evidenzia visivamente eventuali irregolarità nello sviluppo delle modanature curve, mentre una fresatura angolare tende a minimizzarle. Tuttavia, il concetto è applicabile anche a tutti gli altri elementi, per i quali è sufficiente rompere semplicemente l’angolo.
  4. Considerato che l’intera costruzione prevede l’utilizzo di travetti di due soli formati, la preparazione di gran parte delle sedi per le spine può essere facilitata utilizzando due tacchi di legno tagliati da un travetto 70×70 mm e da uno 70×45 mm. Praticando su entrambi fori passanti Ø 10 mm, ben centrati, si ottengono due maschere che, allineate sulle teste dei travetti corrispondenti e bloccate con morsetti, permettono di riprodurre i fori con precisione, senza dover ripetere alcuna tracciatura.
  5. Per riportare i punti da forare sui fianchi dei travetti concorrenti (montanti, longheroni, braccioli ecc) si utilizzano marcatori a cappellotto di pari diametro delle spine.
  6. Basta quindi accostare con precisione il pezzo con i cappellotti a quello concorrente e premere: i risalti appuntiti penetrano nel legno, marcando con precisione i punti in cui forare. Anche se in foto non si vede, l’accostamento dei due elementi va fatto utilizzando un listello diritto di riscontro per avere la certezza che i pezzi siano perfettamente allineati.
  7. Con un po’ di attenzione, i fori possono essere aperti anche usando il trapano a mano libera; indubbiamente un supporto a colonna e un limitatore di profondità fanno stare piu tranquilli.
  8. Con un compasso impostato su un raggio di 35 mm, puntato al centro della sezione dei braccioli, si traccia la stondatura.
  9. si ritagliano gli eccessi con il seghetto alternativo e si carteggiano gli elementi dell’arredo giardino fai da te.

Montaggio in sequenza

montaggio arredo giardino

  1. Si inizia componendo la T formata dal longherone superiore dello schienale e il montante centrale. Le coppie di spine si inseriscono su un lato del montante centrale e su di esse si imboccano appena le 5 stecche orizzontali di una metà dello schienale; si prepara quindi il montante laterale corrispondente con le spine inserite (una coppia in più per l’incastro con il longherone) e si impacchetta il tutto, serrando tra lunghi morsetti o cinghie tensionabili. In entrambi i casi, il legno va protetto dal contatto con l’elemento di serraggio interponendo un pezzo di materiale morbido o di compensato.
  2. Quando la colla ha fatto presa, si tolgono i morsetti e si completa l’altra metà con lo stesso procedimento.
  3. Se si utilizzano lunghi morsetti, bisogna tener conto che i montanti e il longherone superiore hanno la sommità arrotondata, perciò quando si deve incastrare e serrare il longherone inferiore alla struttura i morsetti non hanno modo di realizzare una presa efficace senza rischiare di scivolare. O si dispone di cinghie o bisogna sagomare allo scopo due o tre pezzi di legno di scarto.
  4. In ultimo, si incastra sulla struttura la E che costituisce il supporto delle doghe della seduta, già predisposta e stabilizzata a parte. Il montante centrale dello schienale deve essere forato per accogliere 5 travetti per parte, il che equivale a realizzare 20 forature per le spine (10 su un lato e 10 sull’altro). Dopo aver tracciato l’interasse corretto dei travetti e riportato i punti da forare su un lato, non occorre ripetere l’operazione sull’altro: se si dispone di un trapano a colonna o di un supporto affidabile, i fori si possono realizzare passanti, prevedendo di inserire in ognuno un’unica lunga spina che sporga da un lato e dall’altro. Con questo sistema si è certi che i travetti di ciascuna metà siano perfettamente allineati. In realtà, questo accorgimento è applicabile solo ai primi 4+4 travetti partendo dall’alto: la foratura passante va evitata per i due in basso in quanto è prevista la spinatura di testa con il longherone inferiore e il legno risulterebbe indebolito, per cui in questa zona la spinatura è cieca.

Gli arrotondamenti

stondare legno

Su tutti gli elementi che devono essere arrotondati di testa (braccioli e montanti schienale) o lungo il profilo (longherone superiore schienale) questa operazione si effettua dopo aver praticato i fori per le spinature e aver verificato la corrispondenza delle giunzioni: stondare i pezzi appena tagliati renderebbe più difficile avere riferimenti precisi sui bordi ed esporrebbe a disassamenti delle giunzioni.

Il pezzo più difficile da ottenere con un arrotondamento costante è il longherone, in quanto si deve operare su tutta la sua lunghezza: in questo caso si asporta il materiale per piallatura manuale, con molta attenzione.

Tasselli, colla e viti

unire il legno con spine

  1. Per stabilizzare le spinature dell’arredo giardino fai da te bisogna utilizzare un adesivo strutturale a base poliuretanica: in questa costruzione le giunzioni sono piuttosto fitte e la colla vinilica non garantisce sufficiente tenacia per applicazioni esposte agli sbalzi di temperatura dovuti all’insolazione e alle altre condizioni ambientali esterne. Lo stesso vale per le spine: il faggio soffre un po’ queste condizioni, perciò è meglio ricavare le spine da tondini di legno duro che non soffrano l’umidità. Eventuali fuoriuscite di adesivo vanno ripulite utilizzando un solvente, per esempio acetone.
  2. Può essere utile, in questo caso, inumidire le spine immergendole in acqua per pochi istanti, prima di inserirle. Gli adesivi poliuretanici polimerizzano per effetto dell’umidità e alzarne il tenore (ragionevolmente) può aiutare a realizzare un’unione tenace più rapidamente.
  3. Dopo aver spremuto un po’ di adesivo nei fori, si inseriscono le spine battendole un poco per farle penetrare a fondo. 4. L’adesivo va spremuto anche nei fori del pezzo concorrente prima di effettuare l’unione.
  4. Le unioni dei fianchi alla seduta e allo schienale vanno stabilizzate con l’inserzione di viti Ø 6×120 mm con rondella sotto testa.
  5. La sequenza costruttiva dei fianchi, il montaggio delle doghe della seduta e la finitura saranno affrontati più avanti, dove verranno fornite anche le dimensioni della sedia che segue lo stesso criterio costruttivo

panca fai da te

Costruzione della sedia per l’arredo giardino fai da te

La sedia coordinata con la panchina dell’arredo giardino fai da te differisce da essa soltanto nella larghezza: ci risparmiamo il montante centrale dello schienale, per il quale bisogna aprire ben 24 sedi per le spine, la traversa centrale della seduta, ma per il resto il lavoro è identico. Non aspettiamoci quindi che con la panchina il più sia fatto: il tempo necessario per costruire la sedia-poltroncina è quasi lo stesso e siccome per avere un set completo ne serve almeno una coppia… buon lavoro. l Per questi motivi, la cosa migliore da fare è mettere in conto già in partenza la costruzione dei tre elementi, procurandosi il legname necessario e procedendo in sequenza con le operazioni che vedono coinvolti i diversi elettroutensili: prima tutti i tagli per ottenere i singoli pezzi, suddividendoli in tre gruppi, poi l’apertura per le sedi delle spine d’unione.

Sta poi allo spazio e al tempo disponibili vedere come procedere da qui in poi, soprattutto perché, volendo concentrare l’incollaggio dei pezzi dell’arredo giardino fai da te in un’unica fase, è necessario disporre di un gran numero di cinghie o morsetti lunghi e di uno spazio piuttosto grande da occupare fino a quando la colla non fa presa.

sedia da giardino fai da te

progetto sedia di legno

Cosa occorre:
Tutti i pezzi necessari si ricavano da travetti di pino impregnato con sezione 70×70 mm e 70×40 mm, reperibili in barre da 2-3-4 metri; servono inoltre tondini di legno (no faggio) da 10 mm per ricavare le spine e viti Ø 6×120 mm trattate per esterni.

travetti di pino

I pezzi necessari per comporre la sedia sono 25: 4+4 per i fianchi, 9 per lo schienale e altrettanti per il sedile; bisogna aprire una cinquantina di sedi per le spine dopo aver rettificato i pezzi in seguito al taglio, ma senza eseguire le modanature, da farsi dopo la predisposizione dei fori utilizzando le maschere autocostruite a misura delle sezioni dei travetti.

Costruire i fianchi e unirli a seduta e schienale

come costruire una sedia da giardino

  1. Le sedi per le spine, come si è detto per la panchina, vanno aperte prima di realizzare le modanature e lo smusso degli spigoli, in modo che le dime costruite a misura dei due travetti utilizzati (70×70 e 70×40 mm) possano essere centrate con precisione. Osservando i pezzi che compongono ciascun fianco disposti a “esploso” si notano due spinature che meritano attenzione: quella che unisce la gamba posteriore al bracciolo e quella tra la stessa gamba e la traversa. In entrambi i casi, le forature di testa della gamba e della traversa vanno realizzate inclinate, perpendicolari al piano già ottenuto con la bisellatura. Si può fare anche il contrario: aprire i fori perpendicolari alle teste prima di bisellarle e realizzare di conseguenza i fori inclinati nel bracciolo e sul fianco della gamba posteriore.
  2. Tutte le spine si ricavano da tondini di legno duro Ø 10 mm; dopo il taglio le estremità vanno leggermente stondate per facilitarne l’inserimento nei fori.
  3. Dopo aver verificato la corrispondenza delle spinature, si può procedere al montaggio definitivo introducendo nei fori la colla poliuretanica e mettendo in morsa. Successivamente si possono aprire, rispettando le quote, i fori per il fissaggio di schienale e seduta all’interno dei fianchi: un listello spesso in cui si pratica un foro passante di pari diametro sul trapano a colonna funge da guida per una perfetta perpendicolarità.
  4. Fatti tutti e 6 i fori, si inseriscono i marcatori a cappellotto.
  5. A parte si effettua il montaggio in bianco, senza colla, delle due cornici di seduta e schienale, accoppiandole.
  6. L’insieme viene presentato sulla faccia interna del fianco per trovare la giusta collocazione, ma senza appoggiarlo sui marcatori: allo scopo si utilizzano piastrine metalliche come spessore per fare scivolare l’insieme e fare i dovuti aggiustamenti: solo quando le due cornici sono in linea con i fori si tolgono gli spessori e con una pressione decisa con il palmo della mano si fanno penetrare le punte dei marcatori nel legno.
  7. Si assembla definitivamente lo schienale (con le doghe interne) e la cornice della seduta con viti Ø 6×120 mm. Per facilitare il montaggio delle doghe della seduta si pianta, vicino ai prefori aperti nel supporto sagomato, un sottile chiodino d’acciaio, facendolo affondare pochi millimetri.
  8. Con un tronchesino si fa saltare la testa del chiodo e una parte di gambo, lasciandone affiorare dal legno 3-4 mm.
  9. Mettendo in posizione la doga e premendola con forza, i chiodini (uno per parte) penetrano in essa e la tengono in posizione mentre la vite si fa il passo nel legno. Per mantenere il corretto interasse tra le doghe è bene preparare una coppia di spessori calibrati da inserire tra la doga fissata in precedenza e quella successiva.

Finitura a più mani della arredo giardino fai da te

finitura del legno

  1. Per chi preferisce stendere sull’arredo giardino fai da te una finitura colorata, il procedimento corretto da seguire si articola in tre fasi.
  2. Anche se il legno è già pretrattato industrialmente, è bene stendere una mano di impregnante trasparente prima di applicare il primer vero e proprio; dopo il primer si carteggia a grana fine per lisciare la superficie e, solo a questo punto, si può passare alla finitura vera e propria, da applicare in due mani. Ovviamente è preferibile, anche se occorre spazio, effettuare queste operazioni prima di procedere all’assemblaggio, così si possono proteggere le parti non raggiungibili a struttura montata. Le sedi per le spine vanno chiuse provvisoriamente con carta appallottolata.
  3. Se si vuole lasciare il legno dell’arredo giardino fai da te al naturale, la prima applicazione di impregnante va fatta comunque a struttura smontata, per poi stendere, anche dopo l’assemblaggio, una finitura cerata, trasparente o colorata, compatibile con la precedente.

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