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Come costruire una casetta di legno da giardino | Guida completa

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come costruire una casetta di legno
come costruire una casetta di legno
 

L’autocostruzione permette di uscire dagli schemi e realizzare un box capiente ed esteticamente gradevole, impreziosito dall’ampia copertura piana che può essere in breve tempo ricoperta da piante tappezzanti

Come costruire una casetta di legno da giardino? Esistono differenti soluzioni…spesso però si finisce per realizzare il solito box “né carne né pesce”. La base di questo progetto è la ricerca dell’originalità, alla fine la spesa non si discosta molto da quella di un box per le biciclette macchine da giardino o per le attrezzature che si utilizzano nel tempo libero.

Pur conservando di base un criterio elementare, la nostra costruzione fai da te è ben diversa dalle casette in legno in commercio, quasi sempre con il tetto a falde e con un aspetto che le rende somiglianti le une alle altre.

Una casetta di legno diversa dal solito

Ecco come costruire una casetta di legno da giardino i cui elementi distintivi sono essenzialmente due: la listellatura che riveste il perimetro e il tetto piano che diventa una grande aiuola sospesa.

Le pareti sono costituite da telai rivestiti da pannelli di OSB, esteticamente piacevoli, oltre che robusti, grazie alla superficie movimentata dalle scaglie irregolari pressate in modo casuale; se si riesce a reperire pannelli con i bordi conformati a incastro, come avviene per le perline, alcune fasi del lavoro risultano più semplici e le giunzioni sono più precise.


Come costruire una casetta di legno da giardino senza incastri

Come illustrato nelle sequenze costruttive per capire come costruire una casa in legno non c’è bisogno di realizzare incastri, tutta la costruzione si porta a termine con un gran numero di viti. Proprio questa caratteristica ci porta ad analizzare un elemento importante sul quale spesso si tende a sorvolare: in una costruzione così importante, destinata a durare molti anni, non è il caso di lesinare sulla scelta delle viti, meglio spendere qualcosa di più, ma impiegare prodotti di qualità superiore.

Si utilizzano viti autoperforanti (SPAX), provviste di alette sottotesta che realizzano direttamente la svasatura e di un filetto ondulato che genera una controfilettatura molto profonda, contrastando lo svitamento naturale.


La punta quadra non dilata il legno, ma trancia di netto le fibre evitando spaccature del materiale: un fattore importante tanto per l’inserimento nei pannelli OSB quanto per affondare in profondità nelle teste dei travetti. Si lavora più velocemente e si può contare sulla buona esecuzione del lavoro, i trattamenti a cui sono sottoposte assicurano una lunga durata.

Per la costruzione utilizziamo pannelli OSB

I pannelli OSB (Oriented Strand Board) sono costituiti da scaglie di legno incollate tramite resine sintetiche e pressate in strati incrociati; in base alla destinazione d’uso vengono suddivisi in 4 tipi per applicazioni in ambienti asciutti, più o meno umidi o con funzione portante in luogo umido.

Il tipo impiegato è l’OSB/3 nello spessore di 22 mm; i pannelli sono solitamente reperibili nelle misure 2440×1200/1220 mm e 2500×1250 mm; i pannelli OSB prezzi si aggira intorno ai 13-15 euro/mq. Per la struttura è consigliato l’impiego di listelli di abete rosso nella sezione 70×70 mm, mentre quelli di finitura esterna disposti in orizzontale sono di Douglas con sezione 44×70 mm.

I pannelli OSB e i listelli strutturali possono essere acquistati nei centri di bricolage più forniti; per il Douglas bisogna invece rivolgersi a un magazzino di legnami. L’intero box si può realizzare con un costo complessivo di 1.000-1.200 euro.

La preparazione dei telai

  1. I travetti che compongono la struttura delle pareti vanno tagliati a misura, considerando che i montanti rimangono chiusi tra le traverse superiore e inferiore.
  2. Una coppia di viti Ø 6×120 mm realizza una solida unione, meglio se coadiuvata da una spennellata di colla sulla zona di contatto, avendo cura di ripulire immediatamente quella in eccesso dopo l’avvitatura.
  3. Sul lato rivolto a pavimento, i pannelli di OSB vanno bisellati a 45°, in modo da favorire lo sgrondo dell’acqua piovana. Come si vede meglio nelle foto successive, il pannello va montato con la bisellatura rivolta all’interno e sporgente rispetto allla traversa inferiore del telaio.
  4. Non appena il telaio di ciascuna parete è completo, si avvita a esso il pannello più basso. Sul lato sinistro il pannello deve trovarsi a filo esterno del montante, mentre dal lato opposto deve sporgere di circa 92 mm (lo spessore del montante concorrente più quello del relativo pannello), in modo che le pareti possano essere composte a correre.
  5. Il telaio della porta è una semplice cornice realizzata con gli stessi listelli che va rivestita con un pannello di OSB: tre lati devono rimanere a filo esterno della cornice, quello inferiore va bisellato e fatto sporgere verso il basso come gli altri.
  6. Conviene intercalare la preparazione dei telai con la stesura della finitura sui listelli di Douglas che rivestono l’esterno: trattandosi di numerosi pezzi che vanno finiti con un primer e con due mani di smalto bisogna attendere l’asciugatura dei prodotti tra una mano e l’altra, seguitando nella costruzione del box giardino. Se non si dispone di una superficie ampia dove porli ad asciugare tra una mano e l’altra, bisogna inoltre trattare una parte di listelli per volta.
  7. Per il montaggio dei piedini si utilizzano le boccole filettate internamente e provviste di rostri sottotesta: si realizza un foro dello stesso diametro della boccola in corrispondenza di ogni montante, la si inserisce e con un colpo di mazzuolo si fanno penetrare i rostri nel legno, facendola terminare a filo piano.
  8. I piedini si avvitano nelle boccole lasciandoli sporgere per circa 15 mm; una volta collocate le pareti sul basamento si procede alla giusta regolazione per un appoggio in piano.
  9. Ogni parete pronta per il montaggio sul posto è costituita dal telaio e dal pannello di base: in questo modo possono essere movimentate senza difficoltà.

La casetta di legno si monta sul posto

Il montaggio del box deve avvenire su una pavimentazione piana e regolare. Durante gli spostamenti i telai vanno sempre tenuti sollevati da terra, evitando di far strisciare i piedini, in quanto concepiti per sostenere il carico verticale, ma non le trazioni.

Nelle fasi di posizionamento è bene essere in due per poter verificare gli allineamenti e procedere all’assemblaggio delle pareti: una differenza millimetrica da un lato può essere fonte di sfasamenti superiori al centimetro dal lato opposto.

  1. Una tavola ausiliaria posta di sbieco, come si vede nella foto, bloccata con un morsetto, serve da puntello per sostenere il primo lato mentre gli si accosta il secondo per assemblarlo.
  2. Un badile, una vanga o qualsiasi attrezzo simile aiutano a sollevare la seconda parete, dopo averla accostata alla prima, per fare in modo che entrambe si trovino perfettamente allineate in altezza, così da poter regolare l’appoggio dei piedini.
  3. Con 3 viti autoperforanti e autosvasanti che attraversano i montanti si collegano le due pareti. In questa fase occorre prestare attenzione all’allineamento verticale sul filo esterno.
  4. A questo punto si può agire sui piedini per la regolazione fine, facendo in modo che l’appoggio a terra risulti stabile ed equilibrato e che la struttura non venga rialzata più di 3 cm da terra, altrimenti il filetto non ha una presa sufficiente nella boccola filettata. Trovata la regolazione, si blocca la vite con il controdado per evitare rotazioni accidentali.
  5. Completato il perimetro ripetendo la procedura per le altre pareti, si stende un cordone di colla sul profilo superiore dei pannelli di OSB premontati e a essi si sovrappone il secondo corso di pannelli.
  6. Sempre controllando che non emergano disallineamenti, si procede al fissaggio dei pannelli, inserendo viti che li attraversano e penetrano nei montanti.
  7. Una volta completato l’assemblaggio, le pareti si presentano esternamente come una superficie continua, facile da rifinire a rullo con un protettivo per legno. Le superfici non richiedono la carteggiatura preventiva, ma gli spigoli vanno comunque smussati con alcune passate di abrasivo grossolano. è preferibile che la scelta della finitura ricada su un prodotto a base di resine sintetiche piuttosto che su un semplice acrilico: la durata in esterno è superiore e, operando all’aperto, anche eventuali odori di solvente e i tempi di asciugatura più lunghi non influiscono negativamente sul lavoro.
  8. Il montaggio dei listelli orizzontali di Douglas si effettua dopo aver predisposto la copertura. Ogni giro di listelli va disposto a correre, quindi ciascun elemento deve essere lungo 70 mm più della parete. Fanno eccezione quelli che interessano la porta e le porzioni di parete ai lati della stessa.
  9. Il lavoro inizia dall’alto ed è importante partire con un allineamento perfetto, il quanto il primo corso fa da riscontro per il secondo, il secondo per il terzo e così via; si utilizzano distanziali calibrati per mantenere un interasse costante tra i listelli, che vanno fissati con viti inserite dall’interno per non lasciare elementi di collegamento visibili.

Porta e pareti finestrate

  1. Per far entrare luce all’interno, nella specchiatura della porta e al centro delle pareti si possono realizzare le aperture per inserirvi un vetro acrilico: rispetto alla dimensione del foglio trasparente, l’apertura dev’essere 6-8 mm superiore.
  2. Le cornici fermavetro interna ed esterna possono essere realizzate con listelli quadri, triangolari o a quarto di cerchio, facendo in modo che il loro spessore, sommato a quello del vetro acrilico, sia pari o di poco superiore a quello del pannello di OSB; in ogni caso, la cornice esterna deve risultare a filo del pannello. Il montaggio si effettua con silicone idoneo, senza bisogno di chiodini.
  3. In corrispondenza del lato su cui la porta è incernierata, i listelli di Douglas devono essere tagliati a doppio angolo di 45°, in modo che la porta possa ruotare a 90°, fino a porsi perpendicolare alle pareti.
  4. Per non lasciare elementi metallici sporgenti, i due elementi dello scrocchetto si fissano sulle facce inferiori di due listelli contigui, ad altezza comoda per l’azionamento.
  5. Come si nota, sul lato di apertura, i listelli che rivestono la porta sporgono di un paio di centimetri e svolgono funzione di battuta in chiusura; quelli concorrenti sulla parte fissa risultano di conseguenza più corti.

La doppia travatura, il tavolato e la grande vasca

  1. Sulle traverse sommitali delle pareti si avvitano 5 listelli di sezione 100×60 mm equamente distanziati, fissando i due più esterni alle pareti laterali e quelli interni alle pareti anteriore e posteriore. La loro lunghezza dev’essere tale da avere una sporgenza di 350 mm su ogni lato (nel nostro caso, 3200 mm).
  2. Con lo stesso concetto, quanto a interasse e lunghezza, si fissano perpendicolari ai travetti precedenti altri 5 travetti, la cui sezione iniziale è di 120×60 mm.
  3. Per conferire alla copertura la pendenza necessaria, il lato superiore dei listelli dev’essere tagliato sbieco in modo da avere una sezione decrescente da un’estremità all’altra passando da 120 a 60 mm.
  4. Sulla travatura inclinata si avvitano i pannelli affiancati fino a formare un tavolato continuo. I pannelli vanno posizionati perpendicolari alle travi.
  5. L’ideale è che i pannelli siano provvisti di bordi a incastro dente e canale, in modo che le giunzioni risultino stabili. Il consiglio è di sfalsare le linee di giunzione tra i pannelli e di stendere sull’incastro un cordone di colla: il primo accorgimento riduce la possibilità di flessione, il secondo garantisce un’efficiente sigillatura.
  6. Come linea guida, i pannelli che chiudono frontalmente la copertura vanno fissati con il lato inferiore a filo del primo corso di travetti; per determinare la loro altezza è meglio aver già chiara quella dei vassoi con le piante, così da realizzare una “vasca” poco più alta che lasci intravedere le piante, ma non i vassoi.
  7. L’intera superficie va rivestita con uno strato di feltro bituminoso, avendo cura di risvoltare i bordi anche sulle pareti della vasca. Il fissaggio si effettua con chiodini e le strisce parallele devono essere sovrapposte di circa 10 cm.
  8.  Lo strato impermeabilizzante può essere costituito da un foglio
    adesivo di materiale bituminoso per utilizzo a freddo, anche per queste strisce è necessario sovrapporre di alcuni centimetri i lati.

Il tetto verde

La copertura può essere realizzata in diversi modi, conferendole una pendenza minima del 2%; il sistema più semplice ed economico consiste nella realizzazione di un tavolato continuo ricoperto con tegole canadesi, ma ci si può cimentare anche nella composizione di un tetto verde, ottenendo una sorta di grande vasca in cui collocare vassoi completi di substrato e piantine: il sedum è una specie molto indicata per queste applicazioni, trattandosi di una tappezzante che ha uno sviluppo radicale limitato, è resistente alla siccità, è poco incline alle malattie e all’attacco di insetti e richiede una manutenzione pressoché nulla.

Occorre predisporre un adeguato strato protettivo di fondo e un efficace sistema drenante; le piantine si possono trovare in vassoi già predisposti con un substrato di materiale drenante (solitamente di tipo vulcanico) e composto organico ricco di sostanze nutritive; la conformazione della base dei vassoi permette, affiancandoli, di ottenere una serie di canali che consente lo smaltimento dell’acqua di pioggia (per questa specie non è necessario un impianto di irrigazione).

La pendenza del tetto va conformata in modo da ottenere una naturale confluenza dalla pioggia verso un angolo, in cui si realizza un foro per il tubo di scarico; una catenella aiuta a scaricare l’acqua senza schizzi. Il tetto verde si può realizzare anche in abitazioni più grandi

Per chi non ha tempo, le competenze necessarie o gli strumenti, si possono trovare già pronte a cifre modiche presso i negozi di bricolage più forniti.

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9 Commenti

  1. Direi geniale! Le fasce attorno al tetto di lato,forse avrei messo compensato marino, essendo la superficie in piano più adatta alla finitura rispetto all’osb e più resistente alle intemperie..(mia opinione personale) comunque bella bella..pratica e moderna 🙂

     
  2. Idea brillante e spiegazione molto comprensibile. Complimenti!

     
    1. Ciao Simona, grazie!

       
  3. Bella anche se non tutto è comprensibile da un dilettante come me è non vedo l’utilità di tutti quei listelli laterali. Anzi! Solo un costoso fatto estetico o hanno un loro perché? Grazie se rispondete. Biselli? Crocchette?

     
    1. Buongiorno Luigi,

      L’applicazione dei listelli laterali ha una finalità puramente estetica, volta alla realizzazione di una struttura che sia un po’ diversa da quelle classiche e per impreziosire un altrimenti povero OSB. Cordiali saluti.

       
  4. Bellissima , complimenti , solo non capisco come viene coperto lo spazio che lasciano i travetti che appoggiano sulle pareti . Ringrazio anticipatamente per la vostra risposta .
    Marco

     
    1. Buongiorno Marco,

      L’applicazione dei listelli in questa casetta da giardino fai da te è un fatto puramente estetico e non ha funzionalità pratica, quindi lo spazio tra essi non dev’essere riempito o coperto con qualcosa. L’applicazione è finalizzata a realizzare una struttura che sia un po’ diversa dal solito e originale al tempo stesso.

       
  5. Gran bel progetto!!!! Volevo realizzare il progetto, non ho capito se i pannelli di osb 3 vengono trattati con impregnante o altro.
    Se volessi mettere un pavimento per far si che gli oggetti che vi ripongo (tagliaerba, bbq, accessori vari elettrici e non)non siano a contatto con l’acqua come posso realizzarlo, quali materiali usare?

    grazie mille
    Luca

     
  6. Bella complimenti ma i listelli laterali (puramente estetici ) come vengono installati alle pareti colla o viti?Grazie x la risposta

     

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