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Impianto solare termico fai da te | Guida completa per non sbagliare

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impianto fotovoltaico fai da te
 

Ecco come costruire un impianto solare termico fai da te funzionante

 Innanzitutto occorre specificare che il un impianto solare termico non è un impianto fotovoltaico, sono due cose diverse! 

Un impianto solare termico fai da te per la produzione di acqua calda funziona con una tecnologia piuttosto elementare. Perché non incentivarne la diffusione attraverso corsi di autocostruzione? Sulla scia di un’idea nata in Austria una ventina di anni fa e sperimentata in altre parti del mondo, si è affermata anche in Italia questa pratica: il Centro per l’Autocostruzione Solare organizza corsi aperti a tutti durante i quali si realizzano pannelli solari fai da te, li si installa e viene simulato l’allacciamento all’impianto idraulico. Lo scopo è quello di abbattere i costi della manodopera.

A scuola di risparmio
Nonostante le buone condizioni meteorologiche e l’insolazione cui è soggetto il nostro Paese, il solare sta superando una fase stagnante solo da qualche anno, grazie alle agevolazioni fiscali, rispetto a molti stati europei che, paradossalmente, spesso non godono di condizioni naturali altrettanto favorevoli. Ed è importante sapere che da diverso tempo anche un impianto solare termico può godere dei benefici fiscali.

Questi pannelli possono essere collocati sul tetto, rimuovendo una parte di tegole ed ottimizzando all’occorrenza l’inclinazione, oppure a terra, nel qual caso occorre una struttura di supporto. Questa seconda ipotesi, preferibile qualora il tetto non sia orientato in maniera idonea, implica la costruzione di un telaio in profilati metallici quadri 35×35 mm, costituito da 3 barre da 2065 mm e tre triangoli, aventi altezza 1100, profondità 1910 e lato inclinato 2200 mm, su cui fissare i pannelli (2×2 metri) con inclinazione di 30°.

Tipologie di circolazione dell’acqua in un impianto solare termico fai da te

pannello solare

Circolazione naturale

Il liquido del circuito chiuso sale naturalmente verso il serbatoio di accumulo man mano che si riscalda; dopo aver ceduto calore all’acqua sanitaria ritorna al pannello senza bisogno di apparecchiature ausiliarie.

Circolazione forzata

Questo sistema implica l’utilizzo di una pompa per la circolazione del fluido che scorre nei pannelli e di una centralina di controllo che ne regola l’avvio e l’arresto a seconda della differenza di temperatura tra i pannelli ed il serbatoio di accumulo.

impianto circolazione forzataCircolazione combinata

Il compito di questi impianti è quello di fornire nello stesso tempo calore a diverse temperature, da una parte al circuito dell’acqua sanitaria, dall’altra a quello del riscaldamento. Il solare riscalda la parte inferiore del serbatoio, mentre la caldaia ed altri eventuali generatori di calore si collegano alla parte superiore.

Come costruire un pannello solare

come costruire un pannello solare

Come costruire un pannello solare termico

  1. per un’ottimale circolazione del liquido all’interno del reticolo in rame i tubi principali di ingresso ed uscita, di diametro maggiore, vengono parzialmente strozzati, così da favorire lo scorrimento in verticale.
  2. i profilati in alluminio sono sagomati in modo da garantire la tenuta stagna della copertura, inserendo le guarnizioni e fissando poi i profili che agevolano lo scorrimento dell’acqua piovana.
  3. le coperture in vetro dei due pannelli appoggiano su un profilato con doppia guarnizione
  4. Le coprture vanno bloccate con un supporto a T utilizzando il trapano avvitatore, provvisto di sedi per le guarnizioni superiori.
  5. terminato il montaggio dei profilati con relative guarnizioni, si fissano le scossaline che completano la struttura del pannello.
  6. alle estremità dei collettori vanno montati i manicotti per il collegamento dei tubi di mandata/ritorno
    del circuito.
  7. in corrispondenza della tubazione che porta il liquido in uscita dai pannelli verso lo scambiatore di calore va inserita la sonda di temperatura, da collegare alla centralina che comanda l’intervento del circolatore.

Il pannello solare fai da te vero e proprio è costituito da una cassa in legno coibentata con lana di roccia sul fondo e lateralmente; su questo strato va appoggiato l’assorbitore, in tubi di rame, per poi predisporre tutti i diversi profilati metallici corredati di guarnizioni e chiudere i pannelli dal lato superiore con una copertura trasparente in vetro polarizzato.

Occorre fare attenzione nel costruire pannello solare, in quanto una faccia è liscia e l’altra zigrinata (prismatica): quest’ultima va rivolta all’interno.
Trattandosi di una coppia di pannelli, i due assorbitori devono essere collegati in serie, quindi si inserisce la sonda di temperatura all’uscita dei collettori. La fase successiva prevede la realizzazione del circuito chiuso, installando la pompa di circolazione corredata di valvole, manometri, tubazioni di ingresso ed uscita, vaso di espansione e della centralina che ne comanda il funzionamento.

La maggior parte del lavoro per costruire un impianto solare fai da te può essere eseguita in proprio, anche se per le fasi finali e la messa in servizio dell’impianto occorre rivolgersi forzatamente ad un idraulico professionista. Si tratta di acquisire tutte le nozioni necessarie a completare il più possibile il lavoro manuale, lasciando all’idraulico solo il compito di collaudare l’impianto e la sua corretta esecuzione per farsi rilasciare la dichiarazione di conformità, riducendo drasticamente i costi di realizzazione.

Tutti gli aspetti tecnici che vengono trattati durante il corso sono poi ampiamente approfonditi in un CD consegnato ai partecipanti: in esso sono racchiuse chiare istruzioni per il dimensionamento dell’impianto, la scelta del serbatoio e dei vari componenti nonché i prezzi, guida alla compilazione dei documenti per la certificazione, i benefici fiscali, le autorizzazioni del caso.

Centralina e pompa dell’impianto solare fai da te

Con uno strumento particolare, la cartellatrice (noleggiabile), si crea una sede piatta per le guarnizioni alle estremità dei tubi schiacciando un paio di spire. Il tubo in rotolo, già coibentato, racchiude anche un sondino di temperatura da collegare alla centralina.Il gruppo pompa è collegato alla centralina che, in base ad un salto termico preimpostato, ne comanda la partenza o l’arresto.

Riveste una grande importanza il vaso d’espansione, la cui capienza deve essere grande quanto il circuito per contenere l’espansione dovuta al riscaldamento del liquido.

Il circuito è chiuso, pertanto quando lo si carica è pieno d’aria e la formazione di una sacca può bloccare la circolazione: per questo viene inserito un degasatore che trattiene le bolle d’aria, da scaricare poi intervenendo su una vite. Lungo il circuito è anche inserita una spia con una pallina all’interno per controllare la corretta circolazione del fluido; il circuito deve prevedere inoltre una valvola di sicurezza ed una valvola di sfiato da collocare nel punto più alto.

Serbatoio di accumulo

La capacità del serbatoio va determinata tenendo conto delle esigenze e del numero di componenti della famiglia: si calcola che circa un terzo del suo volume deve essere “a disposizione” (pronto all’uso), diciamo 20 litri per persona, mentre il volume complessivo può essere stimato in circa 50-70 litri per ogni m2 di superficie nel caso di collettori piani, 65-90 litri per ogni m2 di superficie per i collettori sottovuoto.

Due lavorazioni solo per i professionisti

  1. Le strisce di assorbimento possono essere saldate sia con saldatura forte sia con saldatura dolce. Nel primo caso il tubo di raccolta va saldato direttamente alle estremità dei tubi di rame dell’assorbitore; nel secondo si utilizzano tubi di raccolta prefabbricati, con già saldati i manicotti per saldatura forte.
  2. Il circuito va riempito pompando il liquido al suo interno attraverso il rubinetto di mandata, con le valvole di sfiato aperte, mentre il rubinetto di ritorno va collegato tramite un tubetto alla vaschetta della pompa. Quando l’acqua ritorna alla vaschetta, si chiude il rubinetto di ritorno e si porta in pressione il circuito.

Come e dove collocare i pannelli solari

  1. Se l’inclinazione del tetto ed il suo orientamento lo consentono, è possibile rimuovere una parte di tegole ed integrare i pannelli nella copertura. Da tenere presente, però, anche dove può essere collocato il serbatoio, per non realizzare lunghe (e naturalmente dispersive) tubazioni.
  2. Adattabile a qualsiasi situazione è il posizionamento su una struttura inclinata rivolta verso la zona di maggior irraggiamento; attenzione ad ostacoli circostanti che nel corso della giornata possono ombreggiare i pannelli.

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3 Commenti

  1. Buongiorno,

    Seguo da qualche tempo il vostro portale elo apprezzo molto, devo farvi solo una puntualizzazione su quest’articolo, in realtà quello di cui voi state trattando non è un impianto fotovoltaico ma bensì un impianto solare termico.

    Nell’attesa di una vostra cordiale risposta porgo
    Distinti saluti

    Zanotti Stefano

     
    1. Grazie mille Stefano per la precisazione. Effettivamente è stato commesso un errore!

       
  2. buona infarinatura,certo che prima di mettere mano agi arnesi servono informazioni più dettagliate,misure quote,dove reperire imateriali prezzi indicativi,misure pesi il top sarebbe un progettino con materiale di facile reperibilità,cicli di lavorazione,comunque la pulce all orecchio la mette. Lapo0ssibilità di scaricare informazioni in tal senso,magari il cd menzionato nell articolo. Certo sono con l amaro in bocca. Angelo

     

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