Esterni

Pergolato fai da te per fiori rampicanti

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pergolato fai da te
 

Costruzione dettagliata di un porticato in legno utilissimo far crescere  diverse tipologie di piante rampicanti

Un pergolato fai da te che introduce al giardino è meglio non si presenti come struttura posticcia, ma abbia invece una sua propria funzione e sia collocato in una posizione sensata: quale migliore funzione potrebbe avere in un giardino, se non quella di fungere da supporto per le piante rampicanti che preferiamo?

Il tipo di struttura “a scaletta”  le pergolato fai da te ben si presta soprattutto per le piante che si avvinghiano a quel che trovano avvolgendovi attorno dei viticci ma, se ci piace variare o mischiare, può andare bene anche per rampicanti che si avvolgono a spirale ai sostegni. Non è invece adatta a sorreggere piante come l’edera, i cui villi necessitano di superfici ampie e non lisce.


I più bravi possono anche pensare di costruire un pergolato fotovoltaico fai da te.

Struttura in Cedro del Libano

Nelle costruzioni per esterni è sempre opportuno scegliere essenze adeguate a resistere alle intemperie (scopri quali sono le essenze legno nostrane più diffuse). La più comunemente utilizzata è quella di pino, naturalmente preimpregnato in autoclave in maniera tale da essere protetto fino nelle fibre più interne. I più esigenti (dai punti di vista sia estetico sia della durata) forse preferiscono ricorrere al pregiato cedro del Libano che agli Egizi forniva un olio distillato impiegato niente meno che per l’imbalsamazione dei defunti. In effetti, questo legno che colpì gli Antichi, oltre che per la sua dolce fragranza, anche e soprattutto per la sua struttura compatta, forte ed estremamente durevole, agli occhi degli Ebrei divenne a tal punto l’emblema dell’incorruttibilità da indicare come “degna del cedro” una cosa che meritasse di essere immortalata.

L’ancoraggio

Naturalmente, il nostro pergolato fai da te da far fiorire non può limitarsi a poggiare sul terreno, con il rischio di cadere alla prima folata di vento un po’ impetuoso. Dobbiamo perciò pensare a un sistema d’ancoraggio valido e adeguato al punto in cui vogliamo sistemarlo. Si può utilizzare la parete esistente, limitando così a due i montanti da conficcare nel terreno: per l’ancoraggio a parete bastano alcuni tasselli a espansione e la base dei montanti può tranquillamente restare distanziata dal terreno di alcuni centimetri in modo da preservarla da muffe e marcescenze.

Gli altri due montanti sono protetti alla base con appositi piedi di profilato metallico per esterni, che tra l’altro risultano molto più agevoli da conficcare nel terreno grazie al loro spessore modesto. Nei casi in cui il terreno fosse particolarmente sassoso o addirittura roccioso, oppure esistesse una base lastricata o incementata, l’ancoraggio deve essere affrontato in altro modo.

Si scava una buca e si cala il palo (opportunamente protetto con catramina) in una sede di calcestruzzo, oppure lo si innesta su un perno fissato all’uopo sporgente dalla base (Leggi una guida approfondita su come piantare un palo). Qualunque sia il sistema adottato, è importante essere molto precisi nelle misure e nella perpendicolarità, per evitare di dover poi ritoccare le misure dei montanti che formano il telaio o, peggio, di ritrovarsi con una struttura fuori bolla e tutta svergolata.

Il montaggio del pergolato fai da te

Negli esterni è sempre opportuno avvalersi solo di elementi metallici per le giunzioni tra i vari pezzi: la colla d’uso comune non resiste alle intemperie e viti ben sistemate rendono del tutto superfluo l’uso di adesivi specifici per esterni. Naturalmente le viti devono essere scelte di tipo antiruggine e per ciascuna occorre preparare, sul primo elemento da attraversare, un foro d’invito che abbia il suo stesso diametro nominale, in modo che la vite possa passarvi in mezzo senza resistenze e quindi andare a serrare e tirare l’elemento da congiungervi.

Per facilitare la penetrazione della vite ed evitare indesiderate spaccature, la cosa migliore è allestire un foro d’invito di diametro inferiore anche sul secondo elemento di giunzione. Avendo a disposizione una troncatrice e un trapano avvitatore, per montare il tutto bastano poche ore: poi ci si può dedicare alla scelta e alla sistemazione delle piante destinate a utilizzare il nuovo portale come sostegno, rallegrandolo con il loro verde e i loro fiori.

Cosa serve per costruire un pergolato fai da te:

  • Cedro rosso del Libano sezione 90×90 mm: 2 montanti a terreno da 2440 mm, 2 montanti a parete da 2340 mm, 2 traverse da 2440 mm, 4 saette da 360 mm;
  • cedro rosso del Libano sezione 26×90 mm: 23 traversine da 26x43x660 mm, ottenibili dividendo i travetti in due per il senso della lunghezza;
  • 2 piedi metallici antiruggine per i montanti a terreno da 90x90x900 mm;
  • 4 squadrette metalliche antiruggine 2,5x55x70+70 mm con relative viti di fissaggio;
  • 54 viti per truciolare 4×40 mm;
  • 4 tasselli a espansione Ø 10×160 mm;
  • 4 distanziatori.

Come è fatto un pergolato in legno

struttura pergolato di legno

listelli di legno

Per ragioni ottiche, le traversine vanno fissate in posizione perfettamente perpendicolare ai montanti e a una distanza omogenea l’una dall’altra controllando la regolarità con una squadra. A struttura ultimata, i rampicanti da noi preferiti avvolgono spontaneamente il pergolato fai da te: solo i pochi steli più “distratti” vanno guidati amorevolmente affinché trovino l’appoggio necessario.

 

Fissare il pergolato fai da te alla parete e installare la parte aerea

costruzione pergolato, mazza di legno

pergolato di legno, fissaggio con piattine metalliche

  1. una parete non rappresenta un inconveniente ma piuttosto un aiuto costruttivo. Qui i montanti possono essere fissati con tasselli a espansione anziché dover essere conficcati nel terreno.
  2. per lasciare spazio alle piante in modo che possano avvolgersi attorno ai montanti è indispensabile interporre tra questi e la parete dei tacchetti che abbiano uno spessore di almeno 20 mm.
  3. una grossa mazza di legno è l’ideale per conficcare nel terreno i piedi metallici: le comuni mazze metalliche rischierebbero di deformarne l’imbocco rendendo impossibile l’innesto dei montanti.
  4. le viti di fissaggio vanno inserite in fori d’invito appositamente preallestiti e serrate fermamente: per questa ragione è meglio optare per viti a testa esagonale.
  5. le traversine superiori, già unite tra loro con le traversine a formare una sorta di scala, vengono montate in ultimo appoggiandole sulle squadrette metalliche preventivamente fissate ai montanti e avvitandovele.
  6. per posizionare correttamente le squadrette conviene prendere la misura con un tacchetto di scarto dei montanti stessi di modo che, poi, le teste dei montanti risultino a filo con le traverse. Le viti di fissaggio devono essere ben serrate per assicurare la tenuta della struttura.
  7. le saette, che hanno essenzialmente una funzione estetica (la struttura è già sufficientemente robusta per autoreggersi e per sostenere il peso modesto delle piante rampicanti) vengono fissate con quattro viti ciascuna inserita alla traditora in appositi fori d’invito.

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